giovedì 15 giugno 2006

je est un autre


Dopo la gita fuoriporta di ieri, a visitare l'innocenza postmoderna, gemmata a tuttopunto e con il napalm tra i riccioli, oggi vi faccio un regalino, postàndomi. Non è narcisismo, bensì un gioco senza premi, ma bello, ma buono: bisogna infatti riconoscere chi è l'autre, visto che il je va dato inesorabilmente per disperso. Buon divertimento:-)

39 commenti:

  1. mi ricorda la maschera di ferro, ma questa è di cartone. il poeta si trova sempre dietro una carta, o un bit...ed è sempre l'autre:-)

    RispondiElimina
  2. già: il foglio di carta o elettronico sono la maschera del poeta.

    perché non tenti di indovinare gli autori?

    RispondiElimina
  3. una precisazione: che l'io sia dato per disperso è, naturalmente, una boutade; piuttosto sarebbe meglio dire, che l'io (ex sovrano dispotico) ha finalmente trovato i suoi fratelli, liberando le sue energie al dialogo anziché al comando

    RispondiElimina
  4. intendi Sanguineti, Proust, Pavese ecc. ecc.?:-)

    RispondiElimina
  5. Ma il verso non recitava "je suis un autre"? Non so un piffero di francese, ma anche se lo conoscessi le tue allusioni, i tuoi cambi di prospettiva, mi rimarrebbero comunque oscuri e difficilmente afferrabili :)
    Bisogna indovinare le facce alle tue spalle?
    Ciao
    Simone

    RispondiElimina
  6. rimbaud: "Je est un altre. Tant pis pour le bois qui se trouve violon" (lettera a G. Izambard del 13 maggio 1871): tanto peggio per il legno che si trova violino!
    Simone, ma se sono limpido come ogni lago che si rispetti, e tu?:-)

    sì, indovinare i poeti (ma non è obbligatorio:-)

    RispondiElimina
  7. fabry: difficile riconoscerli tutti:-)

    RispondiElimina
  8. Sì, sapevo fosse Rimbaud, ma mi risulta "suis" e non "est". Vaabè.
    Le facce dei poeti non mi dicono nulla; per autoconvincermi ho tolto tutti gli specchi in casa mia :)

    RispondiElimina
  9. Stefano, io ho imparato a diffidare dai laghi limacciosi; solitamente sono stagni poco profondi :)
    Serve ancora esercizio però.
    Ciao

    RispondiElimina
  10. già Simone, ci vuole molto esercizio e sangue freddo per guardarsi dentro.

    il testo di rimbaud ce l'ho davanti in francese, fa proprio "est" (come l'io terza persona di cui qualcuno a scritto:-)

    RispondiElimina
  11. "ha scritto", ma si sa che io dovrebbe...

    RispondiElimina
  12. Rituccia, perchè ...:)? (conosci per caso questa foto ...:)?

    per la cronaca: scattata a casa mia nel 1990, quando - con la band - stavamo facendo una serie di foto per la copertina di un disco, che poi non si fece. nè la copertina nè il disco.

    Eravamo giovani:-))))

    RispondiElimina
  13. chi sono questi fratelli dell'io? sono dentro assieme all'io o sono fuori? sono gli io degli altri? l'io dell'altro può entrare in contatto con me? io posso essere altro? dacci un aiutino ste :-) a.

    RispondiElimina
  14. la foto alle spalle mi sembra d'averla vista in un blog che tratta di poesia e letteratura

    la maschera ha un collo favoloso, persino erotico direi :)

    RispondiElimina
  15. stefano è chiaro che sei tu e non sei tu! a chi vuoi sfottere!? :D

    RispondiElimina
  16. oggi darò la soluzione, anche se nessuno ha voluto partecipare al quiz. Lo so che se mettevo lazzi e bijou avreste partecipato tutti, indovinando; ma tant'è.

    Ali, come sai io sono del toro, ed il collo è il loro punto forte (o debole, dipende dai punti di vista).

    Voc, cominci anche tu a partlare per enigmi? Dopo l'Amleto sei passato all'Edipo re?:-)

    RispondiElimina
  17. Anto, pensa all'io come a 'molti in dialogo fra loro', un dialogo sempre in tensione, conflittuale ma non così tanto da impedirgli di fare delle scelte, un io-molti che dialoga per conoscersi, ma che non riuscirà mai a farlo completamente, perchè 'conoscersi' implicherebbe uscire dal dialogo, osservarsi da fuori: cosa impossibile.

