martedì 26 settembre 2006

Victor Cavallo


(Nato nel 1947 a Roma, Vittorio Vitolo (in arte Victor Cavallo), frequentò il teatro underground romano della fine degli anni sessanta, specializzandosi in ruoli da proletario e marginale. Lavorò con Pasolini (Un delitto italiano), ma anche in films di cassetta come Grandi magazzini di Castellano & Pipolo. Partecipò anche alla fiction televisiva La piovra. E' morto a Roma il 21 gennaio 2000.
Gli amici lo sanno: Victor è stato anche un poeta, di quelli che riescono a togliere lo schermo che separa la lingua dalla realtà, per restituirci quest'ultima nella sua cruda poeticità. Per farlo, bisogna starci dentro, esserne impastati/impestati, e non si può fingere.


Ce n'ho abbastanza


ce n'ho abbastanza per comprarmi una bottiglia di vodka
un chilo di arance un amburg il pane tondo una birra
un pacchetto di marlboro.
E poi mangio l'amburg col pane tondo tostato e
bevo la birra e fumo la marlboro e poi spremo due
arance con la vodka.
E poi esco e incontro la più grande figa della mia
vita con gli occhi verdi e le ciglia nere e la bocca
rossa e le mani nervose e decidiamo cazzo di non
fare nessun film di non scrivere nessuna stronzata di non recitare
nessuna cagata e di non andare in campagna
e di non occuparci della casa né della merda né dei
capelli né dei comunisti.
Io butto nel fiume il trench di mio fratello
io compro i biglietti per la partita roma-river plate
io raccolgo gli occhi nella spazzatura
io accompagno mio figlio nel paradiso totale
senza nessun pericolo né gas né elettricità né politica
né bicchieri né coltelli né stanze di pavimento.
E lei scompare come le ore e appare come le ore
e me ne frego della pensione e me ne frego di morire
me ne frego dei fascisti e dovunque mi sdraio sogno
e ho sempre voglia di baciarla e gli alberi
respirano e le nuvole di merda si spaccano
e da dentro partono razzi luminosi
e dovunque sono vivo e non ho nessuna paura
né dei rinoceronti né dei serpenti né degli appuntamenti
e butto via l'elmetto e esco dalla trincea delle spalle di piombo
e mando affanculo tutti gli stronzi cagacazzi della terra
e grido come un'arancia stellare
e viaggio nella luce dell'ananas e cago cicche d'oro
sulla faccia dei nazi-igienisti maledetti
puliscicessi. Buttare via il tempo della vita
a lucidare i bidè e conservare i bicchieri
e sorridersi a culo sbarrato e invecchiare
come i più stronzi prima di noi.
Maledetti cagoni falsi e vigliacconi.
Lei apparirà. Bruciando i tampax dell'anima sanguinante.
apparirà con gli occhi verdi e ciglia nere e bocca rossa
anima luminosa come arcobaleno puro
radice che spiega con tutta la chiarezza perché questa merda è merda
e finirò di vivere la vita con la paura di vivere la vita.


Incontro a Castelporziano


Mia cara fica
lucciola lanterna cicala stella nuvola sogno papavero orzata
fica
ti scrivo dalla garbatella dove passeggiavo con una maglietta
gialla e il cielo era pieno di rondini. Ma era verso sera e
all'epoca della prospettiva Nevskji.
Mia adorata sono stanco e ho bisogno dei tuoi capelli
e delle canzoni dell'estate 1979 e di una campagna acquisti
che mi ridia speranze di coppa Uefa.
Com'era atroce l'inverno sull'orlo della serie B!
Mia cara fica
non credo a niente
i prezzi del pane e del latte sono troppo alti
e il campo di bocce del forlanini è pieno d'immondizia
e i giardini di piazza S.Eurosia pieni di vetri rotti e cacche di volpini
e tutti quegli stronzi in giro
e lisa gastoni che m'ignora
e la rivoluzione che bestemmia sulla pista assolata del rock and roll.
Ti amo. e se tu non me la darai mi ucciderò con una overdose.
I can get no satisfaction
e sono io nel merdoso cimitero degli specchi
a vegliare la fica in equilibrio tra le stronzate
io tra gli stanchi bagnanti notturni che recitano michelangelo
e le pompinare americane che mordono i gondolieri
e l'1 a 0 di trevor francis al bar della fenice e gli angeli
e questo angolo di piscio dove m'inculo il mondo.
Mia cara fica
spero d'incontrarti sulla spiaggia di castel porziano.
io ti incontrerò perché tu emani luce ultrarealistica
e tu mi riconoscerai perché indosserò profonde occhiaie e
una collanina azzurra. Fuggiremo lontano dal vietnam
verso la divina pietralata. verso la tuscolana pazza e disperata.

29 commenti:

  1. scusate, ma la poesia può essere political correct?

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  2. chi se ne frega. sono bellissime, grazie.
    grace

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  3. mi fa piacere che sia una donna ad apprezzarle.

