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martedì 16 maggio 2023

Rafael Cadenas (ne scrive Erika Reginato)

 

      Foto di Vasco Szinetar 

RAFAEL CADENAS, PREMIO CERVANTES

IL POETA DEL VENEZUELA, LIBERA LA PAROLA

Erika Reginato

 

Il poeta Rafael Cadenas (Venezuela, Barquisimeto 1930), il più importante rappresentante della poesia in lingua spagnola, oggi ai suoi 93 anni, è considerato il più grande poeta, scrittore e saggista venezuelano, è stato meritevole del Premio in Lingua Castellana “Miguel de Cervantes”. Il giurato ha riconosciuto la trascendenza creatrice che ha fatto della poesia un motivo della esistenza. La sua opera esprime desolazione, l’ordine del verbo e del silenzio e la ricerca della lingua.

Il “Cervantes” non è un premio ad un’opera, ma il riconoscimento di una vita dedicata alla letteratura. La vita di Rafael Cadenas è stata consacrata alla difesa e diffusione dello spagnolo. Il poeta venezuelano ha sorpreso al pronunciare il discorso dal tradizionale leggio, dell’Università di Alcalá (Spagna). Lo ha fatto scandendo le parole e permettendosi lunghe pause come nelle sue letture poetiche, e nel suo intervento si ha riferito a Rilke e Walt Whitman come i suoi maestri letterari. Ha sottolineato che è necessario vivere in democrazia, e ricorda le parole di Einstein: il nazionalismo è il morbillo dell’umanità.

La poesia più famosa, “Sconfitta”, è stata un simbolo negli anni ’60: Io che non ho mai avuto un mestiere / che davanti a tutti gli avversari mi sono sentito debole/ che persi i migliori titoli della vita…

Una poesia scritta dopo l’esilio che il poeta ha vissuto nell’isola di Trinidad durante la dittatura di Pérez Jimenez.

 

Rafael Cadenas, professore universitario, dichiara: l’università Centrale del Venezuela vive momenti difficili e ha sottolineato “che una università sommersa al indottrinamento, smette di educare liberamente". Continua dicendo come la lingua spagnola sia “martoriata” dagli anglicismi come altre lingue.  E poi dice: "questo premio non è nessun sogni, che si deve fare con piena libertà". Ha finito il suo discorso ricordando che Cervantes, fu un grande difensore della libertà e ripete le parole di Don Chisciotte che dice a Sancio, il suo fedele scudiero: “La libertà è uno dei doni più preziosi dal cielo concesso agli uomini…è per la libertà, come per l’onore, si può avventurare la vita”. Provocazione dei successi politici mondiale, ma il poeta anche vuole fare riferifento a quella avventura che affrontò nell’esilio, nel labirinto umano e scrive Cadenas:

Solo ho conosciuto la libertà all’improvviso, quando ritornava al mio corpo.

Rafael Cadenas scolpisce la parola che nasce da quel silenzio dove trova il “nulla” ungarettiano ma anche risale da questo profondo pozzo e costruisce il linguaggio personale che estrae dalla sua propria isola e che pulisce con lavoro e lucidità. La parola poetica di Rafael Cadenas possiede nel suo equilibrio, una carica di appartenenze ed un’esattezza, fino all’incontro della parola unica, universale e rinnovatrice che trova la su immagine.

 

      

Poesie di Rafael Cadenas

Tradotte da Erika Reginato

 

Una isla' (1958)

 

Si el poema no nace, pero es real tu vida,

eres su encarnación.

Habitas

en su sombra inconquistable.

Te acompaña

diamante incumplido.

 

Un’isola (1958)

 

Se la poesia non è nata, ma la tua vita è reale,

tu sei la sua incarnazione.

Vivi

nella sua ombra indomabile.

Ti accompagna

diamante incompiuto.

 

 

Amante (1983)

 

Eludías

el encuentro

con el tú

magnífico,

el que te toma

y te anula como tempestad

y de ti arranca al que busca.

 

Amante (1983)

 

Evitando

l'incontro

con il tu

magnifico

colui che ti prende

e ti annulla come una tempesta

e da te toglie quello che cerca.

