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domenica 16 dicembre 2007

Dal Molin, ultimissime


Classe politica, tutta, a novanta gradi e di schiena nei confronti del capitale; società civile testardamente convinta che la POLIS sia cosa di tutti, per il bene di tutti. E così, c'era un sacco di gente, ieri, alla manfestazione contro la base. Ma a contare davvero è il fatto che, padri e madri e figli testimoniano quanto la decisione politica sia prassi, non teoria: e allora eccoli tutti a presidiare i dintorni della base, tutti i giorni e tutte le notti. Fuori è sotto zero, il palazzo scalda i forzieri, e loro se ne stanno là, al freddo e al gelo, come gesubambini, in attesa che l'impero dia peso alla loro parola. Intanto, hanno aperto un sito, dove possiamo leggere e vedere e ascoltare il gran rumore che fa la gente per bene quando si accorge di aver delegato una classe politica che è la copia di quella precedente, ossia sostanzialmente democristiana.


Vi invito dunque a visitare il sito del NODALMOLIN, così che il Veneto non sia ricordato solo per le uscite fasciste di consiglieri comunali e sindaci sparsi sul territorio.

venerdì 16 febbraio 2007

Ultime sul Dal Molin



Il generale J.L.James, comandante delle forze USA in Europa, nel marzo 2005 ha spiegato al Senato americano che la 173° brigata aerotrasportata sarà ampliata in "Brigate Combat Teame" cioè in un'unità di intervento rapido con la potenza di fuoco di una divisione. Quella che Vicenza si candida ad ospitare sarà dunque la più potente unità da combattimento schierata al di fuori dei confini statunitensi, pronta ad intervenire velocemente in qualsiasi teatro di guerra e sottoposta alle competenze dirette del Pentagono. Come riporta "L'Espresso" del 22/09/06, essa sarà "rafforzata come organico (è previsto l'arrivo [a Vicenza] di altri 1.800 militari)" ed avrà le seguenti "dotazioni: 55 tank M1 Abrams, 85 veicoli corazzati da combattimento, 14 mortai pesanti semoventi, 40 jeep humvee con sistemi elettronici da ricognizione, due nuclei di aerei spia telecomandati Predator, una sezione di intelligence con ogni diavoleria elettronica, due batterie di artiglieria con obici semoventi i micidiali lanciarazzi multipli a lungo raggio Mrls".


Non dimentichiamo che attualmente a Vicenza è già presente una caserma americana - la Ederle - ed altre installazioni minori. La caserma Ederle, situata nella zona est della città, ospita circa 2.500 soldati, il comando Setaf e tutte le strutture necessarie alla formazio­ne e all'addestramento dei militari. Vi è, inoltre, un'area commerciale e diversi hangar con funzio­ne di deposito.
Altri siti sono il Villaggio - dove alloggiano le fami­glie dei militari, alcuni depositi nella zona indu­striale di Marola e il sito Pluto presso Longare (a 5 km dalla città). Quest'ultimo rappresenta da sempre un interroga­tivo per i vicentini: composto da una serie di gallerie e bunker sotto i Colli Berici, nessuno ha mai saputo con certezza che tipo di materiale vi sia stoccato (negli anni ottanta si parlava di missili a testata nucleare). Pluto è stato apparentemente abbandonato per alcuni anni, ma sembra che negli ultimi tempi siano iniziati nuovi lavori per l'espansione e il raf­forzamento della struttura.



Tappe principali del NO al Dal Molin

2003-2006 TRATTATIVE SEGRETE
II Sindaco Huellweck e l'allora Presidente del Consiglio Berlusconi trattano segretamente con gli americani la cessione dell'Aeroporto Dal Molin e danno una disponibilità informale per la militarizzazione della città (la svendono ad 1/4 del suo valore commerciale).


25 maggio '06: CROLLA IL MURO DEL SILENZIO
Vicenza scopre il progetto segreto. L'Assessore Cicero, accompagnato dai militari, presenta la nuova base militare al Consiglio Comunale. Due giorni prima il sindaco aveva negato l'esistenza della questione.

3 luglio 06: NASCE IL DISSENSO
Prima manifestazione No al Dal Molin


5 luglio '06: PRESIDIO AL DAL MOLIN
Circa 500 persone presidiano per alcune ore l'ingresso dell'Aeroporto

23 luglio '06: DAL MOLIN IN PARLAMENTO
Una delegazione di vicentini va a Roma per sottoporre la questione ai Parlamentari. Seguono alcune interrogazione e Prodi si impegna a riconsiderare la disponibilità accordata agli Usa dal precendente Governo


9 agosto '06: FIACCOLATA


12 settembre '06 BLOCCATA LA FIERA


19 settembre '06: NASCE L'ASSEMBLEA PERMANENTE


23 settembre '06 SCUOLE IN PIAZZA
3.000 studenti sfilano in corteo

21 ottobre '06: BLIZ AL DAL MOLIN
Un centinaio di persone invadono pacificamente l'Aeroporto dove viene tenuta una conferenza stampa


26 ottobre '06: PENTOLE SOTTO IL MUNICIPIO
II Consiglio Comunale discute - e approva - il progetto, in piazza migliaia di persone manifestano con pentole, tamburi, fischietti e ogni altro oggetto rumoroso. Sette ore di baccano accompagnano la svendita della città dal parte del Comune

24 novembre '06: PARISI ASCOLTA VIGENZA
Dopo aver annunciato di voler portare la protesta sotto le finestre del Ministero della Difesa, una delegazione dell'Assemblea Permanente viene ricevuta da Parisi


2 dicembre '06: MANIFESTAZIONE NAZIONALE
30 mila persone sfilano in corteo dalla Ederle al Dal Molin

16 gennaio '07: GIORNATA DELLA VERGOGNA
Romano Prodi annuncia dalla Romania che "il Governo non si oppone al progetto". Migliaia di persone manifestano e occupano per due ore la stazione. Nasce il Presidio permanente


17 febbraio '07...


venerdì 19 gennaio 2007

Questione DAL MOLIN


La Questione DAL MOLIN mette sotto i riflettori mass-mediatici il territorio vicentino, consentendo così di avere a disposizione un numero sufficiente di dati per poter affermare quanto segue.