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  4. sembrano genuine. sono rabbiose, crude, sono un rutto, sono un pugno nello stomaco della grassa vita, sono un pezzo di tom waits tra i più strampalati, che ti entra con prepotenza nella carne, sono bukowski che puzza come un caprone dopo una notte d'amore.
    "Ah questo cuore che sale le scale degli ospedali che gira a Porta Portese
    che vomita chiama tace come un cane bastonato come una gabbietta vuota
    e grida come un gommone rovesciato.
    Mi sento povero di occhi."
    ...
    "...Sì il passato è una rottura di cazzo ma il futuro è ancora più stronzo.

    E almeno nel passato ci sei stata tu.
    "

    grazie ancora, gugl, per avermelo fatto conoscere.

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  5. questo è parlare! però m'è dispiacito che sia morto. quando morirò mi metterai anche a me una poesia nel tuo blog? :-)) spero di sì. ciao a.

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  6. è difficile trovare la strada e la consapevolezza, il talento e l'esperienza dell'ombra tutte dentro la stessa persona.

    Spero che intervenga Paola F. Febbraro amicissima di Victor e che ha curato "Ecchime", suo libro postumo.

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  7. anto, ti pare che stia inserendo troppi autori "già stati"?
    in ogni caso, tu sei "già stata" qui, quindi non sperarci troppo :-))))
    E poi io ti devo ancora conoscere di persona, quindi nessuno scherzetto eh!

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  8. ah già è vero, ma vuoi mettere l'effetto di una poesia postuma? magari salta fuori che sapevo scrivere davvero :-))) le poesie di Victor mi sono piaciute veramente, trovo questo versi ultrapoetici
    " Io butto nel fiume il trench di mio fratello
    io compro i biglietti per la partita roma-river plate
    io raccolgo gli occhi nella spazzatura
    io accompagno mio figlio nel paradiso totale
    senza nessun pericolo né gas né elettricità né politica
    né bicchieri né coltelli né stanze di pavimento.
    E lei scompare come le ore e appare come le ore"
    era un finto duro, anima sensibile, molto. come è morto? si sa? a.

    ps. quando scendi?

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  9. Ho sempre amato Vittorio come persona e come poeta anche se le sue cose non le definerei proprio poesie ma vivaddio! Ce ne fossero di poeti con l'aureola di carne e sangue e spine come lui! Il political correct mi ha rotto il cazzo! :o))
    pepe

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  10. beh, le occhiaie effettivamente ce l'ha. Un po' cinico Bukowsky, un po' Pasolini degradato, ma eterosessuale. Non mi piace il modo con cui apostrofa le donne, mi rovina l'intero testo: meglio un impotente che un rampante, in questioni sessuali odierne. Questa baldanza maschile è francamente inattuale. Oltre a questo, potrebbe anche piacermi.(e.)

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  11. Erminia, tu potresti essere a tuo agio in un amore lesbo :D

    un caro saluto

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  12. a mio agio con un uomo principesco. le donne mi sono simpatuche ma non le desidero.

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  13. ma Voc, parlando di te...che ci racconti tu, che sei così "soft", in fatto d'amore(i)? (e.)

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  14. secondo me è sbagliato paragonare la poesia di Cavallo a questo e quello. Credo che lui ne avesse abbastanza per fare i conti solo con se stesso.

    riguardo alla "fica", credo che la questione meriterebbe uno studio serio. ancor più se riferita all'uso (linguistico e disperato) che ne fa Cavallo. Credo che convenga uscire dalla biografia, per cercarne un valore che rinvii alla promessa di salvazione che ogni terra fertile può dare a chi vive nel deserto.

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  15. intendo: fica come allegoria dell'altrove; sesso come momentanea sospensione dall'inferno.

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  16. sì, emana luce ultrarealistica. a.

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  17. ma dai, Stefano, che utopista, idealista che sei ...
    :)
    ! il sesso E' l'inferno, non l'uscita dall'inferno! è perfettamente parte dell'inferno....ed il tirpiloquio sessuale lo decretano tale, ancor di più.

    Io credo che i poeti che lo descrivano fuori dal mondo siano dei sentimentali...

    Mai sono stata d'accordo sul fatto che il sesso sia salvifico: è danno, invece....e danna, da queste parti.(erminia)

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  18. correggi typo: volevo dire "i turpiloqui sessuali" (erminia)

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  19. ma come non attribuirgli debiti o fare paragoni: è così derivativo!
    mi dispiace sia morto, e in qualche senso, come ho detto, potrebbe anche piacermi, ma come "falso"; sinceramente vedo relativa originalità. (e.)

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  20. Sei grande Stefano, come l'hai scovato?. Per me è stata una grande sorpresa. Mi unisco al coro degli altri: poesie crudelmente vitali. Come attore non mi ha mai colpito. Non avrei mai immaginato però che avesse talento poetico.
    Sorpreso, anche per la sua morte.
    Ciao,
    R.
    e bravo ancora Stefano.

