mercoledì 10 gennaio 2007

William Stabile


Ogni tanto Alessandro Ramberti mi spedisce un libretto delle edizioni Fara, di cui è il responsabile. Mi è particolarmente piaciuto Contrappunti e Tre Poesie Creole di William Stabile che contiene anche alcune poesie di William Wall, tradotte sempre da questo giovane poeta giramondo. La silloge mostra qualche ingenuità espressiva, ma ci sono dentro alcune perle, fra le quali questa, che s'intitola La Grande Signora e che porta in epigrafe la frase di Luis Cardoza y aragòn "La poesia è l'unica prova concreta dell'esistenza dell'uomo"



Corteggi l'angolo assolato,
molto vicino al muro teso ad arco
della Plaza de Toros.
Al pomeriggio, la fascia di sole fa la strada bianca
che sfetta verso il mare.
Pietre, negli alveoli spugnosi di sapienza miliare
rimuginano sulle parole, lamentano caldo
e sudano storie: nel milleduecentonovantadue,
Sancho IV El Bravo ributtò indietro i Mori.
Non conosceva il damerino di Granada
sparato dai franquisti
che andava a spasso in campagna
con un agave come polipo pietrificato sulla testa.
Non sapeva che oggi, a Tarifa,
i ragazzi strizzano il vento dalle vele
e si aggrappano alle tette.
Ma, contro di te, fu già violenza,
Gran Signora.

E ora,
.................................VIVI POETA
Tu, Comandante del Tempo.

Vivi nella Palma,
nella foglia iperbolica,
piuma d'indiano Kuna che non sei
e mai diventerai.
Proclama la Palma unica regina del Movimento.
Le foglie di ditate lance come guardiani in fila
la proteggeranno.

E allora,
.................................VIVI POETA
....Tu, Interprete del Tempo.
Vivi nel granello di sabbia aggrappato, che esiste
come testimone del piede impastato in acqua e sale
e nel campo di crateri
asterischi che la pioggia sventaglia sulla carta
quando spiega la pagina della spiaggia
dove l'onda si scartoccia sulla roccia
come dita su fogli fino all'orlo della mappa di mare
......e là,
il tronco-virgola della palma
dalla schiena di placche dinosauriche
nel vento annuisce ai bordi,
e il tempo che lascia buchi
sono segni che la rafforzano, e
Ti fanno albero.

E allora,
.............................VIVI POETA
Tu, Estremo Principiante.

Vivi nella chela di granchio spezzata
che la risacca ignora sulla battigia
mentre ti regoli come il marinaio, disegni un grafo
e segui le Stelle fisse:
la Poesia è per Te un pensiero costante.

E allora,
.....................................VIVI POETA
Vivi in questa Playa de Los Lances
dove l'acqua dell'Oceano si fa secca
come lingua di stagno,
e lecca le ferite della sabbia dove c'è un dolore,
mentre l'uomo arcua la schiena nel vento
e diventa Icaro.

....................................POETAPOETA

Riconosci?
...............................Sei Tu, tutto questo!

...........................................................VIVI

Vivi nella foglia del banano sospesa;
la carezza dolce, librata di una mano
su una monadica bolla d'aria.

Vivi nella cirimoia: carciofo abortito,
e nell'ibisco, campana blasfema
erotica di porpora.

..............................POETAPOETA
...................................................VIVI
Prendi atto, finalmente.
Non aver paura dei Grandi
Tu, vivi in questo e in quello
e in loro.

E quando sentirai il serpente avviluppato di un otto
appeso ad un uncino muoversi dentro,
e messo in vetrina da un macellaio scozzese
ti osserveranno, infimamente,
- o il grumo di sangue sul bordo della Sua gonna -
allora, la Gran Signora ti avrà salvato.
Il sistema non ti masticherà
con mascelle da cammello.
Sarai contundente, ma alleggerirai la trama del tessuto
con il rastrello sul velluto
per purificarlo fino in fondo
da ogni impurità.

Sentirai il bello di tutto ciò.
Sai che il tuo dono è altro:
starle in grembo.
E solo per un attimo sarà al mattino
acido petrolio di Marmite da spalmare, e al lavoro
colletti sporchi piegati male.
I calzini corti, nei treni, che rovinano sotto la giacca
non ti toccheranno.

La Gran Signora e Tu, poeta,
vi guarderete negli occhi,
finalmente nudi,
seduto sulle sue ginocchia.
Tua è l'estasi.
Ti sarai spogliato del vestito sudicio
che ti metti addosso:
"perché se non sei poeta non sei nulla"
inganno del sentimento per il quale ti dividi:
infili le staffe e attraversi a cavallo la pampa,
pretendi di dar fuoco con acqua australe all'erba coirón,
perché il cuore dei sentieri (non segnati)
batte a spirale (con un tam tam) sulle Ande,
e la pietra focaia si nasconde
per essere cercata.

