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mercoledì 16 novembre 2016

Marco Scarpa su "Ciao cari" e quanto viene prima


In occasione della serata di poesia Traversi incontra Pordenonelegge (Ca’ dei Ricchi, Treviso, 26 ottobre 2016), alla quale sono stato invitato, Marco Scarpa ha letto questa nota, che pubblico con piacere, essendo chiara e puntuale.


Sono passati trent’anni dalla prima pubblicazione di Stefano Guglielmin, un percorso di scrittura che ha attraversato diversi orizzonti, diversi scenari, diversi argomenti. Queste venti righe non sono dunque che un accenno di alcune linee della sua poetica. I suoi versi hanno attraversato il linguaggio della poesia, i suoi limiti e i suoi meccanismi, la sua storia e le avanguardie che l’hanno disinnescato e si incuneano tra i meandri della forma e del fare poesia oggi. Le prime raccolte sono maggiormente immerse in una scrittura di pensiero, densa, meditante, fagocitante per poi farsi via via più aperta. 

Non è una scrittura descrittiva quella di Stefano Guglielmin ma piuttosto allusiva, rintraccia ma non espone chiaramente, dirada, sfuma, riporta l’idea dello spaesamento dentro le persone, riporta vuoti di certezze e di identità. E questa dote di analisi avviene spesso grazie a una ironia sottile, grazie a citazioni, grazie a richiami di immagini e figure umane. 

Alcune novità di questo percorso emergono poi forti nell’ultima raccolta, Ciao cari, edita proprio quest’anno da La Vita Felice. La poesia mette in scena il privato, tra ricordi e lutti. Elabora la distanza storica ed emotiva con i cari affetti, siano essi familiari o letterali, poco cambia. Dove prima si procedeva per gradi di consapevolezza, ora la via è verso una riduzione, una sintesi, una trasparenza. Se prima scrivere era per capire o per esemplificare/spiegare ora l’obiettivo primario è accorciare le distanze, ricondurre a casa il vissuto. E questi molteplici ritratti di persone, alcune riconoscibili alcune più sfumate, tracciano una costellazione di possibilità dell’umano, una galleria di esistenze che da pochi particolari delinea una visione singolare e insieme globale.


mercoledì 18 novembre 2015

Apre la Biblioteca Poetica "Guido Gozzano"



Roberto Chiodo, responsabile del Premio "Gozzano", mi fa sapere quanto segue (diffondo volentieri questa bella notizia): 

Sabato 21 novembre alle ore 15 a Terzo (Al) verrà inaugurato il centro polifunzionale "Mario Mariscotti" presso l'ex Asilo comunale.

Verrà aperta la Biblioteca Poetica "Guido Gozzano" con oltre tremila libri di poeti italiani contemporanei.

I libri sono stati catalogati in Sbnweb, si possono prendere in prestito gratuitamente e sono consultabili sul sito di Librinlinea.

La Biblioteca aprirà ufficialmente a partire da sabato 28 novembre dalle ore 14 alle ore 17.

Biblioteca Poetica Terzo

bibliotecapoeticaterzo@gmail.com 

giovedì 22 ottobre 2015

RicercaBO 2015



Siamo ormai vicini al RicercaBO Laboratorio di nuove scritture che si terrà il giovedì 29 ottobre dalle 15 alle 19 e venerdì 30 dalle 10 alle 13 nell’Auditorium della Biblioteca della Sala Borsa, Bologna, Piazza del Nettuno.  L’attuale puntata di RicercaBo si presenta con alcune novità. Ci ha abbandonato il Comune di S. Lazzaro di Savena, ma è subentrata con pari efficacia l’Associazione Boart, diretta da Carlo Terrosi, col vantaggio che è stato possibile collocare la manifestazione nel pieno centro di Bologna, nell’Auditorium della Biblioteca della Sala Borsa, messa a disposizione gratuitamente dal Comune di Bologna. Al solito l’iniziativa è resa possibile da un generoso contributo della Fondazione del Monte. Immutato è il trio dei componenti il comitato tecnico cui è spettato il compito di selezionare gli autori: Renato Barilli, Niva Lorenzini, Gabriele Pedullà. Per una riduzione del contributo ricevuto, il  numero degli autori invitati a leggere loro brani inediti, immediatamente commentati sul campo dai presenti, è sceso a dodici unità, elencate nella pagina accanto secondo il calendario delle letture che si succederanno nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre e nel mattino di Venerdì 30. Il rapporto uomini-donne è quasi paritetico, sette contro cinque, non così tra narrativa e poesia, la prima ha registrato frutti scarsi, anche se di buona qualità, appena quattro unità, l’altra invece riempie le restanti otto caselle, d’altronde trova conferma il fenomeno già notato nelle occasioni precedenti di un avvicinamento tra i due generi, soprattutto di una poesia che si dilata e assume sempre più i caratteri del poemetto in prosa. Comunque in sala, a tastare il polso della situazione, ci sarà una fitta schiera di operatori della nostra città arricchita da tre ospiti da fuori, Cecilia Bello Minciacchi, Marco Giovenale e Mario Ugo Marchetti, già intervenuti anche negli anni scorsi. Come al solito, al termine delle due intense mezze giornate si tenterà di tirare le somme e di abbozzare un bilancio dei lavori in corso, quale risulta da una concentrata ma significativa campionatura. Si invitano tutti gli interessati alla materia a visitare il sito indicato in calce, dove potranno assistere come in diretta agli incontri realizzati nel triennio precedente alla Mediateca di San Lazzaro di Savena:

