giovedì 28 giugno 2007

Fabrizio Bianchi



In queste poesie, presenti nell'antologia Corale. 22 voci poetiche per 10 anni di voci della luna (Sasso Marconi 2007), Fabrizio Bianchi sceglie di contaminare un piccolo fatto quotidiano con la pulsione di morte che lo attraversa, ci mostra l'evento ludico deformato dalla passione necrofila e dalla nevrosi che pervadono colui che agisce. Così facendo, ci dice qualcosa sui meccanismo profondi del nostro desiderio, ma anche sui persuasori occulti, sulle catene costruite dalle democrazie moderne per prepararci alla guerra perpetua.








Videogiochi.



..........................................................................
Videogioco. 1


Ti lancio [con nipponiche urla di violenza]
globi di fuoco e scariche di mortale energia
e [roteando per aria] devastanti calci in pieno volto.
Ma non muori. E ti rialzi e ti rialzi
colpendomi con tremende martellate di Thor.

Giaccio immobile tra schizzi del [mio] sangue dappertutto.
You lost. Try again.
[Mentre osservo compiaciuto....la mia orribile morte in replay].






.........................................................................Videogioco. 2


Stanco di perdere, trasformo la mia Audi in carrarmato da corsa
e mi lancio contromano sparando bordate annientatrici

Schiaccio honda, volvo, peugeot, ford. Distruggo renault.
Ma mi è impedito [da uno stupido software moralista]
il massacro lo splendido splatter finale:
piombare sugli spalti annientare spiaccicare distruggere
tutta quella stupida gente [pronta ad applaudire i miei avversari].





.............................................................................Videogioco. 3


Smettila di saltare, Lara. Scalare muri.
Correre e nuotare. Sparare senza tregua.

Toglierti il reggiseno. [ci sarà un trucco per farlo]
Appartiamoci in un angolo del giardino. Dentro la siepe a labirinto.
Fammi provare. Toccarti. Giochiamo col tuo corpo. Ti prego.
O violentami tu. Sono pronto.
E [dopo averlo fatto] fammi pure saltare via il cervello.






Patris Munus.

................................... A Nicolò Tommaseo
................................... che [giustamente] aveva giudicato il Leopardi
....................................un lamentoso, incapace scassapalle.


Seghe.....[sterili elucubrazioni mentali]
[Petrarca, Leopardi, il fosco Foscolo, John Donne,
Eliot, Crane, Ungaretti,
Silvya Plath, Pasolini, Zavattini, Bukowski]
[falliti, ometti minuscoli,
esagitati casinisti incostruttivi,
suicidi, depravati, barboni]
comunicare l'inquietudine
descrivere l'angoscia
descrivere: cercare di svuotarsene le viscere
passarla a qualcun altro, impestarli
crogiolarsi nel dolore
è un'arte. per rinunciare ad affrontare
[da adulti o veri uomini]
una realtà scomoda e mortalmente faticosa
costruire col cemento, intraprendere
sbattersi per le tre paghe per il lesso
il telefonino, il fuoristrada la casa la villa
il karatè dei figli gli ori da ostentare,
questo puoi lasciare ai posteri
palazzi, industrie, beni, strade
non qualche misero scritto
un distillato di veleni
[o disgustosi trasudamenti cerebrali]
viscide concrezioni mucose da orrendo mollusco
indurite in perle portatrici di malanni
sfortune abissali, morti, accanimento di fati

Eppure.



Stardust

I vecchi poeti
recitano tutti una poesiola sui gatti
[e anche sui moscerini e sulle mele]
e c’è anche quello più famoso
[già mummificato]
che legge...impappinandosi
direttamente dalla bara.

[gli tengono il microfono davanti alla bocca
come lo specchietto del medico
che deve constatare se ancora c’è flatus]
Dio, fammi morire prima
[visto che il demone della poesia
presumibilmente
non mi abbandonerà fino alla fine].


