
Tra Baudelaire e la canzone politica degli anni Settanta, Giulio Stocchi (1944) pubblicò nel 1980 Compagno poeta (Einaudi), "storia di un giovane, diario di una generazione, film di una città, Milano, e di un Paese in un momento di crisi violenta", si dice in quarta di copertina. Stocchi andava nelle fabbriche a leggere le proprie poesie. Oggi lo fa nei teatri, nelle università e, sarebbe bello, ancora nelle fabbriche. Certo l'ideologia impera, la grande tradizione scritta della letteratura italiana un po' indietreggia, ma il messaggio arriva dritto nel petto ed è, mi pare, ancora condivisibile, soprattutto per quanto riguarda gli "ometti" che c'infestano il parlamento e c'ingolfano le giornate. Meno, per quel che mi riguarda, l'esaltazione eroica dei "compagni", almeno per quelli vivi, molti dei quali, nel frattempo, sono diventati quegli "ometti".
Trent’anni di libertà
Vergogna a voi
Ombra delle croci
Traditori della speranza
Ignobili di inchini e di avemaria
Avvocati untuosi dei
Monopoli e del chewing-gum
Osceni ventri di questo paese
Con quali denti
Osate parlare di libertà
Nelle piazze in cui ancora
Tremano le pietre e i passi
Ricordando il sangue che a piedi scalzi percorre
Ognuno di questi anni?
Fino a quando dovremo
Asciugare il pianto delle
Nostre madri
Vergogna a voi
Ombra delle croci
Traditori della speranza
Ignobili di inchini e di avemaria
Avvocati untuosi dei
Monopoli e del chewing-gum
Osceni ventri di questo paese
Con quali denti
Osate parlare di libertà
Nelle piazze in cui ancora
Tremano le pietre e i passi
Ricordando il sangue che a piedi scalzi percorre
Ognuno di questi anni?
Fino a quando dovremo
Asciugare il pianto delle
Nostre madri
Ferite dalla notturna
Assenza dei figli che il
Nero passo della morte
Inghiotte al vostro comando?
E quando svanirà persino l'eco delle vostre parole?
Trent'anni di libertà voi dite
Un periodo di pace di prosperità
Tranquillo sereno liliale
Trascorso nel più assoluto rispetto
Nero passo della morte
Inghiotte al vostro comando?
E quando svanirà persino l'eco delle vostre parole?
Trent'anni di libertà voi dite
Un periodo di pace di prosperità
Tranquillo sereno liliale
Trascorso nel più assoluto rispetto
In piena legalità
I morti non parlano - pensate - non ricordano...
Noi invece siamo qui
E vi guardiamo con gli occhi dei compagni
Massacrati nella polvere
I nostri fratelli migliori
Che caddero perché volevano spezzare
II pane che a tutti appartiene
Daremo sepoltura ai morti
E pace al nostro sangue solo quando
La vostra statua crollerà nel vento
Perché ricordate
Ometti senza grandezza
Pidocchi delle tonache
Orribili roditori della
Libertà e della gioia
Oggi noi vi diciamo questo:
II sangue che pensate di aver per sempre sepolto
Torna con tutte le sue radici
A giudicare senza pietà
La mano che l'ha versato
I morti della piazza camminano con noi e già
Ascoltate tremando quel passo
Nascere di nuovo dalla polvere e
Oscuramente battere i chiodi della vostra condanna
I morti non parlano - pensate - non ricordano...
Noi invece siamo qui
E vi guardiamo con gli occhi dei compagni
Massacrati nella polvere
I nostri fratelli migliori
Che caddero perché volevano spezzare
II pane che a tutti appartiene
Daremo sepoltura ai morti
E pace al nostro sangue solo quando
La vostra statua crollerà nel vento
Perché ricordate
Ometti senza grandezza
Pidocchi delle tonache
Orribili roditori della
Libertà e della gioia
Oggi noi vi diciamo questo:
II sangue che pensate di aver per sempre sepolto
Torna con tutte le sue radici
A giudicare senza pietà
La mano che l'ha versato
I morti della piazza camminano con noi e già
Ascoltate tremando quel passo
Nascere di nuovo dalla polvere e
Oscuramente battere i chiodi della vostra condanna











