
Adam Vaccaro è forse più conosciuto nella veste dell'operatore culturale e per quella sua teoria d'impianto cibernetico-freudiano che egli ha battezzato «adiacenza», parola-valigia fatta con le fibre trine della bottega psicoanalitica (io, es, super-io) e gli assi del sensibile e dell'intelligibile, a organizzare il sistema-uomo e la forma-poesia. La questione è complessa e la si può leggere interamente nel suo Ricerche e forme di adiacenza (Asefi, 2001). «Adiacenza» è anche un «metodo di analisi testuale» che ci chiede di avvicinare l'opera come fosse «un qualunque soggetto diverso da noi», un altro corpo verso cui porsi in relazione biunivoca, ma aperta nel contempo alla comprensione dell'assente, ossia l'autore. In particolare la poesia, egli scrive, è capace di mettere in moto un dialogo virtuoso fra autore, testo e lettore, condensando in essa «un equilibrio di vettori linguistici a risultante ideologica zero, col massimo di libertà e il minimo di strumentalizzazioni reciproche». Più che grado ideologico nullo, invero (e Vaccaro lo spiega immediatamente dopo), meglio parlare di «levità ideologica» inevitabilmente conservata, cui potremmo dare il nome di etica. Certo non leggerò, qui, la piuma e l'artiglio (editoria&spettacolo, 2006), trent'anni di poesia condensati in meno di 150 pagine, applicando rigorosamente il metodo, ma cercherò di tener conto, pur nel minimo spazio a disposizione, delle «tre fondamentali modalità» considerate da Vaccaro, ossia l'«area analitica», quella «affettivo-corporale» e, appunto, l'«etica», che, alle prime due, s'intreccia, senza assumere pregnanza ideologica. Applicando il metodo alle poesie più recenti, le più complesse, ricavo sinteticamente quanto segue: la modalità-Io (area analitica) viene fasciata, alla nascita, dalla mod-Es: la scelta dei verbi strazia spesso la cosa, i sensi esplodono, s'ingraziano emotivamente il riscatto dal presente, che è città feroce, bastonata dalla mod-superìo e descritta (mod-io) quale sistema in cui le tre variabili convivono senza interazione, senza adiacenze. Il paradiso futuro è di piacere (mod-es) come insegna d'Annunzio, mentre il paradiso perduto è il paese d'origine, povero ma autentico (e, perciò stesso, luogo del sacro). Il sistema di valori acquisito nell'infanzia-adolescenza (mod-superìo e, avendo per l'autore una valenza affettiva, mod-es) convive felicemente con le regole nazionali, il patrimonio linguistico-culturale italiano, (ancora mod-superio), mentre entrambi confliggono con la dura legge della selva urbana, sistema non introiettato al quale Vaccaro contrappone il disincanto del proprio sguardo (mod-io), che tuttavia non riesce a tener fuori il giudizio negativo (mod-superìo) e l'uso di una metaforicità votata all'orrido, all'artificio, alla lotta feroce e senza innocenza (mod-es). Conclusioni (spicciole ma sincere): evidente, da quanto affermato sinora, quanto il mod-io sia fuorviato dagli altri due elementi del poetico, a conferma del fatto che la vera poesia, per esserci, miscela l'indebolimento dell'io con l'energia del desiderio e la contaminazione dei modelli culturali. Infatti, come scrive Vaccaro nella premessa al libro, la sua adiacenza si dà nello spazio di una scrittura che coniuga «la sacralità della vita con l'eros» (mod-superìo con mod-es), adottando una gnoseologia (mod-io) non apodittica, bensì offerta al lettore nella mediazione poetica, che ne moltiplica la forza espressiva, persuasiva e fàtica, ma anche la valenza polisemica, problematica, aperta alla pulsione e all'immaginazione (mod-es).