    RispondiElimina
  18. se la conosco?
    Altrochè...infondo la ritenevo mia...

    RispondiElimina
  19. gugl, non per contraddirti e nemmeno per compiacerti (sono proprio strano ultimamente!) ma le mie ultime letture "drammatiche" sono state Edipo Re e Edipo a colono di Sofocle (giuro che non sto scherzando)

    RispondiElimina
  20. anch'io ho tutti questi io in dialogo fra loro? è questa dunque la ragione dei miei casini interni? mi fanno dentro un baccano pazzesco :-) a.

    RispondiElimina
  21. rita, in effetti la foto eravo volata via onda da te già da un pezzo, ma tu tardavi a metterla in moto:-)))

    Voc: Edipo re l'ho letto in classe integralmente con i mei pargoli sedicenni, anche se il programma ministeriale non lo prevedeva, mentre l'Amleto e La locandiera li ho letti con i diciassettenni: ho fatto bene? Ora dovrò decidere cosa leggere insieme per il loro diciottesimo compleanno: pensavo Ibsen o Pirandello; che dici?

    Anto, l'io fa rumore quando ha seccato il grasso fra gli ingranaggi; e il grasso si secca quando l'io pone troppa attenzione a se stesso, cercando di far ignorare gli altri fratelli :-).In verità l'io è una metafora.

    RispondiElimina
  22. certo è una metafora. ma sono i fratelli che fanno baccano, l'io è morto e sepolto, ora i fratelli litigano tutti per l'eredità. senti non mi chiedere cosa voglio dire perchè non lo neppure io, è uno dei fratelli che parla al posto mio. sorrisooooo a.

    RispondiElimina
  23. :-), quand opensi alla vita devi dire come molly bloom nel finale dell'ulisse.

    RispondiElimina
  24. se si guarda un'immagine come questaall'improvviso nell'ambito della propria quotidianità allora essa perde quella valenza di mistero, artistica ed erotica che possiede e diventa inquietante

    RispondiElimina
  25. sì, hai ragione. una foto così, adesso, non la rifarei. ma per essere così bisgna essere stato cosà.

    RispondiElimina
  26. gugl, bene per l'omelette :)
    pirandello lo trovo obbligatorio, altrimenti che razza di ultimo anno è? al posto di Ibsen, si può fare Checov? :)
    anche a me fecero leggere Ibsen all'ultimo anno, poi ho letto (e anche visto), anni dopo, Checov e me ne sono un poco innamorato :)

    RispondiElimina
  27. però Casa di bambola mi permette di parlare del denaro ,della famiglia e dell'ipocrisia del buon padre di famiglia nella civiltà borghese; con Checov posso fare altrettanto?

    RispondiElimina
  28. Ho tardato perchè cercavo l'ispirazione più adatta...non volevo sciupare nulla!

    RispondiElimina
  29. quando passi ti, rita, non c'è cosa che sciupi, anzi:-)

    RispondiElimina
  30. gugl, ma cos'hai in questo ultimo periodo? Ti sei addolcito notevolmente (qui).
    La cosa mi fa molto piacere!!!

    RispondiElimina
  31. è che gli ospiti vanno trattati bene (come fai tu del resto)

    e poi con te sono sempre stato gentile:-)))

    RispondiElimina
  32. Quella maschera mi ricorda l'atmosfera onirica e a tratti pirandelliana di uno dei miei films preferiti: "Vanilla Sky".

    RispondiElimina
  33. ...lo so...ed è questo che ti distingue da molti.

    RispondiElimina
  34. Anna, ricorda anche Eyes Wide Shut dove, fra l'altro, c'è Cruise.

    rita:-)

    RispondiElimina
  35. Hai ragione. Anche quest'ultimo fa parte della mia collezione.
    Mi piacerebbe anche vedere "Abre los Ojos", dal quale è stato tratto "Vanilla Sky".

    RispondiElimina
  36. già. vedoche sei appassionata di cinema. tra gli ospiti, il più esperto è Vocativo che, tra l'altro, conosce molto bene l'inglese e il tedesco;

    non credo che passerà di qui, per cui se vuoi conoscerlo ecco il suo blog http://vocativo.splinder.com/

    ciao

    RispondiElimina
  37. Lo sono, anche se non posso certo ritnermi un'esperta in materia.
    Grazie per il link, visiterò il blog di Vocativo al più presto.

    RispondiElimina