Inizia con questo post la collaborazione di Ramona Ciucani a Blanc de ta nuque. Collaborazione preziosa e che si affianca, sul piano della lingua araba, a quella che Anila Resuli svolge per la poesia albanese contemporanea.
Credo sia importante, in un periodo dove la guerra sembra l'unico codice sopravvissuto in molti Paesi del sud, tenere vivo il canto dei poeti, il loro codice davvero straniero, davvero in grado di testimoniare la civiltà di un popolo.
I testi del poeta iracheno Ali Ja‘afar al-‘Allaq, qui tradotti per la prima volta in italiano, sono pubblicati sulla rivista palestinese al-Karmel (2006, n. 88/89 estate-autunno, pp. 138-44. http://www.alkarmel.org/) diretta da uno dei maggiori poeti arabi contemporanei: Mahmud Darwish.
L’anno nuovo
Segugi i suoi giorni,
trafelati mi scorrono addosso, che giorno è?
Che anno è?
Poi,
ubriaco me ne vado,
mantello e sconfitte sulle spalle.
Come chi è andato e tornato?
...Come chi ha sciupato due beni al contempo?
...Senza incontrare il proprio esilio nell’esilio,
...né la propria patria?
Chi è la preda? Chi il cacciatore?
I secoli mi hanno attraversato leggeri?
O forse un anno è come una tartaruga
insanguinata? Come mille
...anni?
[Tit. orig. al-Sanah al-jadidah]
L’ultimo dialogo
Inquieto lo osservavo.
........Prendeva a braccetto la sua solitudine
........e camminava…
Che notte sarebbe arrivata?
Quali esiti gli avrebbe provocato?
Lo seguivo mentre partiva per sogni
letali, mi scrutava: io
........fermo tra due dolori…
i nostri giorni frantumavano
........il nero carbone;
gli domandavo: è il dialogo dell’inizio, amico mio,
........o quello finale?
Sollevava il bastone
alle nuvole, passava infranto
chiedendomi: mio tenero infranto,
.......ti sei stancato di camminare come me,
.......o inganno era il tuo sogno
.......d’acqua, mio infranto?
[Tit. orig. al-Hiwar al-akhir]
Hammurabi
Dove vai? Ogni vento
s’è placato, e ogni notte
è arrivata al suo termine
Eccoti,
voglio dire: chi sei?
................Un vecchio che fissa il pozzo
................dei suoi giorni, poi si alza:
.............................lo guida
................la luce delle bare o lo scroscio acclamante
................delle acque?
Eccoti,
voglio dire: cosa sei?
................Un carro armato che vomita
................teso presso l’obelisco,
................e fiuta con le unghie nere
.................................l’inchiostro dell’idolo…
Poesia famigliare
Quando l’autunno mi predisponeva
alla sua amicizia, gli ho detto:
..................eccole arrivano con le nuvole,
..................cariche di frutti, elargisci dunque in abbondanza i tuoi doni.
..................Entrambe
..................ripartiranno le nuvole delle loro mani sui
..................miei scritti, o sulla
..................mia solitudine futura,
..................così gli ho detto…
Le poesie s’innalzano dolenti,
e le pernici volano, caldi
fazzoletti, sui monti.
Così
...............il contrario esce dal suo contrario:
...............una tigre splende come allodola
...............o gazzella,
mentre io vacillo, cedendo
ancora agli sciami della mia rima,
le mie due figlie arrivano calde con le nuvole
e la rima:
una stagione per la nostalgia e per la vigoria.
Eccole: pioggia
..............è scoppiata in due nuvole.
Eccomi: resti ubriachi,
..............d’un tratto, come il tatuaggio delle mani
..............e pernici ubriache che si dileguano,
..............la mia nostalgia le ha riempite entrambe…
.....................................................entrambe….
[Tit. orig. Qasidah ‘a’iliyyah]
La poesia
Come una femmina avverte
l’inizio della pioggia, o un ramo
si distende, adagio,
.........................nell’oscurità
così…
...o maga babilonese,
......hai accettato: dei e folli
..............che concordano su di un vino
..............maturato ai bordi
..............................della parola…
[Tit. orig. al-Qasidah]
Popolo
Popolo
d’angoscia insanguinata: oppresso
dalla propria vita. La devastazione lo chiama, ha
una pazzia al giorno, quella è la sua saggezza:
...........................lo solleva la fame
...........................o, piuttosto, il malcontento.
È un monito?
Non capisco. Letali fantasie
lo spingono avanti? Ha
una stella che lo illumina senza fatica?
...................Ha cenere,
............................memoria,
.....................................o scintille?
………………………..
Nel suo spirito cresce
sabbia o pioggia?
[Tit. orig. Sha‘ab]
‘Ali Ja‘afar al-‘Allaq è nato in Iraq, si è laureato a Baghdad nel 1973 e nel 1984 ha conseguito il Dottorato in Critica e letteratura moderna in Gran Bretagna. Ha insegnato nelle università di Iraq, Yemen ed Emirati Arabi. È stato capo-redattore delle riviste irachene al-Aqlam e al-Thiqafah al-‘ajnabiyyah e consigliere del Direttore dei Teatri e delle arti popolari in Iraq. È stato membro dell’Unione degli scrittori arabi, dell’Unione degli scrittori iracheni e dell’Associazione di critica letteraria irachena. Numerosi sono i suoi contributi critici e le sue pubblicazioni in arabo e in inglese; tra le raccolte di poesia ricordiamo: Watan li-tuyur al-ma’a [Patria per uccelli d’acqua, Bagdad 1975], Shajar al-‘ai’lah [Albero di famiglia, Bagdad 1979], Fakihat al-madi [Il frutto del passato, Bagdad 1987], Ayyam Adam [I giorni di Adamo, Bagdad 1993] e una silloge tradotta in inglese Poems (1988). Il più autorevole supplemento letterario arabo al-Ahram Weekly On-line (17-23 April 2003, n. 634) ha detto di lui:
“… appartiene alla seconda generazione di pionieri della poesia araba moderna, sull’onda di Nazik al-Mala’ika, ‘Abdel-Wahab al-Bayyati e Badr Shaker al-Sayyab. La sua poesia testimonia la trasformazione di una voce nazionale orientata a esprimere e sperimentare i temi dell’esistenza individuale...”.
Ramona Ciucani è nata a Macerata e si è laureata in Lingua e letteratura araba a Venezia. Sta terminando la traduzione del romanzo Il gioco dell’oblio (Mesogea) dello scrittore marocchino Muhammad Barrada.