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  21. cara erminia, non credo che l'autore si sia posto il problema di essere originale e nemmeno quello di piacere ad un pubblico o ad una ragazza. Ha ristretto l'orizzonte entro due zolle, come direbbe verga, e l'ha fatto germogliare, tutti qui. che poi, dentro questo orizzonte ci sia una visione maschilista della donna, può essere.

    Caro Red, questo poeta me l'ha fatto conoscere Paola F. Febbraro, sua amica e che ha curato la pubblicazione di "Ecchime". anche lei è molto brava. vive a roma, magari la conosci già.


    riporto una sua e mail (non indirizzata a me e che è in rete); "dico a te stasera così ... che la potenza di victor in tutto:
    come uomo come amico come attore poeta e scrittore è anche nella sua assoluta non volgarità, come faceva non lo so ma (per me) non era mai volgare: odiava la volgarità, la "maleducazione". ha gridato in un suo spettacolo con le vene al collo gonfie di rabbia e d'amore: o dolcezza o mitezza prima umana massima virtù!!! questo uno dei suoi gridi. "l'autore è uno stronzo ipersensibile che lacrimava su gentilezze fantasticate..." e 'amava', se non adorava, la poesia italiana!!!!)
    ciao a domani
    paola ff
    22 gennaio 2003"

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  22. uomo italiano depresso e disperato davanti ad un piatto di spaghetti ad una trattoria con un'espressione sfatta, disfatta, afflitto da occhiaie: come non vorrei che fosse questa immagine l'immagine così "quintessential" del maschio italiano. Non c'è quasi nulla di questo stereotipo di uomo che apprezzo. A stento lo sopporto a livello antropologico. Ma è ingiusto perchè giudico solo l'immagine. La poesia ripeto potrebbe anche piacermi. Tendo a sostituire figa con cazzo. Penso sempre che un maschio che imbruttisca il sesso femminile sia tendenzialmente teso verso l'identico a sé.

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  23. la foto non deve trarti in inganno erminia. anch'io, davanti ad un piatto di spaghetti, in certe ore della notte, ho un'espressione poco solare. ma non per questo sono un cattivo ragazzo :-)

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  24. avendolo conosciuto di persona posso dire che Victor aveva un'alta e profonda considerazione delle donne, ne era sempre incuriosito e affascinato. Per lui il sesso era pura energia 'umana' potente e dolce insieme. Queste due poesie risalgono agli anni '70. La prima scritta a ridosso di uno dei suoi spettacoli teatrali (era un attore teatrale eccezionale) e lì recitata la seconda durante il Festival di poesia di Castelporziano ad Ostia. Ringrazio Stefano per averlo fatto conoscere a chi non lo conosceva e invito chi vuole ad andare nel sito a lui dedicato http://www.activitaly.it/victor/index.htm. E forse si può ancora trovare il libro 'Ecchime' edito da Stampa Alternativa ordinandolo in qualche libreria. E un grazie ancora a stefano per le sue parole così 'precise'.

    Paola Febbraro

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  25. grazie a te paola per l'intervento.

    quando puoi, passa di qua.

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  26. Su questo blog, rivolgo il mio saluto commosso a Paola Febbraro che ho avuto la fortuna di conoscere e che ha raggiunto per sempre il suo caro amico Victor.

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  27. e grido come un'arancia stellare
    e viaggio nella luce dell'ananas e cago cicche d'oro


    lei apparirà...
    Lei apparirà. Bruciando i tampax dell'anima sanguinante.
    apparirà con gli occhi verdi e ciglia nere e bocca rossa
    anima luminosa come arcobaleno puro
    radice che spiega con tutta la chiarezza perché questa merda è merda
    e finirò di vivere la vita con la paura di vivere la vita.


    E già qui, questa lei, è tutto fuorchè una donna, oppure non è una sola donna, ma una divinità che sta anche oltre,capace di dire cosa sia questa vita, anche quando non è assolutamente apprezzabile, e dà un senso alla vita, le toglie l'orrore della paura che ci inculcano con la cultura, costruita con tutte le taglie che a lei, alla vita che ti seduce, le si mettono in corpo facendole diventare le nostre tagliole.

    Credo che Victor nell'essere diretto, dica tutto ciò che un comune mortale tocca ogni giorno, e non ha tempo per elucubrare, per disquisire, per girare intorno al buco dell'ano in cui tutti e tutto lo sbattono, dentro e fuori, fuori dall'agio, che si riduce di misura a pochissime cose e s'innalza al frutto benedetto di quella grandiosa fica che genera lusso, piacere e mai rimpianto per aver perso tutto, fuorché l'incontro, in quel magico minuscolo palazzo in cui sta il globo e dentro quello l'occhio, più ricco, consapevole di cosa sia essere eredi di una donna, sempre, e starle intorno e bassi, all'altezza delle ginoccchia o addirittura proni, non p(ad)roni, perché intorno il mondo è solo un modo per sentirsi morti.C'è molto dentro questo falso linguaggio tutto un mondo ne resta sbocc(i)ato. f.f.

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