   Il Comitato Tecnico

 PROGRAMMA


Giovedi 29 ottobre

Apertura lavori ore 15,00
 Carlo Terrosi e Renato Barilli

Letture dei testi dalle ore 15.30
Ore 15.30   Ariele D’Ambrosio
Ore 16,00   Francesca Del Moro
Ore 16.30   Stefano Guglielmin
Ore 17,00   Yasmin Incretolli
ore  17.30   Laura Accerboni
ore  18,00   Davide Ferrari

Venerdi 30 ottobre

Letture dei testi dalle ore 10

Ore 10,00   Chiara Bottici
Ore 10.30   Fabio Franceschelli
Ore 11,00   Guido Mazzoni
Ore 11.30   Irene Salvatori
Ore 12,00   Luca Zanini
Ore 12.30   Daniele Barbieri

Ore 13,00   Tavola rotonda conclusiva





mercoledì 7 ottobre 2015

Eventi e corsi di poesia prossimi venturi


24 ottobre, Casa delle Arti - Spazio Alda Merini, Via Magolfa 32, Milano



Presentazione dell’antologia Zenit poesia 4x10 < 40 (La Vita felice, 2015) 
Con in curatori, S.Guglielmin e M. Mattiuzza, e i poeti selezionati: L. Ansalone, R. Benzina, G. Cupani, C. Di Falco, A. Grippa, S. Pasquandrea, A. Poli. Presenta M. Bellini.


Qui ulteriori dettagli.


***

29-30 ottobre, Auditorium della Biblioteca della Sala Borsa, Bologna

RicercaBO Laboratorio di nuove scritture. A cura di Renato Barilli, Niva Lorenzini, Gabriele Pedullà. leggeranno: Laura Accerboni, Daniele Barbieri, Chiara Bottici, Ariele D’Ambrosio, Francesca Del Moro, Davide Ferrari, Fabio Franceschelli, Stefano Guglielmin, Yasmin Incretolli, Guido Mazzoni, Irene Salvatori, Luca Zanini.


***

Corsi di poesia programmati o in corso

c/o Accademia (Schio)

21/09 Elio Pagliarani, La ragazza Carla
28/09 Amelia Rosselli, Variazioni belliche
06/10 Davide Maria Turoldo, O sensi miei…
13/10 Jolanda Insana, “Ciclo della Sciarra”
20/10 Toti Scialoja, Scarse serpi e non solo
27/10 Mariangela Gualtieri, Fuoco centrale e altre poesie

12/11 T. Eliot, Terra desolata
19/11 M. Cvetaeva, Poesie
26/11 P. Celan, Poesie
03/12 A. Sexton, Poesie d’amore
10/12 Y. Bonnefy, Movimento e immobilità di Douve
17/12 W. Szymborska, Vista con granello di sabbia


Home poetry (Vicenza)

17/11 Alfonso Berardinelli, Poesia non poesia
01/12 Cristina Campo, La tigre assenza
15/12 Sandro Penna, Poesie
12/01 Il corpo nella poesia femminile italiana del Novecento
26/01Davide Maria Turoldo, O sensi miei…
09/02 Antonio Porta, Poesie
23/02 Patrizia Vicinelli, Non sempre ricordano
08/03 Victor Cavallo, Ecchime
22/03 Franco Buffoni, Jucci



mercoledì 24 settembre 2014

"La corsa dei mantelli" di Milo De Angelis, dal libro al teatro

La corsa dei mantelli di Milo De Angelis è una grande metafora della giovinezza che non vuole finire.

