
La seconda natura (LietoColle 2008) di Alessandra Palmigiano pare nascere da una stanza vuota, che l'autrice ordina con ragione, verso dopo verso. Il passo è controllato perché sembra che la catastrofe sia imminente, anzi, sia già innescata dal principio dei tempi. Si tratta solo di aspettare: alla fine, anche il ferro brucia. Anzi: la catastrofe è sotto gli occhi, in ogni cosa che incontri, basta saper guardare. Con quest'orrida premessa, la "stanza magra" viene riempita, ma sono sempre le cose, la prima natura, a reclamare i posti migliori, ad infilarsi con il loro ingombro domestico, i loro rumori di guerra, con i segni della fine visibile in ogni scorcio. All'irruenza del mondo, la Palmigiano cerca di contrapporre la seconda natura ossia la disciplina della parola e l'architettura del verso, della strofa, della "macchina non biologica" come la chiama Sannelli nell'esergo, "armatura animata e internamente vuota, ma perfetta". La formazione scientifica della poetessa alimenta con metodo questo progetto, tanto che la seconda natura ingabbia, in effetti, la prima, lasciando tuttavia intravedere un margine vuoto, una slabbratura dove – non ora, non qui – la felicità è ancora possibile. Di quest'ultima il libro, nel profondo e pudicamente, ci parla.
Proiettili
Ti chiedo se riesci a immaginare
cosa scrisse Gardini ai familiari
prima di farsi esplodere la testa
Mentre ci pensi ti faccio l’esatta
carezza che ti serve a dirmi: Grazie
*
Quando finisce l'idrogeno
sarà la volta dell'elio
Ed esaurito l'elio toccherà
al carbonio. Così in avanti
fino a bruciare il ferro.
Sleeper
Si tende ad essere poco per volta
nel minimo continuo fra tesa e sopracciglio
nell’inverno dell’estate. Lontano
dalle albe belligeranti, dentro il crogiolo
del ritmo che non cambia il silenzio
Ritrovando il codice della guarigione
attendendo la parola d’ordine
che arrivi la natura, da un’altra parte.
Pattern Recognition
L'apocalisse è la somma di tutte le soglie
generate e varcate sotto la percezione
dove il futuro si incendia sul passato
È la misura del successo, l'ottimismo predicato
ai martiri: il loro inferno è il tuo paradiso
Ed è il discorso delle stanze magre:
nel silenzio delle unghie che crescono
non si trova niente che non vi abbiamo messo
l'oggetto e il suo posto rassicurato
il corollario della assoluta disciplina
della vita reclusa nel crogiolo, la nervatura
dell'intangibilità. E abbiamo ricordato l'armatura
piovere a placche sul corpo dell'eroe
La vestizione segreta, dicevo — declinata in codici
e protocolli della missione svelata tra digiuni
e preghiere, mentre accudiamo al fuoco dell'offesa
la hybris domestica, il laser del supermercato.
In limine
Dietro quest'aria, l'alba che si fa
(come tutte le altre che la chiamano)
ferale nella durezza e nel fosforo
della sua idea di guerra, e solo per poco
ancora si potrà scegliere
di non guardarla, non considerare
la sua necessità, di rimanere
tra gelsomino e stenditoio, intatti.
Mrs & Ms Black
Mia madre ed io e due tazze uguali
con dentro qualcosa che assomiglia
al buonumore di un giorno di guerra
di mani rovinate uguali, ma è lutto
sepolto e rifiorito uguale, e si porta
tra le risate, a celebrare chi siamo.
Alessandra Palmigiano (Catania, 1973). Dal 1996 la sua vita compie oscillazioni di lustri tra Amsterdam e Barcelona. Ha conseguito un dottorato in logica a Barcelona, dove gran parte delle poesie di questa raccolta sono state scritte. Questa raccolta, sua opera prima, è l’evoluzione della silloge omonima apparsa nel 2005 su Atelier n. 40.
Proiettili
Ti chiedo se riesci a immaginare
cosa scrisse Gardini ai familiari
prima di farsi esplodere la testa
Mentre ci pensi ti faccio l’esatta
carezza che ti serve a dirmi: Grazie
*
Quando finisce l'idrogeno
sarà la volta dell'elio
Ed esaurito l'elio toccherà
al carbonio. Così in avanti
fino a bruciare il ferro.
Sleeper
Si tende ad essere poco per volta
nel minimo continuo fra tesa e sopracciglio
nell’inverno dell’estate. Lontano
dalle albe belligeranti, dentro il crogiolo
del ritmo che non cambia il silenzio
Ritrovando il codice della guarigione
attendendo la parola d’ordine
che arrivi la natura, da un’altra parte.
Pattern Recognition
L'apocalisse è la somma di tutte le soglie
generate e varcate sotto la percezione
dove il futuro si incendia sul passato
È la misura del successo, l'ottimismo predicato
ai martiri: il loro inferno è il tuo paradiso
Ed è il discorso delle stanze magre:
nel silenzio delle unghie che crescono
non si trova niente che non vi abbiamo messo
l'oggetto e il suo posto rassicurato
il corollario della assoluta disciplina
della vita reclusa nel crogiolo, la nervatura
dell'intangibilità. E abbiamo ricordato l'armatura
piovere a placche sul corpo dell'eroe
La vestizione segreta, dicevo — declinata in codici
e protocolli della missione svelata tra digiuni
e preghiere, mentre accudiamo al fuoco dell'offesa
la hybris domestica, il laser del supermercato.
In limine
Dietro quest'aria, l'alba che si fa
(come tutte le altre che la chiamano)
ferale nella durezza e nel fosforo
della sua idea di guerra, e solo per poco
ancora si potrà scegliere
di non guardarla, non considerare
la sua necessità, di rimanere
tra gelsomino e stenditoio, intatti.
Mrs & Ms Black
Mia madre ed io e due tazze uguali
con dentro qualcosa che assomiglia
al buonumore di un giorno di guerra
di mani rovinate uguali, ma è lutto
sepolto e rifiorito uguale, e si porta
tra le risate, a celebrare chi siamo.
Alessandra Palmigiano (Catania, 1973). Dal 1996 la sua vita compie oscillazioni di lustri tra Amsterdam e Barcelona. Ha conseguito un dottorato in logica a Barcelona, dove gran parte delle poesie di questa raccolta sono state scritte. Questa raccolta, sua opera prima, è l’evoluzione della silloge omonima apparsa nel 2005 su Atelier n. 40.


