giovedì 23 aprile 2009

Thomas Schneider



Oboe Thomas Schneider (alias Tommaso Marsan) frequenta il quarto anno del liceo classico, a Bassano del Grappa. Appena ho sbirciato le sue poesie, scritte a 15 anni e pubblicate l'anno scorso con il titolo Il Ciclo delle Pesche (ilmiolibro.it), ho capito che mi trovavo di fronte non ad un adolescente che cercava di mettere in forma le proprie angosce, bensì ad un autore che si misurava con le tensioni della scrittura, risolvendole in modo originale, e che già aveva compiuto un percorso esistenziale significativo. Un giovane che, attraverso il mascheramento della scrittura, ancora oggi indaga la propria natura mascherata, quel nucleo vitale che spinge dal fondo per farsi canto e che Thomas ascolta con singolare intensità. La sua è, in apparenza, "una scrittura tranquilla", ma soltanto perché rispecchia l'intenso dialogo interiore che accompagna il poeta, osservatore mondano dal cantuccio colorato della sua vastissima immaginazione, nutrita da un classicismo non estraneo alla sensibilità dannunziana e dunque tutta impegnata a cogliere la realtà cangiante, quel brulichio materico che dà gioia al corpo e all'intelletto degli spiriti liberi. A differenza di quanto disse Leopardi su Vincenzo Monti (questi è "poeta veramente dell'orecchio e dell'immaginazione, del cuore in nessun modo"), Thomas coniuga superficie e profondità, quiete e inquietudine, amando lo scarto e lo spigolo, il verso imperfetto, che tocchi l'occhio, il cuore e il pensiero, ma senza quell'enfasi romantica che spesso pervade i testi dei giovanissimi poeti. D'Annunzio e Leopardi stanno dunque sullo sfondo, così come un certo crepuscolarismo gozzaniano (non a caso, per affinità elettiva, vivo antagonista dell'esteta pescarese); la forza operosa che tutto traveste sta scritta invece nella carne dell'autore vicentino ed è per questo che mi pare doveroso segnalarlo in Blanc de ta nuque.




da Il Ciclo delle Pesche


A Tommaso piace/piacciono:
.....l'arcobaleno con il sangue d'autunno
.....i conigli che galoppano sul prato dell'erba per un mese
.....le meringhe e i muffins
.....gli orecchini che non hanno un pendere troppo lungo o una circonferenza troppo ampia
.....i lucernari con le farfalle attorno quando non è né notte né giorno
.....le cose appuntite che parlano e i musi oblunghi dei cenni che corrono in giusta ampiezza
.....la rullata di gambe con le finestre sul mento senza i calzini
.....assentarsi di mattina prima della scuola concedendo a se stesso di promenarsi lungo un viale
non troppo tale e di burrasca soltanto nei giorni di lezione. Non farebbe ciò se fosse normalmente impiegato.
.....quando sono le sei e un quarto
.....mangiare di sera e la gente che non chiede troppe informazioni
.....le sillabe, iniziare con una parola e lasciarsi quasi sminuito a metà
.....fare dei piccoli urli da rapace (stupido)
.....non dialogare con la gente della biblioteca
.....la simpatia degli arbusti e dei regali
.....essere sveglio mentre gli altri dormono di mattina.


*

Proiezione di un sasso ho ricercato le basi
cartonate di una piega che macchia la pelle
pensando ad un gilet scritto dai calmi quadri
incrociati.
Esiste quasi da ieri il mio Giove, sulla mia testa
affinché ancora non si presentì più l'alterazione.
Flussi scrittori mancati
una scrittura tranquilla, scorta in uno scorrere di
fili colorati.
Si notano chiarezza, apparsa tranquillità
giocherellare con le labbra, le pantofole come
simmetria del gioco della noia
segue la ripetizione, quale tensione del sempre;
è strappato da un pollice esterno alle pieghe
della mano.
Si sussegue la domanda e scompaiono i foderi delle tavole
mentre ancora mi coinvolgono i riflessi di uno
splendido piano dipinto a fantasia e
grovigli d'edera.

......Sale l'odore dell'inchiostro
i petali, gli aghi.

......Il tempo non ha ospiti aperti e rilassati
e tantomeno degli stivali.

