venerdì 24 novembre 2006

Angela Paola Caldelli

Riporto quanto scrive Paola Febbraro a proposito di questa dimenticatissima poetessa: «Di lei non so altro se non quello che lei stessa ha scritto nel risvolto di copertina del suo unico libro, pubblicato nel 1980 in una edizione fuori commercio a cura di Geno Pampaloni, il primo a ‘stimare’ la sua poesia, e poi ristampato nel 1981 dalle ‘edizioni del girasole’ di Ravenna. In una bancarella di libri usati a Piazza Esedra ho trovato una copia di quest’ultima edizione. Questo è quindi il ‘libro di una vita’: letterale. Nell’introduzione Geno Pampaloni narra la storia di questo incontro e le vicissitudini per far pubblicare il libro di Angela Paola Caldelli, che aveva 65 anni quando gli inviò le sue poesie. Molti editori ‘illuminati’ si rifiutarono di pubblicarla solo per il suo ‘misticismo’.

Quando l’ho letto sono ammutolita come ci si ammutolisce davanti a un fuoco. Una lingua italiana che fa tremare i polsi per la sua bellezza. Riporto qui la sua nota autobiografica che credo dica moltissimo sia su di lei che sul valore del libro. E quanta dignità in queste sue parole.

Notizia autobiografica: "Nessun dato di rilievo. Gli studi un abbozzo; allieva di scuola privata, si ammalò in quegli anni, e, negata ad esatti concetti, seppe mai applicarsi; avida di letture, quello che capitava. Desiderandolo tutta la vita, potè dedicarsi a scrivere, a parte frammenti, quando già ne disperava. Estranea ad influssi letterari, le giunse insperato consiglio e sostegno. Prodiga di aiuto; assistenza di molti anni nella malattia della madre. Dall’ascolto della Messa ogni giorno, ciò che conosce dei testi. La famiglia borghese, fedele cattolica. E’ nata a la Spezia nel 1904. Vive abitualmente a Lucca." A.C.»


Poesie da TU m’hai sedotta di Angela Paola Caldelli

Pendici

Sospeso. Non un palpito. O soltanto
fronda saggiando in levità tastiera.
Alternativamente
un’impennata in alto e al cuore d’ombre
lo sciogliersi il dirompere improvviso
il dilagare. Oh selve oh vento oh estate.

“Canterò le tue meraviglie” (salmo 70)


Il firmamento

Mio telaio lassù. Questi miei fili
debole ordito
e cicatrici nodi nella trama
non già non già
lassù da un capo all’altro sera a sera
dalla mia sponda un velo un manto d’oro
tra gli uccelli di fuoco.

“Canterò le tue meraviglie” (salmo 70)


La solitudine

Al mio lido mai navi.
Nessuno giunge
recando i suoi doni.
Verde isola deserta
tra sole e tempeste
sperduta su mari profondi.
Passano navi lontane.
Deserta mai. Romita.

“… cammin di nostra vita” (Dante)


Minimi

Non disprezzo la briciola. Lei me.

“… cammin di nostra vita” (Dante)


L’onda

Sarà sarà ch’io giunga
di spuma le ghirlande
uccello bianco alato
la seta d’un sospiro
in grembo a riva il capo
forza sciogliendo e chiome
sarà ch’io m’abbandoni e Tu m’accolga
da vaste lontananze e oscuri abissi
oh dolce spiaggia io vengo.

“…fuoco divoratore” (Deuteronomio)


Vita con te

Lasciami ancora all’ombra del giardino:
al fulgore s’adeguino germogli

“…fuoco divoratore” (Deuteronomio)

11 commenti:

  1. Caro Stefano, pensa... proprio pochi giorni fa ho ripreso il libro della Caldelli pensando di inviarti delle sue poesie per il tuo blog!!! ed ecco che tu, non so come hai fatto.... Un caso di telepatia che mi rincuora e mi fa molto felice. Tengo molto a quest'autrice ( sottolinenado il fatto di aver trovato il libro in una bancarella) che ha dovuto ma anche 'voluto'(Pampaoloni narra che la caldelli rifiutò l'offerta di pubblicare perché la casa editrice non le era gradita per via delle sue idee religiose) attendere 11 anni prima di vedersi pubblicato il libro di una vita. Della sua nota poi mi ha colpito quell 'estranea ad influssi letterari'... sì una vita assolutamente lontana da rapporti con il mondo della letteratura ma quanta perizia e quanto 'nuovo' stile nelle sue poesie. Per fortuna incontrò Geno Pampaloni che, nell'edizione che ho io, riporta la cronaca dei 'rifiuti' ricevuti e poi, dopo la pubblicazione a sue spese, delle ottime recensioni ricevute. Trascrivo quella di Enzo Siciliano
    (Il Corriere della Sera" dell'8 giugno 1980)
    "l'ispirazione mistica ha caratteri apparentemente non curturali. Il volumetto della Caldelli sembra fuori di ogni riferimneto possibile nella storia della poesia italiana: sembra nascere dal nulla che non sia la propria genuinità; il suo stile è la naturalezza. Tutto ciò spiega in parte perché non è stato compreso dai diversi staff editoriali ricordati da Pampaloni. E' più facile leggere sul filo di note coordinate stilistiche, piuttosto che in assenza delle medesime. Eppure c'è nella Caldelli un rinnovoato spirito vociano, o di dintorni vociani. No conta che "la signorina dal volto roseo e ridente, calotta ben curata di capelli bianchissimi, un certo frettoloso disordine nell'esprimersi", come ce la descrive Pampaloni, forse non abbia mai letto Boine o Clemente Rebora; i versi che scrive sono apparentati con quegli autori, uno stesso soffio di vita sembra nutrirli e non li iscrive nel "dejà vu". Voglio dire che una simile poesia viene da lontano, ma è viva per freschezza immediata, per un suo certo mistrioso "sapere": e per tale va letta anche da chi come me può partecipare indirettamente ai contenuti che la intessono".