Luca e Daina, due adolescenti, si misurano con il sottile passaggio all' età adulta.
Sogni, visioni, incubi,ombre, contrapposti a una realtà fatta di giochi, sfide, pericoli, amori, sono incarnati nella figura misteriosa di Sonecka, personaggio proveniente da una terra lontana.

adattamento e regia
Sofia Pelczer
con Viviana Nicodemo, Valentina Mandruzzato, Daniele Pitari
scene Giulia Olivieri
costumi Valentina Bianchi
assistente alla regia Petra Deidda, Giulia Olivieri

dal 30 settembre al 12 ottobre al teatro Out Off 

via Mac Mahon 16 - Milano.

dal martedì al venerdì ore 20 e 45
sabato ore 19 e 30
domenica ore 16


prenotazioni 02 34532140


Scrive Sebastiano Aglieco a proposito del libro da cui è tratta la pièce teatrale:

“Si capisce la grande influenza, almeno riferibile ai tracciati di una poetica, che l’opera di un autore come Pavese abbia esercitato in De Angelis: assoluta negazione di qualsiasi forma di redenzione sociale –  o, quando questa si realizzi, incapace di agire propulsivamente sulla scrittura, su quella visione altra del mondo che la poesia attesta; racconto come favola, epos, in grado di procedere per scarti e grumi germinativi, piuttosto che per andamento diacronico. E, non per ultimo, tragicità declinata nella sua musa più prossima: la malinconia, e cioè quello stato dello sguardo assai vicino all’ignoranza di fronte all’ineluttabilità del precipitare, dell’accadere.

[…]
La ferocia rappresentata dai gesti inconsulti e sadici di Daina bambina e Daina adolescente contestataria, ha senso se si considerano gli ingranaggi di un racconto tutto interno che, svincolato dalla logica delle cause e degli effetti, è invece costruito su opposizioni e affiancamenti di piani narrativi minimi, sulla germinazione stravagante dei sogni –  piani temporali e geografie quasi mai coincidono – . Racconto sognato, forse, in cui è appunto il sogno a farsi tramite del contesto geografico ed esistenziale, liberato da ogni riferimento all’accadere per consequenzialità.”


martedì 15 luglio 2014

Libri di Versi 6, con il nome dei poeti che leggeranno


Venerdì 18 luglio
ore 18.30
Portogruaro
Museo Nazionale Concordiese

Inaugurazione mostra Libri di versi 6
A cura di 
Silvia Lepore e Sandro Pellarin
Libri di versi è un’esposizione di libri oggetto, o libri d’artista, nati ciascuno dalla collaborazione di più di 40 tra artisti visivi e poeti.
Presentazione di Katia Toso. La mostra rimarrà aperta dal 18 luglio al 31 agosto, tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Per concordare le visite guidate all’esposizione telefonare ai numeri 340 6144702–349 3808384.

Venerdì 18 luglio
ore 21.00
Portogruaro
Piazzetta Pescheria

Reading sull’acqua
con i poeti di Libri di versi 6
Suggestivo reading sulle acque del Lemene, che coinvolgerà i poeti che con i loro versi hanno ispirato le opere esposte in Libri di versi 6.
Paesaggio sonoro a cura di Paolo Pascolo.
I poeti:

Maurizio Benedetti
Roberto Ferrari
Guido Cupani
Piero Simon Ostan
Luigina Lorenzini
Marina Giovannelli
Dome Bulfaro
Ivan Crico
Luisa Gastaldo
Fabio Franzin
Michele Obit
Daniele Maraviglia
Francesco Targhetta
Francesco Tomada
Stefano Guglielmin
Donato di Poce
Marko Kravos
Andrea Zuccolo

domenica 29 giugno 2014

“Traversi” al Piccolo festival della Poesia e delle arti notturne


Nata dalla passione e dalla competenza di Marco Scarpa, 
dalla lungimiranza delle Edizioni Prufrock spa 
e dall’accoglienza di Ca’ dei Ricchi, a Treviso, 
che ha ospitato 18 poeti italiani nella prima metà del 2013, 

l’antologia Traversi 
sarà presentata al 
Piccolo festival della Poesia e delle arti notturne 

il 2 luglio, ore 21,30 a Portogruaro. 