 

Las paces (1988)

 

Lleguemos a un acuerdo, poema.

Ya no te forzaré a decir lo que no quieres

ni tú te resistirás tanto a lo que deseo.

 

Hemos forcejeado mucho.

 

¿Para qué este empeño en hacerte a mi imagen

cuando sabes cosas que no sospecho?

 

Líbrate ya de mí.

 

Huye sin mirar atrás.

 

Sálvate antes que sea tarde.

 

Pues siempre me rebasas,

sabes decir lo que te impulsa

y yo no,

porque eres más que tú mismo

y yo sólo soy el que trata de reconocerse en ti.

 

Tengo la extensión de mi deseo

y tú no tienes ninguno,

sólo avanzas hacia donde te diriges

sin mirar la mano que mueves

y cree poseerte cuando te siente brotar de ella

como una sustancia que

se erige.

      

Imponle tu curso al que escribe, él

sólo sabe ocultarse,

cubrir la novedad, empobrecerse.                                        

 

Lo que muestra es una reiteración

cansada.

 

Poema,

apártame de ti.

 

 

Le paci (1988)

 

Mettiamoci d'accordo,

poesia.

Non ti costringerò più a dire quello che non vuoi

né a resistere così tanto a ciò che desidero.

 

Abbiamo faticato molto.

 

Perché questo sforzo per renderti a mia immagine

quando sai cose che non sospetto?

 

Sbarazzati di me ora.

 

Scappa senza voltarti indietro.

 

Salva te stessa prima che sia troppo tardi.

 

Bene, tu mi superi sempre,

sai come dire cosa ti spinge

e io no,

perché sei più di te stesso

e io sono solo colui che cerca di riconoscersi in te.

 

Ho l'estensione del mio desiderio

e tu non ne hai,

ti muovi solo dove stai andando

senza guardare la mano che muovi

e crede di possederti quando ti sente che

da lei spunta la sostanza che

si eleva.

 

Disponi il tuo scorrere a quel che scrive, lui

solo sa nascondersi,

avvolgere la novità, impoverirsi.

 

Dimostra solo una reiterazione

stanca.

 

Poesia

allontanami da te.

 

Ars poética. Intemperie (1977)

 

Que cada palabra lleve lo que dice.

Que sea como el temblor que la sostiene.

Que se mantenga como un latido.

 

No he de proferir adornada falsedad ni poner tinta dudosa

ni añadir brillos a lo que es.

Esto me obliga a oírme. Pero estamos aquí para decir

verdad.

Seamos reales.

Quiero exactitudes aterradoras.

Tiemblo cuando creo que me falsifico. Debo llevar en peso

mis palabras. Me poseen tanto como yo a ellas.

 

Si no veo bien, dime tú, tú que me conoces, mi mentira,

señálame la impostura, restriégame la estafa.

Te lo agradeceré, en serio. Enloquezco por corresponderme.

Sé mi ojo, espérame en la noche

y divísame, escrútame, sacúdeme.

 

 

Ars Poética

Traduzione: Erika Reginato, 2011

 

Che ogni parola porti quello che dice.

Che sia come il tremore che la sostiene.

Che si conservi come un palpito.

 

Non ho da dire decorata falsità nemmeno da mettere tinta dubbiosa né aggiungere

lucentezza a quello che c’è.

Questo mi obbliga ad ascoltarmi. Ma siamo qui per dire la verità.

Saremo reali.

Voglio precisioni terrificanti.

Tremo quando credo che mi falsifico. Devo portare in peso

le mie parole. Loro mi possiedono come io le possiedo.

 

Se non vedo bene, tu dimmi, tu che conosci la mia bugia, segnalami

la calunnia, rinfacciami la truffa.

Ti ringrazierò, sul serio.

Impazzisco per corrispondermi

Tu sei il mio occhio, aspettami nella notte

e scorgimi, scrutami, sbattimi.