    La Caldelli non è atea nè laica ma intensa e 'intima' credente ed è forse per questo che non ha venature di estasi dolorosa, forse per questo non esprime rinuncie penose? Forse per questo esprime tanta forza? Mi viene in mente Paglirani che in una delle sue lezioni al laboratorio ci ha detto. Uno scrive bene le cose che sa!
    Un'altra cosa che mi ha colpito è il fatto che il libro si apre con una prima sezione dedicata alla Natura
    TRascrivo qui la poesia con cui si apre il libro

    Le allodole

    Sega piombo il frinire. Gialla creta
    sterminata la terra
    le crepe tra le stoppie al solleone.
    L'inconsutile azzurro.
    Su le corde di luce l'aria trema
    a un balenare d'ali
    campanelle d'argento fiori d'acqua
    d'allodole sorgiva.

    e L'ultima che chiude il libro

    Il Giardiniere

    Non per ferirmi la Tua vanga affondi
    mano amorosa dolce Giardiniere.

    Un abbraccio allora
    Paola Febbraro

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  2. Che splendore!
    Allora, Caro Stefano, raccomandiamo ai nostri ragazzi l'estenuante esercizio della difesa della nostra lingua. Essa (la lingua) ha una sua dignità; più di un essere umano! Che i giovani facciano pure tutte le dovute ed auspicabili ricerche ed innovazioni: le facciano però non disdegnando e non dimenticando questi camei che tu vai postando con acutissimo il senso della naturale e insopprimibile raffinatezza.
    Ciao, mio caro amico.
    Gianfry

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  3. un abbraccio ricambiatissimo!

    Grazie e grazie.

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  4. avrebbe mai potuto immaginare Angela Paola Caldelli scrittrice dimenticata nata nel 1904 che ha pubblicato un solo libro, di finire nel 2006 nella pagine del vecchio e buon gugl ed essere letta da me ( e da altri) che sconoscevo la sua esistenza? io credo proprio di no. ditemi se la vita non è strana. e non parliamo troppo male di questo mezzo potente di comunicazione che è internet. Antonella Banalona

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  5. Belle anche quelle che ha riportato Paola. La freschezza è qualcosa che non si può acquistare o c'è, e è dote naturale, o la lettura, l'esperienza, la perizia la fanno disperdere. Non trovi Ste?

    Antonella Banalona, per qualche secondo ho continuato a pensare ma che razza di cognome c'ha questa qui! :))

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  6. Una lingua che guarda molto al passato, specie nel lessico. La sintassi, invece, che è molto nominale, mi fa venire in mente un po' la Rosselli, ma con meno capacità urticanti.

    Tuttavia non la disprezzo affatto! ;)

    ciau stefano!

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  7. gugl, che hai detto ai tuoi alunni? che gli amici sono solo alla loro età? non è così, le amicizie a quell'età sono come i primi amori, sono passionali, sembrano unici, sentimenti forti, ma che a volte si bruciano subito. le amicizie da adulti sono più dure a nascere ma se nascono è per sempre, se bruciano lo fanno come i lumini, durano tanto. Vostra Antonella Banalona

    ps. signora Di Vento Alina mi scusi, perchè il mio cognome le sembra strano?
    :-))) Banalona l'è un cognome come un altro! l'è un bel cognom!

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  8. Banalona è meglio di bananona in effetti :)

    Splinder è in manutenzione, altrimenti avrei postato una mia pseudo poesia su poetienon, ora, visto che c'è il tempo ti faccio decidere quale, Anto. La 1 la 2 o la 3 delle ultime tre sul mio blog?

    Stefano dove sei? svegliati subito e vieni qui, c'è la patti che ha bisogno di te e noi pure. :)

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  9. Volevo segnalare qui il sito araba felice creato da Anna Santoro (www.arabafelice.it) dove c'è una sezione chiamata Domine che contiene schede bio-bibliografiche di molte autrici del presente e del passato. Un gran lavoro. Su invito della Santoro mandai tempo fa la scheda e le poesie della Caldelli.

    paola febbraro

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  10. senza parole, una serie di poesie tra le più belle che abbia mai letto

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