domenica 21 maggio 2006

rimbaud

l'infinito rotola bianco dalla nuca alle reni
il mare ingemma fulvo le tue mamme vermiglie

blanc de ta nuque/ à tes mammes vermeilles

15 commenti:

  1. il bianco ed il rosso...
    Passavo di qua casualmente e volevo augurarti un buon inizio di questa avventura!

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  2. sono la prima, bello il blog più belli i versi. li hai scritti tu? ci sono due tre cose molto speciali.

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  3. grazie a tutti e due. ovviamente i versi li ha scritti rimbaud. do you know rimbaud?

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  4. l'idea che il poeta deve farsi veggente, qualche poesia, non molto. :)
    e tu?

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  5. "L'etoile a pleuré rose"
    tra le altre

    "La stella ha pianto rosa"

    La stella ha pianto rosa al cuore delle sue orecchie,
    L'infinito è rotolato bianco dalla tua nuca alle reni
    Il mare è imperlato rosso alle tue mamme vermiglie
    E l'Uomo ha sanguinato nero al tuo fianco sovrano.

    sublime, non trovi?

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  6. sublime è già parola che in rimbaud sta stretta. meglio dire "maledetta".

    cosa significa " e tu"?

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  7. Sono contenta che anche tu abbia creato un blog.
    Bellissimi i versi di Rimbaud --sono un'ammiratrice dei poeti maledetti.

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  8. non volevo aprirlo, ma mi pare che sia divertente, specie se posso parlare in italiano:-)))

    grazie per la visita

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  9. passavo su liberinversi e Massimo mi ha indirizzato da te.Che dirti se non in bocca al lupo e buon lavoro

    Red.


    nb.: ti vedremo sempre meno gironzolare negli altri blog

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  10. e tu? significa che ti chiedevo cosa conosci di Rimbaud, ma letto il post successivo comincio a sospettare che sia conoscenza ampia e approfondita :)
    Ti leggerò con interesse.

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  11. Sublime è parola inadatta Rimbaud, meglio certo maledetta, ma non per questa poesia.
    Questa è sublime.
    Sublime è qualcosa di inarrivabilmente bello.

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  12. sì sublime, significa anche "inarrivabilmente bello". ma per i romantici significava un sentimento che avvcina all'emozione di stare sul cono di un vulcano, godendo e temendo nello stesso tempo.
    credo che rimbaud volesse uscire dal sentire romantico, per raccontare l'ebbrezza di danzare dentro il cono del vulcano.

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  13. grazie red per essere passato. ho le gambe che corrono anch'io: passerò anche sugli altri blog.

    ciao

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