Ogni autore – fra questi Cristina Alziati, Gian Mario Villalta e Ida Travi – viene presentato senza tecnicismi da Scarpa, giovane poeta e singolare organizzatore di eventi.

domenica 22 giugno 2014

Annamaria Ferramosca, a Vicenza, martedì 24, ore 20,30


Martedì 24 giugno, ore 20,30
ANNAMARIA FERRAMOSCA

CICLICA
(La Vita Felice, 2014)

Piccadilly Cafè
Contrà Manin 20
VICENZA

a cura del
Laboratorio di Lettura e Scrittura Poetica di ARTEMIS


giovedì 8 maggio 2014

Eleonora Gallitelli: Towards a Global Literature. Verso una letteratura globalizzata


In esclusiva per Blanc, una sintesi del recentissimo convegno sulla letteratura globalizzata che ci ha regalato Eleonora Gallitelli.

Il 10 aprile, alla Casa della Cultura di Milano, Tim Parks e Edoardo Zuccato hanno presentato il numero 48 della rivista “Testo a Fronte”, dal titolo Towards a Global Literature. Verso una letteratura globalizzata, che raccoglie i contributi dei partecipanti al convegno tenutosi a Milano dal 10 al 12 ottobre 2012 a coronamento di un progetto di ricerca biennale patrocinato dall’università IULM.
Nicola Vitale, che ha coordinato l’incontro, ha parlato, con una metafora ippica, di un “salto dello steccato”: oggi, diversamente dal passato, chi scrive un romanzo spesso pensa già al mercato globale, quindi tende a semplificare lingua e intreccio per facilitare la traduzione, aggirando in tal modo le problematiche messe in campo dalla traduttologia.
Si parte, insomma, dalla percezione di una discontinuità. Alla radice del mutamento, sostiene il romanziere, saggista e traduttore Tim Parks, sta la rottura del legame tra lingua e comunità nazionale che proprio il romanzo aveva contribuito a saldare nel corso dell’Ottocento, per fare spazio all’idea di una comunità internazionale.
Ma come può darsi una comunità senza una lingua comune? A sostegno dell’ideale della world literature intervengono, per esempio, premi internazionali come il Nobel. Tim Parks scorge un’analogia tra la competizione per il più prestigioso premio internazionale e i mondiali di calcio, intravedendo dietro entrambi il perseguimento di un fine comune: la letteratura da una parte, lo sport dall’altra, diventano gli strumenti per rappresentare un nuovo tipo di “comunità immaginata” di proporzioni globali. Mentre, però, nel calcio le regole del gioco sono chiare, nella gara per il Nobel sorge un problema di tipo tecnico: “Come si fa a paragonare una poesia messicana con un romanzo giapponese?”, si chiede Parks. Eppure non c’è dubbio su quale delle due sfide prendiamo maggiormente sul serio.
Certo non tutti i romanzi vengono progettati per l’internazionalizzazione (anche se questo può succedere, come nel noto caso di Kazuo Ishiguro); è indubbio, però, che alcune forme narrative si prestano meglio di altre a essere lanciate sul mercato globale. Pensiamo a romanzi come quelli di Peter Stamm (di cui è presente un contributo nella rivista), straordinariamente inquietanti nella loro semplicità, oppure ai gialli di Camilleri, che offrono al grande pubblico un bozzetto caricaturale di piccole comunità locali, o ancora ai testi del realismo magico, una delle modalità narrative più diffuse del global novel, proprio in virtù del legame puramente schematico ai luoghi e del ricorso a figure stereotipate (si veda il saggio di Fava per la recente reazione del movimento McOndo, in Sudamerica), che lo rendono facilmente consumabile all’estero. In tutti questi casi si tratta di libri che possono essere apprezzati senza avere una conoscenza intima della comunità di riferimento.
L’India è spesso considerata il luogo paradigmatico del “conflitto” tra globale e locale. Basti pensare alla distanza in termini di lettori e di introiti che separa le fiabe postcoloniali di Arundhati Roy e Rushdie, scritte in inglese (parlato dal 5% degli indiani) per spiegare l’India al mondo e inclini a una condanna buonista delle violazioni dei diritti umani, dai bellissimi romanzi in lingua kannada (una delle ventidue lingue nazionali indiane) di Ananthamurthy, molto amati in patria ma di difficile decodificazione per un pubblico occidentale, estraneo alle pratiche culturali o rituali descritte.
Arriviamo così al cuore del problema, la traduzione. Oggi un’opera viene tradotta ancor prima di essere pubblicata nel paese di origine per poter usufruire di un lancio pubblicitario internazionale. Così, in tutti i paesi del globo, nello stesso momento, abbiamo o crediamo di avere lo stesso Harry Potter o lo stesso Stieg Larsson. Sembra verificarsi la previsione formulata da Calvino nel 1965, secondo cui ogni lingua avrebbe sviluppato “un polo di immediata traducibilità nelle altre lingue […] e un polo in cui si distillerà l’essenza più peculiare e segreta della lingua, intraducibile per eccellenza”.