......Il grigio sussiste e manca il dipinto
bottoni nelle mie palpebre sganciate a forza
di susseguire.

......Il grigio della nebbia è apparso in una strada
sembra un orizzonte tra i pini in un mattino
di capelli arricciati.
Piovra morta nell'avvolgere e stringere aghi di spilla.
Non presento concordanza tra aghi e nervosismo.


*

Come il riflesso è troppa luce, in parallelo al dio
che, tagliate lune, uccise il fuoco di una cupola
gialla e travestì di salti e ironia il raso che
allaccia salda la paura ai tremiti. Nel definito piange,
oscurata realtà prigioniera da castelli cinti, intersecati
alle fronde penzoloni senza gambo, che possa oscillare
al vento. Instaura lo sguardo, che nell'assenza sa
colmare con l'armonia del mancato esistere la rabbia
sola e infranta di unghie e brontolii.
Simbiosi, unisce separatamente il "coloro", formato dai
cumuli di formiche che costituiscono un corpo mediante
scarpe e sciarpe. Inciso il "trimestre dunque" sulle
vene, mentre sbiadisce, ritorna in entrambe le percorrenze
senza amare interruzione, strisciando quasi in cerca
d'un alterno che si presenta a tratti, solo nella
curvatura a cui ancora di deve adattare, il tempo
per un riconoscere dopo la caduta.
Fluido, l'interpretato dal silenzio e dal sicuro contraddistinto
da negazione, prevale arreso sotto la luce del trionfo
di specchi felici, profumo diffuso lungo il colle mentre
scende l'erba; impegnato quale sorriso accennato nel
viso di una gatta esplosa di gioia e sacrificio delle
sue perle blu. Mira a godere assieme ai membri l'indefinito.
Non è un semplice salire ma si espande lungo le proiezioni
di pensiero sottintese, il bollire dell'acqua presso la
cornetta, ciò che contiene l'affanno di un'invenzione
ostinata e lunga mentre a poco a poco è impegnata
a cadere. Tutto questo viene portato dall'invenzione
dell'anima libera da vasi, immessa in circuiti sgombri
da accavallamenti di gambe e bislacchi personaggi
da tostapane. Si prolunga l'infinito, assieme
alla paura per qualsiasi definizione semplice,
evidente bensì instaura la complicità. Sa di mettere
la fine nell'inizio del suo aprirsi, lasciando menti
sgombre dall'abbindolamento di cerotti inutili appesi a
lampadari troppo rosicchiati per illuminare. Sorge l'affetto
del vagare, l'approccio della vista e gli sciocchi insegui-
-menti nei cumuli di pane, come trasparenza di una
tazza. La mia interrotta assunzione di concetto contenuto
si rispecchia in vene ed occhi delle braccia, paradosso
cristallo nel tiepido. Invariata verde spilla, forse la paura del
definito è determinata dalla resa dell'alterno, varco
in cui il definito scempio è messo sulle corde degli
accenti. Non s'imbarca l'imbrunire bensì la continuità dei libri
mai letti per commozione o torto. Attorcigliato, incline
ad un letto e ad una virgola sembra esserlo, nello
sprazzo del suo rivelarsi l'astrazione colta è
buia di un riflesso acceso, colui ch'é troppa storpia
luce.

Paura del definito, seria diluita scorre assieme
alla semplicità del sangue e alla vera apparenza fonda
di un vino striato, mentre ambigua fluisce seria
costellata da noie e lamentati battiti, ciò che intreccia
le dita, per giungere all'indefìnire (portato da camere
soffuse illuminate a tramonti nel fluido).


Colui non si è concluso ieri
nella chiusura delle pagine
__continua a protrarsi,
lui che non conosce resa.



inediti (coevi al libro)

Ho scritto del dipinto
piangere della
sera e dell'aurora
col frastuono timido e volato
dell'agrapparsi__senza magneti
scostanti lettere delle decisioni
fredde e dissimulate
arcuato in un sottointeso
divagare non per l'ignorato
lamenti imprecisi in variazioni
in colori disappropriati
del mio dolce e diverso
ripudiare


*

Eccolo, il marino portale del mondo, seguito
da un cane e una macchia nera
era il fiore dal tetto di un ramo ad
accarezzare l'ispido scoglio della
mente, nelle
onde perse____



*

il profilo di gatto scritto
membra di desiderio stempiato
colui che pesca, uccide nel
suo sembrare fragile
il silenzio, e l'andarsene
con un volo intenso____
ora l'improvviso agitare
trattenuto per chi voleva
un'attenuata sentenza
un (gabbiano) e una bicicletta
pellicano



Thomas Schneider è nato a Cittadella il 16 ottobre 1991 e vive a Belvedere (VI). Il Ciclo delle Pesche è la sua opera prima.