(feroci innocenze e oltre
Guardavamo scannare i maiali
con allegra tranquilla innocenza
lanciavamo stecche appuntite di ombrelli
contro civette crocifisse alle porte
e arrostivamo feroci zoccole finite
disperate in gabbie fischiando
un'uscita cercando da fiamme d'inferno
eppure già (di)versi cantando
.............................m'illumino d'immenso
E nessuno può dire se fu quel piede fondato nella terra e
nel letame che diede una spinta a sogni d'assalto al cielo
o s'aprì in quei primilampi di parole un oltre
......................................................possibile
nel vortice sempre nuovo
............................sempre vecchio di questi decenni
.....................pur avendo già un grido nel cuore
che poi la curva ridiscende
...............................ed è subito sera
BICICLETTE
Frotte di biciclette nel sole annegate
imbiancate tra polvere e sassi arrampicate
sulle colline molisane spietate e ricche
di cicale stordenti in coro ininterrotte
al cigolìo di freni selle e pedivelle
tra ansimi e perle silenti di sudore
Sentenzio sciamando in cima tra sogni
castagni e quercioli col cuore balbettante
nei calzini gridò tra risate e pernacchie
a quell'impasto di luce e fatica un modo
a suo dire d'imparare a sudare le regole
del piacere s'una forma di piacere delle regole
In discesa a testa in giù come siluri dalla guerra
ormai finita al sol dell'avvenire cui nemmeno Sentenzio
sapeva che dire mentre i padri scappavano in cerca
di fortuna e schiavitù a noi sembrava bastare
quella scodella di polvere luce e sassi bianchi
fino a quando
........................ci ritrovammo muti
........................attorno alla testa rossa
scomposta da un invisibile sasso - impietoso sasso
incastonato nel piacere di una nuvola bianca
di calzoni corti e biciclette anni '50
1997
SGUARDI MENTRE
Ora nel parco risuonano tamburi
suoni di savana
.....................mentre da un buco
sboccia una pantegana e sciamanti
ciaccanti gazze giapponesi in posa
a turno zampettano caprette
.........................mentre a lato oltre il
prato e il laghetto stanziano ragazzi bianchi e neri con
catene d'oro pascolano ragazzi con canne e fumi
docili canne al vento che misciano linguaggi e
fumi in similallegrie e cambia come cambia
incurante la vita
...........................mentre guardo guardato
sottecchi da straniero attraversando
l'accampamento in plastica e mucchi
di sacchetti d'una carovana d'occhi scuri
padrona stremata giunta da altre sponde e
deserti a occupare fiera panchine e alberi
che da secoli guardano il Castello
................................mentre arriva
sgommando una pantera
...............................e annusa
cauta rallenta poi si ferma come
strinata a gustare il freddo e il verde
di questo gelido gennaio
.................................mentre cauti
i ragazzi si spostano più in là e io
sono l'Arco della pace esco
recuperando come un po' di libertà
1999
Impasto giusto
Chissà se qualcuno ammora la carità di questi luoghi:
in cento volte mille metri quadrati: una chiesotta scialba-calda,
bei mattoni rossi-novecento, intorno baraccati orti frattati in perfatto
squallieto stile, poi due verdose coppechiuse da campi tennis
quindici gobbetti a tetto di una fabbrichetta
spallati da ciminiera fiera, che s/fuma sullo sfondo della sbiancata
muragliata di case-se.
Come non detto ma c'è proprio tutto.
1979
(scempi e lampi
l'inarrivabile scempio di parole
di questa incapacità di vivere
questo accumulare
solo mucchi di tradimenti
di ogni rischio di sentimenti
questo ridursi a sesso atteso
in quella che si chiama ancora casa
questo ridursi a stracci intrisi
di tristezza sadomaso assetata di male
quanto male quanto male
si dovrà ancora fare prima di trovare
una piccola risposta alla domanda
che mi fai
........ ...come fai come fai
a essere libero di vivere
la sua voce di bambina golosa
bocca di femmina senza denti
vestita di scarponi e corazza da maschio
piena di bava e rabbia
che ogni volta
fa il giro del mondo
in cerca di un modo
di tornare a suonare
come campana librata a pasqua
2002
l'ereditiera
arrivai infine in questo porto
che mi costrinse a fare conti dentro
e fuori del mio orto — ora rinavigo
forse più allegro forse più forte e
la conta delle spese e dei presagi
continuo entro l'acqua delle stelle
eppure già mi basta questo segno
di carta che si svolge
pregno d'ogni sorpresa e unione
di barche avverse alla cantica
fiumana delle cose — l'ereditiera
delle salvezze infine pregherò
come 'l naufrago che si ritrovò
ricco e immenso in ogni cosa
2000
Adam Vaccaro (Bonefro 1940), poeta e critico letterario, vive a Milano dove opera da più di quarant'anni. Ha pubblicato varie raccolte di poesia: La vita nonostante (1978), Strappi e frazioni (1997, prefazione di G. Majorino), La casa sospesa (2003) e la raccolta antologica La piuma e l'artiglio (2006). Tra le pubblicazioni d’arte con artisti: Spazi e tempi del fare (2002, con acrilici di Romolo Calciati e prefazioni di Eleonora Fiorani e Gio Ferri, Studio Karon, Novara), Sontuosi accessi - superbo sole (2003, con disegni di Ibrahim Kodra, Signum edizioni d’arte, Milano), Labirinti e capricci della passione (2005, con acrilici e tecniche miste di Romolo Calciati e prefazione di Mario Lunetta, Milanocosa, Milano). Con Giuliano Zosi e altri musicisti, che hanno scritto brani ispirati da sue poesie, ha realizzato concerti di musica e poesia. Nel campo della critica letteraria ha pubblicato Ricerche e forme di Adiacenza (2001, premio del "Laboratorio delle Arti 2001" di Milano per la saggistica). È tra i saggisti del Gruppo redazionale che ha curato, insieme a Gabriela Fantato, Sotto la superficie. Quaderno di approfondimento sulla poesia contemporanea de La Mosca di Milano (2004. Bocca Editori, Milano). Ha fondato e presiede Milanocosa, Associazione Culturale con cui ha realizzato numerose iniziative, tra queste: Bunker Poetico (2001, in collaborazione con M. N. Rotelli alla 49a Biennale d’Arte di Venezia), la Prima Carovana Nazionale di Poesia e Musica (21-31 marzo 2003), promossa e coordinata con Anna Santoro e Maria Jatosti; evento col patrocinio del presidente della Repubblica e dell’Unesco in corrispondenza della Giornata Mondiale della Poesia (2003). È presente in molti siti on-line e raccolte antologiche e collabora a riviste e giornali con testi poetici e saggi critici.