È qui che la polarità nazionale/internazionale si aggancia alla dialettica tra globale e locale, come osserva Edoardo Zuccato. Da poeta e studioso che ha per lingue di lavoro l’inglese, l’italiano e il dialetto altomilanese, Zuccato è interessato al diverso statuto di queste tre lingue nel mondo contemporaneo. L’inglese, va da sé, è il principale veicolo della letteratura globalizzata. Ma oggi è talmente differenziato, talmente ramificato, che al suo interno si è prodotta una situazione di centro/periferia (si dice che gli scrittori postcoloniali rispondano, write back, alla madrepatria). Se, però, questi autori fanno leva su concetti tipici delle lingue minoritarie, la loro posizione, sfruttata in vari modi, è quella di una minoranza nella maggioranza di lingua inglese.
Che tipo di inglese è quello degli scrittori postcoloniali? La tendenza è duplice. Da un lato, si ha una lingua per lo più semplificata, traducibile; dall’altro, si osserva uno stile riconducibile alla categoria estetica dell’ibrido, molto di moda presso i critici, cioè un inglese arricchito da parole straniere o ricalcato su strutture della lingua del paese da cui proviene l’autore per suggerire appunto la sua origine esotica. Talvolta, trattandosi di autori monolingue anglofoni, non si può neanche parlare di calco, semmai di simulazione di calco; in altri casi, si è di fronte a scrittori bilingue o plurilingue che scrivono in inglese, ma quasi mai ammettono di farlo per avere successo o semplicemente per essere pubblicati. Descrivono le loro opere come delle “traduzioni”, quasi fossero metatesti di un originale non scritto, per cercare di aggirare il problema della traduzione interlinguistica in senso stretto, che rende più difficile per i testi circolare a livello internazionale (le traduzioni coprono appena il 2-3% dei titoli pubblicati in lingua inglese). Queste “traduzioni culturali” – raramente si riflette su questo punto – spesso incontrano una ricezione ostile, o quanto meno poco entusiasta, nei paesi di origine degli scrittori.
Il paradosso è che questo iato tra nazione e narrazione è molto meno sentito nell’epicentro della globalizzazione economica, gli Stati Uniti, dove uno scrittore come Jonathan Franzen può dilungarsi per pagine e pagine entrando sin nei dettagli più minuti, perché in fondo, dice Parks, “sappiamo tutti com’è un soggiorno americano”. Se consideriamo che in Italia il 70% dei titoli pubblicati è coperto dalle traduzioni, che a loro volta nel 75% dei casi provengono da testi anglofoni, l’effetto cumulativo di rafforzamento culturale è evidente.
Per questa ragione, rimarca Zuccato, essere marginali dentro l’inglese è molto diverso dall’esserlo in qualsiasi altra lingua. Tipicamente, lo scrittore “minoritario” vende poco, non trova pubblico. Gli scrittori “periferici” inglesi vivono, al contrario, la condizione schizofrenica di chi sceglie come soggetto dei propri libri la sua comunità di origine, parlandone però con altri, rivolgendosi a un’élite transnazionale che a quel soggetto non è minimamente legata. Gli scrittori realmente “minoritari” (si pensi, per esempio, ai poeti fiamminghi pubblicati in Italia da Mobydick), pur non avendo niente da invidiare ai poeti di lingua inglese, circolano infinitamente meno. Zuccato propone allora un’estensione della ricerca, per vedere in quale misura la globalizzazione tocchi la poesia e il teatro: come non tanto le poesie inglesi quanto le loro traduzioni italiane impattino sulla scrittura dei poeti italiani.
Tra i tanti temi toccati nell’incontro c’è poi la novità delle antologie americane di letteratura mondiale (approfondita nel saggio di Giovannetti), che raccolgono brani da ogni epoca e latitudine - ma sempre in traduzione inglese - senza fornire alcun contesto, dando così l’impressione che non sia necessario “entrare” in una cultura per godere dei suoi frutti. Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura, parla a buon diritto di “disintermediazione”, di rottura dei corpi intermedi, per definire l’orizzontalizzazione che tocca oggi anche, ma non solo, la vita letteraria (si pensi al boom del self-publishing).
Insomma, siamo in un periodo di profondi cambiamenti e, concludono Parks e Zuccato, per quanto, in un primo momento, la situazione possa sembrare sconfortante, esiste un lato positivo: a noi è toccato il privilegio di osservare il nuovo che avanza.