L’unica cosa viva in questo castello
pieno di polverosi reperti [e intendimenti]
è fuori dalle finestre.........a sesto acuto:
il verde rigoglioso degli alberi
agitato furiosamente dal vento.




Nato nel 1946 nel ravennate, da sempre vive e lavora a Milano. Dopo la laurea svolge il compito di assistente di critica d'arte all'Università Statale di Milano e praticante giornalista come segretario di redazione di una testata culturale. Pubblica le prime poesie sulla testata culturale della SIPRA, concessionaria della pubblicità RAI. Dal '68 al '73 organizza alcune mostre d'arte, collabora come critico alle fortune di una piccola, innovativa galleria milanese, vince i suoi primi premi letterari e il premio giornalistico Viareggio. E pubblica -come vincitore per l'inedito di un concorso- il suo primo libro. Nel frattempo è chiamato a lavorare come copywriter nella filiale italiana di un'Agenzia di New York: da allora non abbandonerà più la pubblicità, lavorando per i marchi consumer più noti e fondando nel 1979 una sua agenzia, che oggi ha sedi a Torino, Cuneo e Milano. Fonda anche una società di produzione video che ha il merito storico di aver realizzata ed edita per il Prof. Veronesi, negli anni '80/'90, la più completa collana al mondo di filmati scientifici sulle tecniche operatorie, di diagnosi e di cura per organo del cancro, commercializzata poi dalla UTET. Dopo più di vent'anni, dal '96 ricomincia ad occuparsi attivamente di poesia (pur non avendo mai smesso di praticarla) presentando suoi lavori ad alcuni concorsi. Entra a far parte della redazione della rivista bolognese Le Voci della Luna, di cui è attualmente direttore editoriale. Con il gruppo Amici di Helle Busacca si occupa della pubblicazione degli inediti e della promozione dei suoi scritti. È socio di Milanocosa dal 2004, di cui è Vicepresidente e membro del Consiglio Direttivo.

29 commenti:

  1. La poesia di Fabrizio Bianchi ha un dolcezza spigolosa.
    Limata da ogni orpello superfluo, la voce sgorga sincera e tagliente,
    spurga di ipocrite sovrastrutture, di moralismi che fagocitano la vera pelle.

    Potente di densa polpa, pregna di un carattere libero che si allarga come una bocca
    a volerti inghiottire, raspa vicino all’osso, fino a snudare completamente la trama del pensiero più puro e bestiale.

    Eppure spesso, alla fine, si scioglie la tensione, ribaltando la prospettiva.
    E tu che leggi diventi d’un tratto il boia, il persecutore, e senti di tenere in pugno
    quella forza partita da dentro i versi, ma viva come un fatto di cronaca, e di poterla usare a tuo piacere ,
    come se il poeta si desse in pasto a te, nudo e crudo.

    In qualche modo Bianchi è come ci desse la chiave per mostrarci il vero spazio aperto ,
    diabolico e luminoso che ci abita.

    - Peccato solo tre brevi poesie, forse non sufficienti , per chi non lo conosce, a mostrare il suo timbro originale -

    un saluto.
    i.

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  2. hai fatto un'acuta analisi, Iole. Grazie. Magari domani, di poesia, ne aggiungo un'altra.

    gugl

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  3. c'è verosimilmente anche una pulsione a "consumarsi" (con tutte le implicazioni che in una società capitalistica può avere il verbo).
    Qualcosa che mette in moto le dinamiche del desiderio, come hai fatto notare, Stefano, sia sul versante del cupio dissolvi che sull'induzione di un immaginario formatosi come appendice di questa nostra realtà.

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  4. ciao Voc, sono d'accordo.

    Cara Iole ho aggiunto due poesie, che - volendo - fanno discutere (anche con l'autore).

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  5. Conoscevo la poesia di Fabrizio per le poche cose rubate in rete e per il libro che ha co-scritto con Daniela Monreale (Corpo a corpo, LietoColle) - libro dedicato al tema corpo/sessualità/scoperta/carne.