E sarà giusto così...

...................................................VIVI POETA

Sei Tu, tutto questo!

Fai qualche proposta concreta
alla progressiva svolta della cuspide
che l'arco moresco fa
e dalla maiolica araba laccata di blu
dove questo porto ai confini
rispecchia un futuro incerto nei giardini.

16 commenti:

  1. Guglielmo (William) Stabile è nato a Milano nel 1973, ha vissuto a Lodi, Lanciano, Salerno. Si è laureato a Napoli. Dal ’98, a fasi alterne, vive a Londra studiando e facendo i lavori più disparati (al momento lavora per un’agenzia di stampa). Nel 2000, un lungo imbarco di lavoro su una nave lo ha portato in giro nei Caraibi. Nel 2003, durante un viaggio a Panama, inizia a scrivere al bancone di un bar della capitale sul cartoncino di un pacchetto di sigarette.
    Sue poesie sono state lette alla Radio Italiana a Londra, pubblicate dalla rivista «Ellin Selae» in Italia e, tradotte da William Wall sulla rivista di poesia irlandese «SHOp».

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  2. William ama le composizioni lunghe. Trovi qualcosa anche su erodiade. ;)

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  3. Stefano, grazie.
    Vorrei puntualizzare che con poesia creola mi riferisco a miei componimenti presenti nella raccolta, non alle "tre" poesie che ho tradotto di William Wall.

    G. Stabile

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  4. Will e' un poeta allenato nella lingua che batte il tamburo come direbbe De Andre'. Sono veramente contento che tu l'abbia ospitato stefano. Ora ci manca il il nostro amico massimo orgiazzi...
    un abbraccio
    luca paci

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  5. Grazie William per l'appunto. ho modificato. Prima o poi (presto) posterò anche le poesie che hai tradotto perchè sono interessanti e in linea con un modo di intendere la poesia dell'italia contemporanea.

    grazie Voc per l'invito a leggere ulteriormente la produzione di William.
    ps. oggi pomeriggio leggerò "Nei pressi del ghetto" (che mi è arrivato stamattina)

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  6. Luca (Paci) non trovo più il tuo commento. dove l'hai postato?

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  7. sebastiano10/1/07 15:25

    Segnalo su RADICI DELLE ISOLE la pubblicazione di testi inediti di Antonio Spagnuolo. Per chi avesse piacere di leggerli. Grazie dell'ospitalità.
    Sebastiano
    http://blog.libero.it/isolae/

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  8. Ciao Stefano, grazie.
    Ti accorgerai che ci sono anche concetti che tu hai trattato in un articolo su absolute (se non ricordo male) e un po' in giro per la rete ;)

    Il nostro amico William vuole fare una rivoluzione armata, stefano. Stando ai testi, che ne dici? :D

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  9. apprezzo il fatto che tu abbia salvato (anche) la poesia che resiste entro il solco delle tradizioni, che rinuncia all'esercizio meccanico-sperimentale, per un "ascolto interrogante" (lo so che ho un po' deformato la tua intenzione post-cartacea, ma non sono riuscito a farne a meno :-)

    Magari il sole dei caraibi fa brutti effetti! :-)

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  10. che bella formattazione con i versi in maiuscolo disallineato. Ma come avrai fatto Stefano? ;)
    L'epigrafe di Luis Cardoza qui replicata è fulminante.

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  11. c'è un uccellino che la sa lunga :-)))

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  12. Ciao a tutti
    trovate poesie e traduzioni di William anche qui:
    lucaniart.blogspot.com

    fotoscatti.leonardo.it

    homepage.eircom.net

    buona navigazione e ad maiora!
    Alessandro R

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  13. Quando scrivevo "ascolto interrogante" avevo in mente 2 nomi: il tuo e quello di Francesco Marotta.

    Nel solco della tradizione ci sei anche tu (in quale, poi, resta da chiedersi: e risponderei che non c'è una sola tradizione).

    Ma di questo si parlerà in altra sede.

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  14. infatti, caro Voc, ho scritto "delle tradizioni": quando ci vediamo parliamo d'altro. Se vieni da queste parti ti porto a camminare in nmontagna: là la tradizione è unica, sempre la stessa, ma ci lascia a bocca aperta ogni volta.

    Grazie Alessandro per le informazioni. Un caro saluto

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  15. eh già, stefano. Anche alcune coste delle mie parti fanno lo stesso effetto ;)

    ti ringrazio tanto.

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  16. quindi non vieni a camminare :-)

    e a Milano, il 25 gennaio: presento "La distanza immedicata"

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