 

YOU

 

Tú apareces,

tú te desnudas,

tú entras en la luz,

tú despiertas los colores,

tú coronas las aguas,

tú comienzas a recorrer el tiempo como un licor,

tú rematas la más cegadora de las orillas,

tú predices si el mundo seguirá o va a caer,

tú conjuras la tierra para que acompase su ritmo a tu lentitud de lava,

tú reinas en el centro de esta conflagración

y del primero

al séptimo día

tu cuerpo es un arrogante

 palacio

donde vive

el

temblor.

 

Tu

 

Tu appari

ti spogli

tu entri nella luce

tu risvegli i colori,

 incoroni le acque,

tu cominci ad attraversare il tempo come un liquore,

finisci il più accecante dei lidi,

tu prevedi se il mondo andrà avanti o cadrà,

tu evochi la terra per far corrispondere il suo ritmo al tuo lava lenta,

tu regni al centro di questa conflagrazione

come un uccello immobile

e dal primo

il settimo giorno

il tuo corpo è un arrogante

palazzo

dove vive

il

tremore.

  

Cadenas Rafael (Barquisimeto8 aprile 1930) è un poeta e traduttore venezuelano. Per molti anni è stato docente presso l'Universidad Central de Venezuela. Ha ricevuto il Premio Letterario Nazionale (1985), il Premio Letterario Internazionale Guadalajara (Messico, 2009), il Premio García Lorca (2015) e il Premio Cervantes (2022), il più importante premio letterario in lingua spagnola. Tra i suoi libri di poesia e saggi si trovano: Cantos iniciales (1946), Una isla (1958), Los cuadernos del destierro (1960, 2001), Falsas maniobras (1966), Intemperie (1977), Memorial (1977.2007), Amante (1983.2002). Amant (2004), «Amante» . Lover (2004, 2009), Dichos (1992), Gestiones (1992). Premio Internacional Juan Antonio Pérez Bonalde, En torno a Basho y otros asuntos (2016), Contestaciones (2018). Tra i suoi saggi: Literatura y vida (1972), Realidad y literatura (1979), Apuntes sobre San Juan de la Cruz y la mística (1977, 1995),La barbarie civilizada (1981), Anotaciones (1983), Reflexiones sobre la ciudad moderna (1983), En torno al lenguaje (1984), Sobre la enseñanza de la literatura en la Educación Media (1998).

domenica 27 settembre 2020

 E. Reginato intervista A. Rojas Guardia


ARMANDO ROJAS GUARDIA, IL POETA VENEZUELANO

CHE SOGNAVA vivere a Genova 

 

Di Erika Reginato

 

“Muoiono i poeti ma non muore la poesia perché la poesia e infinita come la vita”, ricorda Aldo Palazzeschi. Loro rimangono nella nostra visione come scintille. Ricordo l’ultima intervista che ho fatto al poeta venezuelano Armando Rojas Guardia (1949-2020). È stato invitato, a Genova, città incantata dal mare della penisola italiana, nella 24essima edizione del Festival Internazionale di Poesia. Parole Spalancate.

 

Scrive il poeta Rojas Guardia:

  

Posto comune

oggi l’umile luccichio

così ovvio

Solo nel silenzio

scopro

che Suoni

 

 

Questi sono i versi che ho seguito nel mio percorso del viaggio dal Venezuela fino Italia. L’incontro con la poesia mi ha segnato: paesaggi dell’anima dove percorrevo le curve polverose della mia patria. La poesia è un luogo segreto che ci unisce al cosmo: la esperienza che tocca tutti i sensi, gli istanti della vita.

La mia esperienza poetica ha cominciato a Caracas. Erano gli anni in cui ci trovavamo nella Casa de la Poesia Pérez Bonalde che dirigeva il poeta Santos López, e che organizzava tutti gli anni la Settimana Internazionale della Poesia. Ho potuto conoscere rilevanti poeti venezuelani come il poeta Armando Rojas Guardia e italiani come i poeti Milo De Angelis, Roberto Mussapi, Davide Rondoni, Giuseppe Conte e Alessandro Ceni che sono stati ospite nello scenario poetico venezuelano. Dopo, nell’estero, ho seguito lo studio della poesia scritta in due lingue e la traduzione come poeta e anche come lettrice. La poesia venezuelana è un salvataggio, è la ricerca individuale che ci unisce alla poesia dell’esilio.