    Qui ancora una volta regala e rivela la bestialità delle cose comuni che non vengono metabolizzate ma che si replicano nei comportamenti e nelle situazioni, nelle stasi.
    E' uno stallo che è attore, è il secolo corrente che perseguita la nostra incoscienza, è l'immedesimazione nelle cose, è il potere delle cose (reali o immaginifiche) che prende il sopravvento.
    La vastità totale che rimandano i testi di Fabrizio è spaventosa. E' crudezza e raffinazione, è la "merde d'artiste" del fu Manzoni osservata, somatizzata, rilanciata con la possenza dell'urlo, del parlato quotidiano che lascia disarmati.
    E come se ti guardasse negli occhi e sapesse già la tua futura reazione.
    E quand'anche la reazione fosse del tutto una sorpresa, ecco ancora quello sgurado a dire "tutto qui?".
    Disarmante.
    E' un videogioco che ci racconta o la vita trasformata in videogioco?
    E' una nemesi.

    fabiano

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  6. Fabrizio Bianchi, per l’appunto. Ecco, Stefano, questo per es. è un gran bel modo di fare opera di divulgazione poetica.
    E cioè proporre autori interessanti, non fosse altro che per il fatto di essere, come Fabrizio, fuori dal noioso cliché dell’italico lirismo, sostanzialmente montaliano nell’impianto e spesso ruffiano e di poco o nullo spessore nel merito.
    E procedere per invito, se possibile, e non sulla base dell’inclinazione amicale o, peggio, cedendo all’insistenza dei tanti mediocri che, proprio perché tali, anche come umana statura, assediano ogni angolo del web a botte continue di “Ciao. Bel post! Vado di fretta. Un caro saluto.” Un presenzialismo incredibile sotto gli occhi di tutti. La prevalenza del cretino, direi. Senza portare – perché non ne sono capaci, c’è da pensare – un minimo di contributo al dibattito. Ma col risultato, evidentemente, di andare a ingolfare, a zavorrare di brutto certe dubbie liste che ogni tanto tiriamo fuori e che, tra l’altro, hanno – santo cielo, diciamola tutta! – immancabilmente il potere di far girare i contatori di visite e commenti. A chi giova una simile attività bloggaiola? E' chiaro che poi ci sono quelli che dei blog dicono peste e corna. E lo dicono senza star lì a distinguere, a differenziare, per es., fra un blog dichiaratamente di vetrina (ma in fondo vetrina lo sono tutti, i blog – e non è un peccato mortale) e un altro che ha pretesa di accreditarsi al massimo livello per cosiddetta oggettività di analisi. Ecco, nemmeno a dirlo, soprattutto in questo secondo caso, i “tenutari” hanno precise responsabilità, hanno degli obblighi. Io, per la verità, sapendo della tua sagacia, ho il vago sospetto che quella lista proposta qui nei giorni scorsi, fosse una sottilissima operazione volta a (implicitamente) denunciare certo pressappochismo bloggaiolo (oltre che poetico)…