Eleonora  Gallitelli ha conseguito il dottorato  di  ricerca in Letterature comparate presso  l’università  IULM  di  Milano  con  una  tesi  sul  ruolo delle  traduzioni  letterarie  dall’inglese  in  Italia  dal  Risorgimento  alla contemporaneità. 
Lavora come traduttrice di narrativa inglese per Mondadori, Laterza, Sagoma, Internazionale.  Collabora con la rivista di traduttologia “Testo  a  Fronte” dal 2011.

venerdì 20 dicembre 2013

GRUPPO 63: un bel filmato della RAI


Il 2013 ha festeggiato i 50 anni del GRUPPO 63. 
RAI 5  lo ricorda così. mi sembra un gesto ben speso.



                         GRUPPO 63 LETTURE E COMMENTI

venerdì 13 settembre 2013

Dove trovarmi? Alcuni appuntamenti tra settembre e dicembre



• 20 settembre a PORDENONELEGGE

ore 17,30 a Palazzo Gregoris
La ricerca della saggezza 
Incontro con Stefano Dal Bianco e Alba Donati.
Modera Stefano Guglielmin

Loggia del Municipio

Letture di Stefano Dal Bianco, Alba Donati, Stefano Guglielmin, Andrej Hočevar, Erik Lindner, Daniele Mencarelli, Christian Sinicco, Giovanni Tuzet, Adam White, Willem M. Roggeman.
Presentano Roberto Cescon e Piero Simon Ostan 

Crossroad of European Literature Project, in collaborazione con Vilenica Literarni Festival e Cùirt Literary Festival



• 23 settembre Schio. ACCADEMIA POPOLARE DI STUDI STORICO-FILOSOFICI
(tutti i lunedì ore 17,30 –19,00) Istituto Salesiani [il corso prevede l'iscrizione presso la Libreria UBIK, di Schio)
Sei lezioni su Gli albori della poesia italiana contemporanea: 1956-1976
 programma

1)      “Officina” e “il verri”: la critica al neorealismo e all’ermetismo;
2)      I “Novissimi”: Pagliarani, Sanguineti, Giuliani, Balestrini, Porta;
3)      Altre esperienze: Rosselli, Zanzotto;
4)      La poesia e il Sessantotto;
5)      I nuovi poeti della deriva: Cucchi, De Angelis;
6)      Approfondimenti delle questioni emerse: che cos’è la poesia?


• 19 ottobre, ore 18,30 LIBRERIA MONDADORI (Vicenza, Ponte Pusterla)

 DUE POETI ALLO SPECCHIO. Mara Seveglievich presenta Luigi La Vecchia & Luigi La Vecchia presenta Mara Seveglievich. Introduce l’incontro Ivana Cenci, coordina l’incontro Stefano Guglielmin.


• 26 ottobre, ore 21,00 SPAZIO NADIR (Vicenza, contrà Santa Caterina)

Stefano Guglielmin Presenta il libro di Giusi Montali, Fotometria (Edizioni Prufrock spa, 2013)


• 8 novembre, ore 20,45 CROCETTA DEL MONTELLO, Villa Ancillotti
lettura poetica di Stefania Bortoli, Roberto Cogo e Stefano Guglielmin all'interno della mostra di pittura L'anima nel paesaggio nel paesaggio dell'anima, di Graziella da Gioz.


• 12 novembre, ore 20,45-22,15 LABORATORIO DI LETTURA E SCRITTURA POETICA ARTEMIS (Vicenza, libreria Mondadori, Ponte Pusterla) [il corso prevede l'iscrizione alla seguente mail moderato_cantabile2006@yahoo.it]

10 incontri ogni due settimane, il martedì, tre dei quali dedicati alla lettura e al commento dei testi dei partecipanti. Saranno inoltre studiati i seguenti poeti: Nanni Balestrini, Alessandra Carnaroli, Giulia Rusconi, Guy Gofette, Mia Lecomte, Alba Donati, Enrico Testa.  