Dice il poeta Armando Rojas Guardia: “Questa è la sfida morale, l’armonia che si deve mantenere. Vivere poeticamente è vivere nella resistenza, e opporsi all’orrore e la barbarie che soffre il popolo venezuelano…”

Il poeta Armando Rojas Guardia è stato invitato nella 24essima edizione del Festival Internazionale della Poesia di Genova (2018), organizzato dal poeta Claudio Pozzani. Nel Palazzo Ducale, abbiamo avuto l’onore di sentirlo quando diceva a memoria la sua poesia “Patria”, insieme al poeta venezuelano José Pulido e la poetessa Hebes Munoz.

 

 

Erika Reginato: dice Maria Cvetaeva: quando scrivo poesie è come si qualcosa dentro me, vuole essere.

Quell’essere vuole chiedere al peta Rojas Guardia: come nasce l’uso della parola nel poeta? E Chi sono stati i suoi maestri?

Armando Rojas Guardia: Mio padre era un poeta. Il suo esempio è stato cruciale per la mia vocazione letteraria. Una zia mia, mia zia Albertina, abituava a raccontare che avendo io, solo 4 anni di età, un giorno mi domandai: Armando, quando sarai grande, sarai poeta? Ed io risposi: Non è che lo diventerò, e che io sono già un poeta. Questo capitolo della mia vita è inspiegabile senza l’ombra del benessere dell’esempio paterno.

ER: Penso che la poesia nasce come una esplosione. È la somma di silenzi e suoni. Che è la poesia per il poeta Rojas Guardia?

ARG: La poesia è pensiero analogico e simbolo strutturato ritmicamente. Quando è pensiero, un tipo-altro di pensiero, non è un semplice impulso irrazionale: è la percezione specifica della realtà. Di questo fatto, si rende conto il poeta.

ER: Le letture di poesie che percorriamo dall’inizio della nostra ricerca, sempre ci hanno lasciato delle tracce nel nostro lavoro creativo. Chi sono i suoi maestri?

ARG: Ho avuto diversi maestri: Dante, Eliot, Ezra Pound e in Venezuela il poeta Rafael Cadenas (1930, nominato al premio Nobel di Letteratura 2020), e mi porta ad avere curiosità, il tono alto della dizione e la versificazione pronunciata dal poeta venezuelano Eugenio Montejo (1938+2008).  

ER: Uno studente cerca nei suoi libri qualche sentimento in comune con lo scrittore, un sentimento di inquietudine in quel momento sconosciuto nel quale scopre la sua vocazione o la punteggia. Cosa li potrebbe dire un poeta maggiore a un giovane poeta?

ARG: A un giovane poeta li direbbe che insista nel compito di scrivere a malincuore, anche negli istanti duri e dubbiosi: tenacia e impegno, che si traduce in quella stancabile e paziente capacità di riscrivere e correggere il testo. 

ER: Questa è una città di mare, un porto di ancoraggio nella penisola italica, come ha scritto il poeta Giuseppe Ungaretti.

Di visita nel Festival Internazionale di Poesia. Parole spalancate. Come si sente un poeta venezuelano per le strade di questa città?

ARG: Credo che già mi stia innamorando di Genova. È una città per vivere in lei: meravigliosa, pulcra, piena da angoli bellissimi e straordinari. Non tutte le città che si conoscono meritano queste parole che adesso devo ripetere coscientemente: Genova è una città per vivere.

ER: Il nome del compositore di musica classica che ama?

E un musico del ventesimo secolo?

ARG: Il musico classico che mi piace di più è Jean Sebastian Bach e un musico del secolo XX, Joan Manuel Serrat.

ER: Che pittore del rinascimento li piace e che pittore contemporaneo preferisce?

ARG: Pittore italiano del rinascimento: Caravaggio e pittore contemporaneo: Joan Miró.

ER: E per finire, mi può dire la sua canzone preferita?