    Ma torniamo a Fabrizio. E' un grande. E' nella mia personale top ten, poeticamente parlando. Lui non lo sa, ma lo conosco da almeno una quindicina di anni. Ebbi allora modo di leggerlo per la prima volta: una poesia, vincitrice di un premio che ora non mi sovviene, che parlava di vacanza, di mare, spiaggia (ricordo molto vagamente, magari lui può precisare). E rimasi di stucco, per diverse ragioni che ora non sto qui a dire. Poi ci siamo conosciuti di persona allo Spallicci del 2002 e negli ultimi anni ci siamo rivisti diverse volte, sempre per via dei premi. In un’occasione, a Capannori nel 2003, io primo e lui secondo e, vi prego di credermi, ero quasi dispiaciuto. Questo per dire della considerazione, direi persino affetto che ho nei suoi confronti. Perché Fabrizio, e chi lo conosce lo sa, è una persona squisita, veramente a modo. Questo fa ancor più risaltare – perché parrebbe in contrasto – certa sua micidiale scrittura che freddamente viviseziona gli aspetti più paradossali del nostro vivere. Pur con un andamento sostanzialmente “pacato”, che nulla concede alla facile retorica e all’enfatico scatto, Fabrizio è a volte durissimo (micidiale, per l’appunto). (Ben più, per dire, di quanto possa esserlo io stesso, che anzi al suo cospetto, per una qualche irruenza parolaia, rischio di passare per il cane che abbaia e non morde).
    Poi ci sono gli aspetti lessicali, un linguaggio intrigante, giustamente contaminato, fuori dal comune e dai confini geografici. Un linguaggio nel quale, nemmeno a dirlo, il suo background, la professione di copywriter, hanno rilevante incidenza.
    Da sottolineare, infine, alcuni artifici che rendono la sua scrittura riconoscibilissima, unica. Non tanto la parentesi quadra (e non tonda), che credo di aver visto anche in altri. Ma quello slash lungo contrastativo (non saprei come altrimenti chiamarlo), una peculiarità tutta sua, che io sappia, credo sia un piccolo capolavoro di creatività.

    Iole e Fabiano hanno mirabilmente già detto dell’altissima statura del poeta Fabrizio Bianchi e la cosa mi rende felice. Non sono dunque il solo (e non avevo alcun dubbio in proposito) a vederlo in trono. (Lui magari arrossirà, ma tanto nulla trapela da quel candido barbone bianco).
    Piuttosto, Stefano, magari è il caso di precisare che le due poesie aggiunte... (micidiale - l'avevo detto - quella chiusa di Patris Munus con quell'"Eppure" staccato e solo ma così tanto)... Anche perché Stardust... sì, insomma, mi sembra fresca, anzi freschissima, diciamo un settimana al massimo...
    Un abbraccione (e spero che Fabrizio intervenga),
    gennaro

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  7. come ha detto bene Gennaro, un'altra cosa che nella poesia di Fabrizio Bianchi colpisce : “ lo slash lungo contestativo “, come una doppia corsia di marcia - accelerata - che viaggia lo stesso senso, che lo amplifica, lo sottolinea, ne fa quasi una voce grillante - che becchetta ancora più vicino - come un affondo - eppure lo fa senza accanimento - quasi un reportage giornalistico, come a dire le cose semplici, così come stanno, una inquadratura in campo lungo che improvvisamente si stringe fino a mostrare il segno livido sul collo.

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  8. bene, speriamo che Fabrizio possa aggiungere qualcosa.

    "Stardust" ha circa tre settimane, credo.


    gugl

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  9. Ehilà... Grazie a Gugl mi state facendo un minimeridiano estivo! Iole, Fabiano, vi amo molto entrambi [la prima di più, ovviamente, grazie al genere], ma sono davvero così bestiale e crudo? Andiamo bene, visto che non avete ancora letto le altre cose [3 lunghi incipit] pubblicate sull’Antologia delle Voci, cui Stefano ha preferito la più innocua Videogiochi...
    Credo che il vocativo Luigi abbia ragione rispetto al cupio dissolvi: non so se si faccia o no, ma riporto la poesiola citata da G.G. [che, come la B.B. della mia adolescenza, continua a farmi arrossire dall’eccitazione..], che parla proprio di quello, scritta in un periodo ovviamente nero:



    Afasìa


    Nel dormiveglia di una spiaggia
    [rumori indistinti in sottofondo
    voci, richiami, tonfi d'onda suoni lontani]

    cerco disperatamente
    senso e scopo

    osservando a occhi socchiusi minuscoli [invisibili] animali trasparenti
    in corsa sghimbescia senza senso
    sotto il tremendo sole micidiale
    di immensi interminabili deserti di sabbie bianchissime



    Dagli inferi di questa triste vita
    mangiando una pizza ai peperoni
    in uno sperduto paesino di Calabria
    devastato, senza storia un insignificante garbuglio di cemento
    il rifiuto. Un soprassalto fisico d'insopportazione.
    Dopo tanto tempo. Di fronte ai miei figli stupiti.
    In compagnia di un padre assente.
    distante anni luce e sconfinate solitudini
    dalla loro affamata allegria di vacanze.