• 17 dicembre, ACCADEMIA FILOSOFICA ITALIANA (sezione Altovicentino)
(Valdagno, sala Marzottini, ore 20.30)

Stefano Guglielmin legge e commenta alcuni passi di M. Heidegger, Sentieri interrotti




venerdì 28 giugno 2013

Eventi prossimi venturi


domenica 30 giugno, ore 20,30 a Bocchetta Paù, il Rifugio Bar Alpino organizza la lettura poetica di Stefano Guglielmin con il fisarmonicista Beppe Castagna



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Notturni di versi - piccolo festival della poesia e delle arti notturne, organizzato dall’Associazione Culturale Porto dei Benandanti con il sostegno della Cooperativa Sociale Itaca di Pordenone, RetEventi della Provincia di Venezia e i comuni di Portogruaro,

dal 29 giugno al 24 luglio a Portogruaro, Fossalta di Portogruaro, Concordia Sagittaria e Teglio Veneto.
 

29 giugno alle 18, nella sala Consiliare del Comune di Portogruaro con la presentazione del libro, a cura di Marinella Chirico, «Io credo. Dialogo tra un'atea e un prete» (nuovadimensione editore), alla presenza degli autori, don Pierluigi Di Piazza, introdotto da Fabio Della Pietra.  

Mercoledì 3 luglio alle 21, presso lo Studio Arkema di Portogruaro, sarà inaugurata la personale di Guerrino Dirindin, artista “nato da una famiglia di navigatori che dalla notte dei tempi solcava i grandi mari e dalla Serenissima ha risalito i fiumi del Nord-est”, che è “cieco e sordo e va d’istinto”. Seguirà il primo di molti incontri con autori, che avrà come protagonista il poeta e docente Stefano Guglielmin (presenta Francesco Tomada).

Venerdì 5 luglio, alle 19.30, al Museo Nazionale Concordiese sarà inaugurata l’esposizione dedicata ai libri d’artista “Libri di_versi 5”, in cui poeti e artisti espongono libri oggetto A seguire un buffet con degustazione dei vini della Tenuta Mazzolada ealle 21, il reading sull’acqua a cura dei poeti partecipanti all’esposizione, con musiche a cura di Max Bazzana.

Sabato 6 luglio alle 21 ci si sposterà a Teglio Veneto, nella Villa Dell'Anna-Brezzi, per un reading a sei voci che concluderà il concorso “Teglio poesia” e avrà come protagonisti i tre poeti vincitori (Giulia Rusconi, Dina Basso Giacomo Sandron) affiancati a tre poeti membri della giuria del concorso (Gianmario Villalta, Fabio Franzin, Francesco Tomada). Seguiranno i NUTRI_MENTI offerti dal comune di Teglio Veneto.

Mercoledì 10 luglio alle 21, alla Libreria LAB di Portogruaro, ci sarà l’incontro di Fuochi sull'acqua (rassegna milanese di poesia) con il poeta Alberto Cellotto (1978), autore di Vicine scadenze (Zona, 2004, vincitore del premio APS di Pordenonelegge nel 2004), Grave (Zona, 2008) e Pertiche (La Vita Felice, 2012).

Spazio al teatro invece venerdì 12 luglio alle 21.30, nel Cortino del Castello di Fratta di Fossalta di Portogruaro, con il one-woman-show di Serena Di Blasio dal titolo «Scarica di nubi mitraglia poetica per corpi da raccontare».

Si chiama Ritmi e confronti, un reading con musiche, l’appuntamento di sabato 13 luglio alle 21, presso la piazza del Battistero di Concordia Sagittaria, che vedrà i poeti Marco Pauletto, Luigina Lorenzini, Stefano Moratto e Andrea Longega impegnati in letture sulle basi offerte dal percussionista Stefano Andreutti. L’evento è la tappa veneta del Festival Internazionale di Poesia itinerante Acque di Acqua, a cura dell'Associazione Culturale Cultura Globale di Cormons (GO).

E ancora incontri con poetesse e poeti in programma per mercoledì 17 luglio alle 21, presso la Libreria LAB di Portogruaro, con Mary Barbara Tolusso, e venerdì 19 luglio, alle 21, in Piazza della Pescheria, con Fabio Franzin e Francesco Targhetta, che moderati da Matteo Fantuzzi discuteranno di “Crisi a Nordest”.