ARG: Una canzone della quale ho dimenticato il titolo però che mi commuove fino le lacrime quando la ascolto nella voce di Nina Simone: il suo leit-motiv, il suo ritornello consiste nella ripetizione, ovvia delle parole in inglese di queste parole: “Non ho…”

                                                  

Ain’t go no / I got life

Ain’t got no home, ain’t got no schoes, / Ain’t got no money, ain’t got no class,

Ain’t got no friends, ain’t got no schoolin’, / Ain’t got no wear, ain’t got no job,

Ain’t got no man… / I got my hair, i got my head …

I got my brais, I got my ears, / I got my eyes, I got my nose, /

I got my mouth, I got my smile…

 

Nina Simone finisce cantando la canzone con la stessa umiltà che ha rivelato il poeta, cantando nel silenzio dell’anima la libertà di non possedere nulla soltanto la esistenza e di conquistare la totalità dei suoi sensi nella parola seminata lungo il cammino che ha percorso.

 

 

 

 

 

Poesie de Armando Rojas Guardia

Traduzione: Erika Reginato

 

poesia DELL’ARRIVO

 

Quando arrivi

tu il vuoto il niente il già

quel che io non so il suo nome

non interessa

quando arrivi

mi sento perdere la voce

mi secco le parole

suono

semplicemente come te

senza lamento senza colpo

senza scricchioli

suono come te

 

Quando vieni

ho fretta

per dire

per chiamarti di qualche modo

per chiamarmi

anch’io

per riconoscermi finalmente

nella tua presenza

mi getto precipito

scuoto la quiete

macchio il pulito

tutto è un po’ vuoto un po’ goccia

inapprensibile

un po’esattamente niente

un po’silenzio

 

Quando tu arrivi

apro allargo stringo

mi dilato

non so cosa dire

se non che apro

inutili clausure

Tu nel canto

tu il fischio il fragile il senza peso

giri delicati fili

i miei nodi

slacci

 

Quando tu arrivi

niente dici

e mi dici

Niente chiedi

Quel che sarai tu l’implacabile

l’sterminatore, il Nemico

Niente chiedi

Sei

Solo ascolto come sei

solo ascolto come sono

e voglio

essere

cosi quello che ascolto

mi abbandono

 

 Quando tu arrivi

c’è una coincidenza esatta

ti guardo

nel profondo

di quello che desidero

che bugia

che impossibile

che stupido

volere quello che non vuoi

volere quello che non voglio

e allora

già non è altro che la pace

la precisa ubicazione

l’essere breve

 

Quando tu arrivi

non sei venuto

ormai sei da sempre

 

 

 

POEMA DE LA LLEGADA

 

Cuando tú vienes

tú el vacío el nada el ya.

el que yo no sé su nombre

ni interesa

cuando tu vienes

me siento perder voz

me seco de palabras

sueno

simplemente

como tú

sin queja sin golpe

sin crujidos

sueno como tú

Cuando tú vienes

tengo prisa

por decir

por llamarte de algún modo

por nombrarme

a mí también

para al fin reconocerme

en tu presencia

me abalanzo precipito

sacudo la quietud

mancho lo limpio

todo es tan vacío tan gota

inaprehensible

tan exactamente nada

tan silencio

 

Cuando tú vienes

abro ensancho acojo

me dilato

no sé decir

sino que abro

inútiles clausuras

Tú en el canto

tú el silbo el suave el que no pesas

vuelves hilos levísimos

mis nudos

me desatas

 

Cuando tú vienes

nada dices

y me dices

Nada pides

Qué vas a ser tú el implacable

el exterminador, el Enemigo

Nada pides

eres

Sólo oigo como eres

sólo oigo como soy

y quiero

ser

así eso que escucho

me abandono

 

Cuando tú vienes

hay una exacta coincidencia

te miro

en lo profundo

de aquello que deseo

qué mentira

qué imposible

qué estúpido

querer lo que no quieres

querer lo que no quiero

y entonces

ya no es sino la paz

la precisa ubicación

el ser escueto

 

Cuando tú vienes

no has venido

estás ya desde siempre

 

 ***

 

FONDO NERO

 

Limpida e fredda, la notte di dicembre

è la immagine perfetta della mia anima:

Caracas brucia fuori, indifferente,

nell’attimo che io sono un nulla

Leggerissimo

dove cadono galleggiando i minuti.