31 commenti:

  1. che gioia leggere la poesia luminosa di una ragazzo così giovane!
    Complimentissimi a te Thomas.
    Avanti così!

    ciao St :)

    iole

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  2. che gioia sentire te gioiosa :-)

    gugl

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  3. Sono d'accordo!
    E' bellissimo leggere questi testi, intuire tanta capacità in un autore così giovane. Bravo, bravo, è un percorso già personale, definito, e non solo una promessa. La mia ammirazione.
    E complimenti e te, St, che sai cogliere tutto questo senza badare al pedigree ufficiale degli autori, ed hai la perseveranza di proporli.

    Francesco t.

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  4. penso che thomas sia ancora a scuola, ma certo interverrà antro sera.

    grazie te, francesco.

    gugl

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  5. Il libro non si trova più, ed è un peccato, mi sarebbe paiciuto approfondire.
    Complimenti a Thomas (alias Tommaso) per questa sua scrittura profonda ed essenziale, depurata da soluzioni formali pesanti ed arcaiche, ma al contempo così piena di rimandi.
    Avere a 15 anni questa capacità di gestione della parola e del verso, unita ad un'impronta già riconoscibile e personale, è dote veramente rara.
    Si legge in lui la freschezza della gioventù, e la maturità propria degli Autori più attenti.
    Davvero bravo lui, e grazie a te per averlo proposto.

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  6. è un destino frequente quello della scomparsa prematura dei libri di poesia. questo di Thomas, sotto il profilo editoriale, non è un gran libro, specie perché i caratteri sono troppo piccoli e non invogliano a leggerli (lo dico da vecchierello canuto e debole di vista).

    gugl

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  7. è la prima volta che qualche sconosciuto legge...e lascia commento...in realtà il libro è stato stampato in sole tre copie,dato che ho dovuto arrangiarmi non trovando un editore....mi piacerebbe farlo conoscere tutto in tero, nonchè pubblicare altri scritti...si vedrà....saluto Pavese..

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  8. "Bisogna essere moderni" e lui lo fa, lo è. .Quando di un giovane, e poeta, si inizia dire che ci sono dietro questi classici, o altri,( poi però io leggo,e digerite, le lezioni anche recenti del secondo novecento..sperimentali raffinate, non è il pedigree a convinverci, ma la originalità che traspare - e nettisima. Ben venuto Thomas,

    Maria Pia Quintavalla

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  9. Stefano mi sorprendi sempre di più con le tue proposte!
    Che aria fresca questa...e che penna!!!
    Non bisogna perderlo d'occhio...

    Complimenti, complimenti e tanti complimenti davvero!!!


    Anila Resuli

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  10. mi sorprende che piaccia così.....mi fa davvero piacere

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  11. a Maria Pia: non so se thomas conosce d'Annunzio e soprattutto Gozzano, ma mi pareva utile, per lui, confrontarsi con questi autori, visto come scrive.

    Hai ragione a dire che non per questo è bravo (infatti lo dico anch'io nel cappello).

    Anila, ti sto facendo da tente scout? :-)

    grazie Thomas per gli interventi.

    Ora sarebbe da chiedere ai lettori che cosa non va ancora nelle tue poesie...

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  12. Ste, magariii :p


    anila

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  13. d'Annunzio o Godano non hanno provato le esperienze di vita di Thomas,tanto meno con la stessa testa:sei Unico.Le tue doti le ho lette fra le righe della tua breve e intensa vita sin da quando hai visto la luce di questo mondo.Un Mondo intorno a te che ti ha dato tanti pezzettini di puzle che tu stai mettendo assieme con grande maestria e sapienza.Stai gia raccogliendo i tuoi frutti:la Pesca.E bello che la tua gioia faccia gioire.Gioisco

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  14. porca miseria!
    stento a credere che queste cose qui sono state scritte a quindici anni...
    saluti
    r.