Notturni di versi proporrà anche la formula della Slam Poetry, con POPS 2 (POrto Poetry Slam), che sabato 20 luglio alle 21 vedrà sul palco di Piazzetta della Pescheria nove poeti che si sfideranno a colpi di rime e ritmi sotto la direzione degli MCs Giacomo Sandron e  Renzo Cevro Vukovic.

Chiuderà la rassegna, mercoledì 24 luglio alle 21, al Museo Nazionale Concordiese, un reading con musiche dal titolo “Lessico elettronico”, con la voce di Antonella Bukovaz accompagnata dall’elettronica di Massimo Croce.
Completerà il quadro il laboratorio “Libri di versi”, rivolto agli adulti e tenuto da Silvia Lepore presso il Museo Nazionale Concordiese domenica 21 luglio dalle 10 alle 12. La partecipazione è gratuita (max 15 partecipanti, info: silvia.lepore@libero.it - 3493808384).


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 L'Angolo della Poesia: Aforismi o Dell' Attenzione,
Pesaro, Cortile Giardino di Palazzo Ricci,  6 incontri su
 EDOARDO SANGUINETI, CRISTINA CAMPO, TONINO GUERRA,
 DAVID MARIA TUROLDO, DARIO BELLEZZA , LUIGI DI RUSCIO
ogni giovedì dal 4 luglio al 8 agosto 2013

 Giuseppe Saponara, regista e autore televisivo,  consulente video e di cinema per la Regione Marche, pesarese di adozione, dopo anni di straordinario impegno sui temi dell’arte e della poesia, ritorna  con il suo progetto,

4 luglio -Edoardo Sanguineti, poeta dell'avanguardia, esponente di punta del Gruppo '63, protagonista del dibattito culturale italiano del Novecento, diceva di sé: “ Io  sono il poeta più patetico del Novecento, nel senso che il mio è un pathos del corpo", un’ironia con cui si impegnava in prima persona in battaglie e polemiche politiche per  demolire e innovare il  confronto culturale italiano.

11 luglio -  Cristina Campo, nata a Bologna nel 1923 e poi trasferitasi a Roma alla metà degli anni '50  ebbe importanti  contatti per la sua formazione poetica  con Simone Weil, Mario Luzi, Elémire Zolla.
La formazione  artistica di Cristina Campo si è realizzata in uno dei periodi in cui la cultura era attraversata dalle grandi tensioni politiche e la sua poesia, per questo, guardò da una parte all'impegno sociale e dall'altra agli sperimentalismi e alle neo-avanguardie .

18 luglio- Tonino Guerra è stato tante cose insieme: scrittore in lingua e  in dialetto, sceneggiatore, un artista totale come pochi sia del secondo Novecento italiano sia di questo scorcio del terzo millennio. Un importante riconoscimento  a un  personaggio poco "compreso" dal grande pubblico e forse sottovalutato perché “indisciplinato”viene ora giustamente proposto nell’Angolo della Poesia.

25 luglio - Davide Maria Turoldo, un sacerdote impegnato prima nella Resistenza, testimoniò la sua scelta dell'umano contro il disumano, affermando «La realizzazione della propria personalità: questo è il solo scopo della vita». La sua fede e la sua militanza durarono tutta la vita, interpretando il comando evangelico "essere nel mondo senza essere del mondo” Diventò  noto al pubblico della poesia con due raccolte di liriche "Io non ho mani" (che gli valse il Premio letterario Saint Vincent) e "Gli occhi miei lo vedranno".

1 agosto -Dario Bellezza è un nome su cui puntare", scriveva Pasolini,  "un corpo-sentina" di ogni degradato dolore, una testa carica d'ogni esperienza letteraria". Dario Bellezza è vissuto nell’atmosfera politico-culturale che vedeva da un lato la della contestazione degli anni sessanta e dall'altro la linea eversiva della neoavanguardia che portava avanti con aggressività la sua battaglia contro i codici linguistici convenzionali.

8 agosto -Luigi Di Ruscio, poeta marchigiano, nasce a Fermo nel 1930, dopo l’esordio poetico nel 1953 con" Non possiamo abituarci a morire", presentato da Franco Fortini, si stabilisce ad Oslo dove per trentasette anni è operaio metallurgico. Un poeta capace di portare nella profondità del proprio animo: la marginalità, il lavoro in fabbrica, l’orizzonte politico della condizione umana che si era aperto nel dopoguerra. La sua voce poetica, il ritmo e il tono inimitabile della sua pronuncia, è stata  una assoluta singolarità, nel panorama della poesia italiana del secondo Novecento.