    Cupio dissolvi.

    [e non ho nemmeno la forza di scriverlo in chiaro.]




    Eppure non mi sento poi tanto addosso questa pulsione all’autodistruzione, se non nei termini di un sorridente eccesso da Libro dei coniglietti suicidi, dove la ripetitività granguignolesca dei 1001 modi di sopprimersi è un gioco così smaccato [anche se amaro] da far piangere dal ridere.

    Ringrazio l’ineffabile Gugl del tentativo di depistaggio a mia difesa: avendo lui eliminato le prime righe di Stardust con una descrizione fin troppo dettagliata della sala del castello in cui si svolgevano le letture [compresa la data], sa benissimo di chi e cosa parla. Ma evitiamo pure di maramaldeggiare pubblicamente [in privato ho già ricevuto più di un divertito consenso]: anche se mi chiamo pure io Fabrizio, uccidere gli uomini morti non mi ha mai dato alcuna sadica soddisfazione.

    Così, riporto un’ultima poesiola, sull’argomento. Perché è la più breve che ho in cui si possa vedere quello “slash lungo contrastativo” di cui Iole e Gennaro parlano, se no chi legge non capisce proprio niente, o pensa a chissà che.. Qui viene trascritto nella versione per grafici scazzati [o incapaci, come me]: con tre slash singoli uno sopra l’altro invece che uno solo lungo 3 righe, come dovrebbe essere, ma più difficile e complicato da inserire in word. Se questo post regge fino al mio ritorno a Milano, lunedì, pubblicherò cosa ne ha scritto un molto accademico giurato: ai primi cinque visitatori che riusciranno a ridirlo con parole loro, in premio la sopraccitata Antologia delle Voci, con trasporto e consegna in tutta Italia (isole comprese).



    Bad boy.



    Mi piacciono le coccinelle.
    perchè sono bambinesche, tonde
    un fumetto vivente
    Anche per i colori vivaci [rosse o gialle]
    e i pois così netti, neri, disegnati a china
    E ti salgono volentieri sul dito
    sulla mano. E sono resistenti.
    Non si schiacciano subito. Sembrano di plastica.
    Dio le ha fatte resistenti
    per i bambini. Anche quelli /cattivi
    /sadici
    /cresciuti.
    [Come me.]




    Grazie a tutti, e buon week-end.
    Fabrizio Bianchi


    PS per Luigi: Francesco [Marotta] credo ti stia cercando per sapermi dire se potrai essere tu a presentare il suo Soglie d’increato a Milano, il 21 Settembre, assieme ai libri della Monreale e di Sannelli. Non vorrei bypassarlo, ma mi urge una risposta perché l’organizzatrice mi sta subissando di telefonate..

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  10. Ovviamente, tutti gli a capo delle poesiole sono andati per i fatti loro, quindi non si capisce ancora nulla. Pazienza, tanto non è così importante :-)
    fabrizio

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  11. vocativo1/7/07 10:22

    Caro Fabrizio, Francesco mi ha contattato e ho dato la mia piena disponibilità per il giorno 21.

    Grazie! Puoi riportare a chi di dovere, ora.

    Grazie anche per le altre poesie che rendono ancora più chiaro il tuo "percorso" poetico. Confesso che per me trattavasi delle prime letture in assoluto.

    Un caro saluto a te e al padrone di casa, Stefano!

    L.

