
Una poesia di Ida Vitale, uruguayana, esule.
A tutte le donne. E agli uomini. Esuli.
Sopravita
Dammi notte
le convenute speranze,
dammi non già la tua pace,
dammi miracolo,
al fine il tuo luogo,
porzione del paradiso
il tuo chiuso giardino azzurro,
i tuoi uccelli senza canto.
Dammi, non appena chiuda
gli occhi del volto,
le tue due mani di sogno
che incamminano e gelano,
dammi di che trovarmi,
dammi come una spada
la strada che passa
per il filo della paura,
una luna senza ombra,
una musica appena sentita
e già appresa,
dammi notte verità
per me sola,
tempo per me sola,
sopravita.
Dammi notte
le convenute speranze,
dammi non già la tua pace,
dammi miracolo,
al fine il tuo luogo,
porzione del paradiso
il tuo chiuso giardino azzurro,
i tuoi uccelli senza canto.
Dammi, non appena chiuda
gli occhi del volto,
le tue due mani di sogno
che incamminano e gelano,
dammi di che trovarmi,
dammi come una spada
la strada che passa
per il filo della paura,
una luna senza ombra,
una musica appena sentita
e già appresa,
dammi notte verità
per me sola,
tempo per me sola,
sopravita.