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  15. ma perchè il confronto con D'Annunzio???.....nelle ultime cose che ho scritto mi sento vicino a Pavese,e non le trovo così diverse da quello che ho scrittotempo fa....al maltese:in effetti ne avevo 15...

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  16. mi piace molto, è... "psichedelico" (a partire dal titolo della raccolta), ma non è solo forma, qui c'è anche sostanza, contenuto...bravo!
    stefania c.

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  17. Veramente impressionante la poesia di Thomas. E' la dimostrazione che la scrittura appartiene alla vita e al suo pensiero, meno alla sua età.

    "le cose appuntite che parlano..."

    E' da invidiare anche solo per questo mezzo verso.

    Bravo Thomas e bravo Stefano ad avercelo fatto leggere.

    Ciao a tutti.
    Giorgio Bonacini

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  18. c'è l'adesione alla superficie tipica del d'annunzio del "piacere" e di certe poesie alcyoniane.

    Mi fa piacere che tu legga pavese (autore che amo). Certo da giovanissimi è difficile avere già il mito dell'infanzia bisogna stare attenti a non confonderlo con una certa sprezzatura nei confronti delle convenzioni. Pavese, poi, permea tale mito con una visione tragica del mondo, cosa che si respira nelle tue poesie, ma soltanto d striscio (ciò è un bene per la tua salute).

    un saluto agli ospiti che hanno lasciato testimonianza preziosa.

    gugl

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  19. Gianluigi24/4/09 14:23

    mi sarebbe piaciuto scivere come scrivi tu quando avevo 15 anni, raccontare come hai raccontato tu i tuoi 15 anni.

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  20. che bellissima, misurata, intelligente scrittura. direi sul tipo di quelle che prediligo, senza singulti gratuiti, senza eccessi conativi, basta la "scrittura tranquilla" (quando si sa farla) e un immaginario da poeta vero. mi è piaciuta moltissimo "proiezione di un sasso".
    allora, gentile thomas schneider, gentile e benvenuto nuovo marziano della poesia, quando lo farà di nuovo e sarà disponibile, io comprerò il suo libro, e verrò a sentirla leggere molto volentieri. davvero, i miei complimenti.

    ciao gugl, che occhio che hai.

    buona giornata a tutti.

    erika

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  21. Gianluigi25/4/09 17:39

    "olvidar"..... (oltretomba ?) non capisco

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  22. olvidar si sente solo quando anche il sole cade, e viene da stringersi alla pelle di chi si sa altrove,mentre appaiono solo molti bicchieri e tante uscite.....rosso che accarezza,e si deprime soltanto perchè è coscente....non è parola se si hanno gli occhi

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  23. caro thomas, non ho capito a che cosa si riferisce questa immagine; forse a qualche commento?

    comunque è molto poetica.

    gugl

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  24. Gianluigi26/4/09 14:23

    allora "olvidar" è Tommaso quando aveva 15 anni o adesso che ne ha 18
    " mentre appaiono solo molti bicchieri e tante uscite.....rosso che accarezza,e si deprime soltanto perchè è coscente....non è parola se si hanno gli occhi". Volevo semplicemente dirti che la tua poesia mi piace e certamente è dentro la tua di vita. Dire mi piace vuol dire tutto e niente, qualcosa di più e dirti che mi piace il tuo raccontare.

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  25. viene da piangere tanto è bella questa roba

    posso portarne una su poesiaitalianaadesso (blogghino senza pretese), Thomas/Stefano?

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  26. lo chiedo a Thomas

    gugl

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  27. per me va bene....magari un pezzo dal ciclo delle pesche...

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  28. molesini2/5/09 02:25

    Allora grazie, dal ciclo delle pesche sarà. Ti avviso qui quando, che siam tartarughe.

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  29. Ammiro questo ragazzo più che mai.
    Mai avrei creduto che in un ragazzo così giovane potesse esserci così tanta magia.
    Ammiro la tua arte, che è appunto il tuo modo di esprimere ciò che pensi!
    Possiedi un dono che non devi abbandonare, fidati!
    Complimenti!
    Enrica

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