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  12. caro Fabrizio, bentrovato! Riporto il pezzo mancante di "Stardust" che, per sbadataggine, non avevo collegato alla poesia:

    "23.6.07

    sulle pareti: lunghi fucili ad avancarica / Che hanno ucciso. Ciascuno il suo bravo lotto di austroungarici / [lasciati a marcire nelle risaie, in pozze annacquate di sangue] / bandiere che penzolano morte del comune, d’italia, d’europa / un piccolo ritratto del vecchio [antico?] presidente / lacerti di affreschi con santi e personaggi non più riconoscibili."

    il post rimarrà in prima pagina sino al tardo pomeriggio di lunedi, quindi c'è tempo per ulteriori osservazioni. Mi fa piacere che, anche uno come Luigi Metropoli, attentissimo alla poesia contemporanea, sia riuscito a leggere per la prima volta le tue poesie qui, su Blanc de ta nuque.

    Per capire come mai non ho pubblicato le altre tue poesie, basta che guardi i "riferimenti di oggi a questa pagina" dove si riportano le parole cercate su Google (magari oggi va bene e non c'è alcuna 'parolaccia').

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  13. Che lenza che sei, Fabrizio! Mi metti insieme a quella sor(b/c)ona della B.B., e pensa che quando ero giovane (e notoriamente ero un gran figaccione) proprio quell'accostamento facevo, per l'appunto giocando sulle iniziali, nell'approccio all'altra metà del cielo (quella migliore)...

    Comunque io le poesie dell'Antologia delle Voci le avevo già lette. E quindi parlavo con cognizione.

    Per non dire di Stardust: avevo ben intuito, a quanto pare: tempi e luoghi e riferimenti...

    Certo che gugl è prudentissimo. Sapesse che ricerche fanno su google certi fringuelli che arrivano sul mio blog (galeotto fu il titolo di un post: è sempre lì in testa e temo che non sarà mai scalzato).
    a presto,
    gennaro

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  14. Ciao a tutti, sono Daniela Monreale, grande amica di Fabrizio, co-autrice di "corpo a corpo" nonchè autrice della foto pubblicata. Difficile trovare parole che possano sintetizzare la singolarità di Fabrizio, letteraria e, sopratutto, umana: un portento, un dono della natura. La sua poesia è una sferzata d'aria fresca, uno schiaffo di gioia, un giro di giostra. Lui attraversa la parola con un coltello, un punteruolo, un trapano, vi attraversa e gioca con lo strappo, come Lucio Fontana va e viene da e oltre lo spazio. Gioca come un bambino, vuole mordere e toccare la vita. E ci riesce benissimo, riesce benissimo anche a mordere e toccare l'anima. Bravo, carissimo, un abbraccio forte! Daniela

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  15. Fabrizio, mi pare che continui a raccogliere note positive.

    uno psicoanalista ci troverebbe l'indole sadica e credo che non si sbaglierebbe, ma la poesia - di solito - non è debitrice soltanto del rimosso dell'autore (per fortuna :-)

    Ciao Gennaro, sono prudentissimo, è vero: da quando ho pubblicato poeti senza censure.

    un benvenuta a Daniela e alla sua lettura originale dell'opera di Fabrizio.

    gugl

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  16. quando leggo le poesie di fabrizio penso spesso che non le può aver scritte quell'ometto elegante con la barba bianca da grande saggio... :-)
    e le trovo ditruttive e vitali, allo stesso tempo.
    s.

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  17. Le poesie presentate dal gugl non mi sembrano granche' e i commenti esagerano (chiedo a chi ha commentato: davvero credete che leggendo quelle tre poesie si possa parlare nei vostri termini?); pero' "afasia" e' un gran bel testo, al quale leverei i versicoli "cerco disperatamente /
    senso e scopo", "di cemento" e "cupio dissolvi" per renderlo ancora migliore. ---GiusCo---

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  18. Tirato (tra gli altri) in causa...

    1) No, non sulla base di quelle tre sole poesie (almeno per quanto mi riguarda).
    2) Afasia l'ho ricordata (e sollecitata) proprio io. E risale a tanto tempo fa, e cioè a quando, con ogni probabilità, l'ingegnere, non fosse altro che per fatto anagrafico, ancora non si occupava di poesia.
    Le mie valutazioni (ma non solo le mie, credo di poter dire) si basano pertanto su una conoscenza non superficiale dell'autore.