Non penso a niente adesso. E niente mi manca.

Nessun obbligo. Nessuna agenda

un po’ di questa grave quiete

per riempire di musica (Satie, forse)

e lenti sigaretti e silenzi

e il nero sogno della pace, vuoto.

 

 

FONDO NEGRO

 

Limpia y fría, la noche de diciembre

es la imagen perfecta de mi alma:

Caracas arde fuera, indiferente,

mientras yo soy un hueco

Livianísimo

donde caen flotando los minutos.

En nada pienso ahora. Y nada añoro.

Ninguna obligación. Ninguna agenda.

Apenas esta ingrávida quietud

para llenar de música (Satie, acaso)

y lentos cigarros y silencio

y el negro sueño de la paz y el vacío.

 

 

***

 

POESIA

 

 

Fatto di croste,

di immagine naufraghe,

convesse,

refrattarie come un vetro cieco.

 

Fatto solo di nebbia

e polvere.

 

Vanità opaca, ostacolando.

 

 

 

Poesía

 

Hecho de costras,

de imágenes náufragas,

convexas,

refractarias como un vidrio ciego.

 

Hecho solo de bruma

y polvareda.

 

Opaca vanidad, interponiéndose.

 

***

 

Plegaria Matutina

 

Que esta luz sea en verdad el principio

y esta ropa limpia la manera

de vestir, agasajándolo,

al huésped sagrado e indiscreto

que soy yo de mí mismo;

que mis zapatos sean los zuecos de Van Gogh

inaugurando una jornada

donde el sol se demore

y sea rotundo el pan sobre la mesa;

que la bocanada fértil del cigarro

-la primera del día, la inocente-

coseche a la postre un dibujo fragante:

la rosa de los vientos

parecida a ti, desnudo.

 

PREGHIERA DEL MATTINO

 

 

Che questa luce sia il vero principio

e questi vestiti puliti, la maniera di vestire,

divertendo

 all’ospite sacro e indiscreto

che sono io da me stesso

che le mie scarpe siano come i zoccoli di Van Gogh

spalancando la giornata

dove il sole si rallenta

e sia clamoroso il pane sopra il tavolo;

che la boccata fertile della sigaretta

-la prima del giorno, l’innocente-

Ho raccolto di qualsiasi maniera un disegno fragrante:

la rosa dei venti,

simile a te, nudo.

 

Armando Rojas Guardia, (Caracas, 8 settembre1949 - luglio 2020), filosofo, poeta, saggista. Il suo lavoro è stato riconosciuto internazionalmente. È stato tra i fondatori del gruppo letterario di Caracas “Traffico”, (1981). Tra i suoi libri pubblicati in Venezuela: Del mismo amor ardiendo (1979), Poemas de quebrada de la virgen (1985), Yo que supe de la vieja herida (1985), Hacia la noche viva (1989), La nada vigilante (1994), El esplendor y la espera (2000), Patria (2008), Mapa del desalojo (2014), (Antología poética, Armando Rojas Guardia, Monte Ávila Editores). Tra i suoi saggi: El Dios de la intemperie (1985), El calidoscopio de Hermes, (1989), Diario merideño (1992), Crónica de la memoria (1999), La otra locura (2017), El deseo y el infinito (diarios 2015-2017).  Ha pubblicato il suo racconto Proserpina (2015). Premio di poesia del Consiglio Nazionale di Cultura del Venezuela (1986) e Premio di Saggi della Biennale Mariano Picòn Salas (1997). In Italia sono stati tradotto e pubblicati alcuni delle sue poesie nell’Antologia bilingue: Poeti Uniti per il Venezuela, (de Lisette Fernandez, Erika Reginato. Poetas Unidos por Venezuela, selezione di poesia venezuelana,2019). Membro della Academia della Lingua spagnola, (2016-2020). La sua opera è stata tradotta a diverse lingue.