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martedì 31 ottobre 2006

Nina Corwin


Psicoterapeuta a Chicago, la Corwin coniuga il sincopato del jazz con l'idea che la parola sia essa stessa un viaggio, un'esperienza del corpo. Non mi pare ci sia molto in rete e certo merita di essere conosciuta. Vi invito ad ascoltarla in questo sito.

sabato 14 ottobre 2006

Charles Simic


"Charles Simic è nato a Belgrado nel 1938. Nel 1954, a sedici anni, si è trasferito negli Stati Uniti. Ironico, sferzante, giocoso, Simic è un maestro della lirica breve e della sprezzatura. La sua malattia è l'insonnia, la sua patria il territorio incerto fra sonno e veglia, incubo e contemplazione. È da quel paesaggio lievemente allucinato che Simic invia i suoi reportage poetici, fatti di inquadrature scentrate dove i dettagli più familiari si rivelano d'un tratto alieni. Autore di numerose raccolte di versi e prose saggistiche, Simic insegna Letteratura inglese all'Università del New Hampshire. Nel 1990 ha vinto il premio Pulitzer."



Macelleria

Qualche volta cammino tardi la notte e
mi fermo davanti a una macelleria chiusa.
C'è una luce sola nel negozio
come la luce in cui il forzato scava il suo tunnel.

Un grembiule pende dall'uncino:
il sangue lo macchia con la mappa
dei grandi continenti di sangue,
i grandi fiumi e oceani del sangue.

Ci sono coltelli che luccicano come altari
in una chiesa buia
dove portano lo storpio e l'imbecille
ad essere curati.

C'è un ceppo di legno dove vengono rotte ossa
ben raschiato - un fiume disseccato
fino al suo greto dove vengo nutrito,
dove profonda nella notte sento una voce.



Madre lingua

È quella che il macellaio
avvolge in un giornale
e getta sulla bilancia arrugginita
prima che tu la porti a casa

dove una gatta nera salterà
giù dalla stufa fredda
leccandosi i baffi
al suono del suo nome.



Poesia d’amore

Spolverino di piume.
Gabbia d'uccelli fatta di bisbigli.
Coda di un gatto nero.

Sono un bambino che corre
con le forbici aperte.
Ho gli occhi bendati.

Tu sei un cuore che batte
nella tenebra di una foresta.
L'urlo sulla ruota panoramica.

Proprio così, bruja
che batti il piede
con le mani ai fianchi.

Notte sulla fiera.
Orchestra di legni.
Due tagliaborse ciechi nella folla.





Solitudine

Ecco, quando la prima briciola
Cade dalla tavola
Pensi che nessuno la senta
Mentre tocca terra,

ma già da qualche parte
le formiche mettono
il cappello da quacchero
e si preparano a farti visita.

da Hotel Insonnia, trad. A. Molesini, Adelphi 2002

Singolare che l'ultima strofa di Macelleria, nella versione adelphiana reperibile in internet, suoni così:

C'è un ceppo di legno dove vengono rotte ossa
tirato a lucido - un fiume disseccato fino al suo letto
dove vengo nutrito,
dove profonda nella notte sento una voce.

giovedì 5 ottobre 2006

poesia ed ecologia



Tra i poeti che portano coerentemente avanti il discorso ecologista, in particolare la necessità di salvare la wilderness esterna ed interiore, pena l'autodistruttività umana, c'è Gary Snyder. Ricorda Maurizio Torretti che egli "elabora la sua filosofia e la concezione magica del ruolo del poeta proprio dallo studio appassionato del mondo degli Indiani d'America, dei loro miti e delle forme di divinazione ancora oggi radicate nelle culture amerindiane, nonché dallo studio del cinese classico e della poesia orientale [...] Nato nel 1930 a San Francisco, fin dall'adolescenza egli vive a contatto della natura e di espedienti per le strade di Portland. Studia antropologia e si specializza a Berkley in filosofie orientali. Lavora anche nel Corpo forestale americano, partecipa alla lettura pubblica al Six Gallery, assieme a J. Kerouac, W. Burroughs, P. Whalen, A. Ginsberg, M. McClure. Si trasferisce in Giappone nell'isolotto di Suwanose dove vivrà di pesca, coltivando la terra e praticando il Buddhismo Zen per quasi quindici anni. Al ritorno negli Usa scriverà alcune delle sue opere più importanti e riprenderà a viaggiare."
due poesie (assai differenti)

*
Come possono scienza-politici mangia-potere teste-di-piombo
Governo due-mondi Capitalista-Imperialista
Terzo-mondo comunista Maschio ammucchia-carte
Non-contadino jet-set burocrati
Parlare per il verde della foglia? Parlare per la terra?

*
Nel prossimo secolo,
o in quello successivo,
dicono,
ci saranno valli, pascoli
in cui ci incontreremo, se ce la facciamo.
Per scalare queste cime,
un parola per te,
per te
e per i tuoi figli:
state assieme,
imparate dai fiori,
siate lievi.