    E' sempre la solita storia (e lo dico col sorriso, anche se un po' amaro, e pertanto Cornacchia non me ne voglia): mille, diecimila giovani cultori della materia che affollano il web con fare un po' sentenzioso e a volte scarsamente umile, cioè dimentichi del fatto di non essere i soli al mondo e che tanti, ma proprio tanti, di acqua sotto i ponti - della poesia e di quant'altro - ne hanno vista scorrere ben più di loro. Ciò detto, senza alcuna voglia di polemizzare o risultare in qualche modo irriguardoso. Solo una constatazione, io restando - ovviamente - fallibilissimo.
    gennaro

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  19. gennaro, tranquillo, discutiamo dei testi proposti dal gugl; se ogni considerazione viene vissuta come un attentato all'esperienza, sebbene l'esperienza conti abbastanza poco in fatti di arte, siamo a posto. e' la prima volta che leggo fabrizio bianchi e pongo legittime questioni. stai bene. ---GiusCo---

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  20. ben vengano le osservazioni critiche; meglio se motivate.

    gugl

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  21. per dirla ... tutta, sono GAME OVER.
    Sono stesa, per effetto e dinamismo. E' poesia che non solo cammina, ma spara, cade e si rialza.
    straordinaria!!!!!!

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  22. E io chi sono per poter parlare delle poesie di Fabrizio Bianchi che, leggo, ha un curriculum di tutto rispetto ed è direttore editoriale delle voci della luna? son io, la solita lettrice impreparata e sconclusionata che non conosce l'intera opera dell'autore e che ha letto solo queste poesie che sono qui pubblicate e così di queste parla. sono poesie ben poco liriche, e questo è facile da capire, sono poesie chiaramente riconoscibili, nel senso che se mi capiterà di leggerne altre dirò: senza dubbio queste sono di fabrizio bianchi che lessi nel blog di gugl! mi pare sia importante la riconoscibilità della voce e del verso in un panorama in cui ogni foglia è uguale all'altra, se in un giardino monotono di rose e gigli spiccano le spine e i rovi, se in un giardino tondeggiante spiccano gli angoli e le punte, queste balzano agli occhi e alle orecchie, quindi non solo per le parentesi quadre ma per gli spigoli e per la sarcastica e ironica ribellione alle nevrosi da videogioco, la nostra vita non lo è, essa è una e irripetibile, non ci sarà data un’altra possibilità, basta lara di sparare e spogliati, e direi che c’ha ragione. C’è un gioco terribile che per fortuna non hanno dato il permesso di vendere in italia in cui vince chi seppellisce viva la bambina. Le coccinelle sembrano di plastica e il tamagotchi sembra vero, e fanno pena questi vecchi poeti semidefunti. ciao stefano, sono tornata. antonella

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  23. cara Antonella, mi pare che cogli nel segno: se la voce è riconoscibile, va ascoltata, interrogata, le si lascia il tempo per la risposta.

    Ciao Francesca, spero tu sia game over dopo la lettura delle poesie, non per le giornate di lavoro e il caldo.

    gugl

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  24. beh, per la poesia, s'intende.

    anche se il lavoro e lo stress e il caldo , a dirla tutta, mi devastano. ma in altra e lacerante maniera.

    non così, con questo poeta, che mi sublima!
    :-)