I favorevoli all’ampliamento della base militare americana di Vicenza sono:

- i 700 dipendenti circa che così non perdono il lavoro (sono salariati e stipendiati);
- i disoccupati che sono convinti di trovare un posto di lavoro dentro la nuova base;
- parte delle forze dell’ordine;
- i proprietari immobiliari: non perdono gli affitti versati dai militari che vivono fuori dalla base;
- i proprietari immobiliari che potranno affittare ai nuovi inquilini;
- le imprese edili che riceveranno l’appalto;
- l’indotto legato a quest’ultimo;
- i commercianti che esercitano nelle vicinanze della caserma Ederle e dell’Ederle 2, dove i soldati e il personale spendono e spenderanno gli euro durante il tempo libero;
- le prostitute e i travestiti (anche quelle/quelli di sinistra);
- gli spacciatori convinti di moltiplicare i clienti;
- tutti coloro che non capiscono bene quale sia la posta, ma che godono per il solo fatto che i dimostranti possano essere bastonati;
- Il Sindaco di Vicenza, per due ragioni: rinforza la sua posizione nell’elettorato di centro-destra; scarica la responsabilità di un progetto che egli stesso aveva iniziato con il governo precedente;
- La giunta provinciale e regionale che è di centro-destra;
- Prodi che dimostra di rispettare le decisioni dell’amministrazione vicentina (visto che, appunto, il progetto era già stato ratificato dalla giunta comunale);
- Prodi e la parte democristiana del governo in carica, che mettono le basi politiche per una possibile e futura unione partitica di centro;
- Prodi che, in una prospettiva europeista, già apre il dialogo con gli USA, Paese extracomunitario;


I contrari all’ampliamento della base militare americana di Vicenza sono:

- gli abitanti esclusi dalle categorie nominate sopra (circa il 63% della popolazione), preoccupati dell’insediamento dei 25.000 nuovi arrivi (tra militari, famiglie, fidanzate, segretari, impiegati eccetera);
- parte delle forze dell’ordine;
- tutti coloro che temono la militarizzazione della città, che avrebbe il 15% dei suoi cittadini costituito da militari;
- parte degli spacciatori e chi generalmente delinque, che teme la stessa cosa;
- tutti coloro che identificano la caserma americana con la politica imperialistica di Bush;
- tutti coloro che speravano in un modello di sviluppo differente per la città di Vicenza (Vicenza città palladiana, Vicenza che investe nelle energie rinnovabili, Vicenza dei vini, delle passeggiate in collina, Vicenza che ha, nel piccolo aeroporto attuale, un polmone verde);
- il quartiere aeroportuale, che subirà una cementificazione straordinaria;
- gli automobilisti, gli autisti eccetera, che troverebbero il traffico moltiplicato nell’area interessata e, di conseguenza, in tutto il circondario vicentino;
- chi non sopporta i rumori degli aviogetti e dei veicoli civili e militari in transito;
- chi teme per le risorse idriche, visto che il territorio interessato è ricco di falde acquifere e considerato il fatto che ci sarebbero, in un sol colpo, 25.000 nuovi corpi da disidratare, e imprese, mezzi e spazi che richiedono acqua;
- chi ha la casa vicino all’aereoporto, visto che la vedrebbe svalutarsi di circa il 25-30%;
- chi è consapevole che gli americani delle basi hanno lo sconto, sull'energia, del 98% (spesa che va a carico dei contribuenti italiani);
- gli studenti di sinistra delle scuole superiori, che trovano giusto appoggiare tutti coloro che identificano l’insediamento USA con l’imperialismo Bush;
- il comune di Caldogno, limitrofo al comune di Vicenza, che, il 15/11/2006, nella riunione del Consiglio, ha votato NO all’unanimità;
- le imprese che trarranno meno profitto dall’insediamento rispetto al non insediamento (che comunque comporterebbe la costruzione di una zona residenziale le cui linee progettuali sono già pronte);
- i cittadini che hanno votato Prodi e che ora si sentono traditi dalle scelte del governo, incoerenti rispetto all'orientamento preliminare;
- i parlamentari della maggioranza che non avevano trovato questa scelta nel librone programmatico pre-elettorale;
- tutti coloro che temono l’aumento del rischio d’attentati terroristici;
- coloro che temono l’arrivo in città di armi batteriologice o, comunque, inquinanti e/o pericolose di per se stesse;


Gli indifferenti alla questione sono:

- tutti coloro che credono che la questione non li riguardi;
- tutti coloro che hanno cose più serie da fare, per esempio lavorare (per non perdere il posto, perché il lavoro è sacro, perché se tutti avessero voglia di lavorare questo cose non succederebbero);
- gran parte degli studenti perché sono troppo giovani oppure perché nessuno ha spiegato loro di che cosa si sta parlando oppure, infine, perché anche loro hanno cose più serie da fare, per esempio scrivere SMS, giocare con la play station, limonare, studiare, chiacchierare.