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  25. Cornacchia, chi era costui? Confesso questo atteggiamento iniziale da piccolo donabbondio di provincia alle prese con un mare magnum mai percorso. Subito corretto in un deferente: Ingegnere nucleare? Maneggiare con cura! Poi subito deliziato e perso nella full-immersion di un’intera notte nei ricchissimi meandri di Nabanassar [mastro di porta assiro -così mi piace immaginarlo- dalle sapienze inimmaginabili e rivelatorie di mondi / universi paralleli assolutamente insospettati]. Così chiedo scusa per la latitanza ai limiti della scorrettezza: ma sono rientrato praticamente ieri mattina trovandomi in un mare di lavoro arretrato e stanotte mi sono poi disperso in lettura tra le stimolanti stringhe poetiche, un discorso sulla microeditoria che mi ha coinvolto tantissimo, l’esilarante antologia di sole biografie di Nabanassão, l’intervento provocatorio su Termoli [ma quella foto terrificante eppure così realistica di Cucchi non ti salva proprio la vita..] e tanti interventi e contributi tutti, ma proprio tutti in qualche modo rimarchevoli. Oggi ero un po’ rincoglionito sul lavoro, ma soddisfatto: trovare ancora degli entusiasmi è la caccia che mi accende di più. Sono quindi gratissimo a Giuseppe e al suo intervento che mi ha aperto gli occhi su qualcosa che valeva la pena di conoscere (e da oggi di frequentare). Per il resto, ha perfettamente ragione: sono solo tre testicoli/poesiole che non cambieranno certo il mondo [questo l’ha già detto qualcuna..]. Mi meraviglio, anzi, anche in questa pochezza, di non aver avuto commenti ben più feroci: di solito quello che scrivo [con l’unica costante un po’ offensiva che tutti si aspettano qualcuno di età molto più giovane] suscita o un’incondizionata accettazione/ammirazione o un odio incontenibile che arriva agli insulti. Recentemente a un premio che prevedeva l’apertura in diretta delle buste dei voti della giuria (senza quindi un incontro/scontro preliminare tra giurati) mi sono piazzato esattamente nel mezzo del gruppo dei finalisti. Con una particolarità, però: sempre col massimo dei voti o con il minimo: un giudizio netto e secchissimo. O quello che scrivo piace, o è considerato una vera merda, indegna del minimo valore lirico/poetico. Pazienza, è il mio karma. Ci sono abituato. Ormai non cambio più di certo. Il mio ego trova invece piacevolissimi i commenti positivi, soprattutto, ovviamente, quelli di tutte le belledonne [scusami, Gennaro, è un tuo limite, quello di non farne parte. Invalicabile, temo. Ma apprezzo molto lo stesso.] che circolano su questo e sull’omonimo blog. Mi fanno sentire in qualche modo amato, e ricambio con tutto il cuore. Mi piacerebbe che questi contatti sicuramente positivi, di cui ringrazio moltissimo Gugl [che continuo a leggere all’italiana, e ne esce qualcosa di molto simile a Google], non finissero qui. Ma non conoscendo usi e costumi, non so se sia lecito pubblicare la mia mail, o invece importunare poi singolarmente gli intervenuti, senza fare la figura dell’invadente rompipalle. Mi piacerebbe tanto poter parlare con GiusCo di un paio di cose che mi stanno a cuore, sollecitate da quanto ho letto su Nabanassar. E mandargli un paio di libri -non miei- che vorrei almeno avesse tra le mani, sfogliasse. A presto, spero. Magari si può continuare anche qui.
    Fabrizio Bianchi

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  26. Caro Fabrizio, hai colto lo spirito celeste del blog: dialogare senza pomposità e creare i presupposti per relazioni (culturali) feconde.

    Giuseppe è un uomo rigoroso: te ne sei accorto entrando in nabanassar, che è un sito del quale mi onoro d'essere stato collaboratore per più di un anno.

    un caro saluto
    gugl

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  27. bianchi l'ho conosciuto a bazzano ma sono state queste le prime poesie sue lette per me.
    quando avrò la testa più tranquilla cercherò meglio perchè vedo che la sua ironia/parola è parecchio tagliente e devo dire m'attira.
    complimenti!

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  28. Fabrizio, la tua signorilita' va oltre la dialettica da blog e quella testi / lettori. Credo che il gugl abbia la mia mail, per cui potrebbe passartela e metterci in contatto. A presto. ---GiusCo---

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  29. Fabrizio scrive:
    Il mio ego trova invece piacevolissimi i commenti positivi, soprattutto, ovviamente, quelli di tutte le belledonne
    io rispondo:
    Grazie e sorrido. antonella

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