lunedì 26 gennaio 2015

Chi è il poeta più bravo del reame?

Dai, giochiamo un poco, se possibile, con la poesia, e soprattutto con i poeti, giochiamo a dire chi è il più bravo del reame, ma seriamente, proviamo a dire dei nomi, vivi, ovvio, e italiani, perché dei morti non è difficile sospettare che Montale e Ungaretti, che Luzi e altri due o tre, che fatico a immaginare, un segno stabile l'abbiano lasciato nel secolo scorso, ma in questo? Ma adesso? Nomi con due parole di sostegno, due stampelle persino, qualcosa insomma che giustifichi la scelta. Condizione del gioco è la pacatezza e ogni altra virtù che lasci il tifo fuoricasa: si parla di poveri poeti, perdio, non di generali o di milionari in mutande!

61 commenti:

  1. uno dei sette fratelli che ebbero a che fare con quelle sette spose26/1/15 23:56

    Vivo sicuro Rondoni.... da vivere.....

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  2. Caro Stefano ! Ringraziandola per la vitalità di questo spazio che accoglie contorni capaci comunque di delineare un futuro dovendomi attestare a quelli da Lei proposti mi piace sottolineare la sferza lirica di Iolanda Insana (la più grande poetessa italiana a mio avviso), e la scrittura nuda di forma e affollata d'essenza di Alessandro Assiri! . Davvero portentosa! Tra quelli che meriterebbero una riflessione anche sul suo blog direi che Aldo Nove è il centrattacco ideale di questa congerie spazio temporale!
    Buona giornata Stefano! E grazie infinite per gli spazi di riflessione che il suo blog schiude in questo fermo che non la smette di dispensare crudeltà!

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  3. Rondoni, Insana, Assiri. Nove alla steso livello o un gradino sotto?

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  4. Su Facebook si sono fatti i nomi di Biagini, Cappello, Tomada.

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  5. Maria Pia Quintavalla27/1/15 15:35

    accetto benissimo la discrimine, anche perché molti degli attuali poeti emersi negli ultimi anni, sono cresciuti senza avere alternative, fra "la santità dei sacri padri"( novagenari o morti, per lo più),oppure auto riferiti ai coetanei, senza un testimone generazionale plurale di conoscenza, e snodi importanti. Credo che i talenti siano ingabbiati spesso in correnti e ciò è un bene i gruppi di riferimento, idem, di appartenenza, per fortuna pochissimi e ciò è un male.La mia generazione, rivista, alla lice dello studio del contesto di quegli anni Italiani, (mentre ricercavo su " Le Sielziose" )fu incamminata in separatismi necessari, storicamente, come le antologie femministe non per caso , neppure denominate femminili, (da Savelli , Maraini e Frabotta) in parallele al sepatismo non dichiarato di altre storicizzazioni parallele, ne La parola innamorata, che non conteneva alcun nome femminile, non ricordo se ne Il Pubblico delle poesia, pure. Ne fa eccezione Antonio Porta e Enzo Siciliano, con la celebre antolgoia La Poesia italiana delgi anni settanta."Questa premessa è per dire che mancano alla appello molti nomi e sono a d es di figure per lo più femminili non rilette né consociute perché "saltate" nella trasmissione (da Pozzi, a Campo, a Romagnoli a Menicanti, Guidacci, Cascella, Colonna e fabiani, ma l 'elenco è purtroppo enorme. Come lo si aggira se l'editoria già allora non proseguì ad editarle ?NON LO SO! Ecco perché un presente, pieno di amnesie, che si fa oggetto di indagine, non può che preoccuparmi. Come lo spieghi ai giovani, che non le hanno mai lette, perché disperse? (anche diversi nomi maschili, ovviamente ).Cose che capitano nella Storia, ahi ma non nelle storie della formazione e delle poetiche che abbiamo memorizzato,, di chi è nato nel secondo novecento: Tutto da riprendere!

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  6. La domanda (giocosa) è più semplice: chi per te è il più bravo (al di là della storia della letteratura e del mercato). A me pare che sia davvero difficile fare dei nomi. Possiamo metterne sul piatto una ventina, ma sceglierne due o tre è davvero possibile?

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  7. Credo che in questo momento non vi sia nessuno, vivente, che si possa avvicinare ad un Ungaretti, un Montale, Sbarbaro, Zanzotto. A parte Franco Loi, penalizzato dalla lingua che usa. Ma questo è successo anche a Marin, un gigante troppo spesso poco citato. La storia dell'arte, della letteratura, della musica ci insegna che vi sono sempre stati periodi, diciamo così, opachi, orfani di grandi nomi. Comunque abbiamo anche altre personalità di grande valore come De Angelis, Mario Benedetti e altri. Tra i poeti sotto la cinquantina, secondo me, bisogna attendere ancora altre prove prima di azzardare delle ipotesi. Se son rose fioriranno.

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  8. ho letto troppo poco i contemporanei,però Cristina Annino a me muove molto.. e mi pare che abbia un modo davvero 'suo'..

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  9. Caro Ivan, difficile dire chi è al pari di. Certo chi avvicina oggi Ungaretti eccetera lo fa nei modi inauditi e, perciò, irriconoscibili in genere. ci vuole un lavoro critico diffuso e con differenti strumenti per fare emergere la poesia contemporanea (che non è la somma degli scriventi poesia). De Angelis e Benedetti sono nella rosa senz'altro. e anche Cristina Annino, come scrive Amara

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  10. Buongiorno Stefano!
    Provo a sfogliare meglio la rosa di nomi enucleata ieri a partire dalla situazione sociale nella quale ci troviamo. In questa, trovo che Assiri sia quello che racconta meglio la sensazione di orfanità e abbandono che subliminalmente patiamo e coltivi alla grande l'assenza che ci invade.
    Un vuoto che la scrittura lavica e incendiaria dell'Insana percuote e Nove espone prendendola anche un pò in giro tramutandolo in un sepolcro di marketing e lustrini denso di una parola afona e di una disperazione di maniera.
    Detto questo se dovessi scegliere direi Alessandro Assiri.
    In questo momento di vuoto pneumatico c'è Assiri.
    Se poi pensiamo alle classsifiche di vendita dico Nove.
    Ungaretti è un mito e in quanto tale inavvicinabile.
    Cari saluti.

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  11. Assiri ne sarà contento. Meglio informarlo, allora. Grazie per queste note.

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  12. io ritengo che sia Pierluigi Cappello a meritarsi ogni merito dal momento che dedica anima e corpo a ciò a cui ogni vero poeta dovrebbe aspirare, e tutto questo con la massima umiltà.
    e lo dico anche perchè quando lo leggo, respiro tra le righe una semplicità ricercata che mi fa sentire parte della natura, parte di un disegno che ritrova il suo epicentro nella forte spiritualità che vi aleggia.

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  13. Buona scelta. Non per il fatto che Cappello dedichi anima e corpo (così dovrebbero fare le eccellenze in ogni settore), ma perché questa dedizione da ottimi frutti.

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  14. davide terrasini28/1/15 18:34

    Jolanda Insana e Patrizia Cavalli, per ragioni opposte e complementari...

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  15. Sì, la Cavalli ci sta. sono d'accordo. ora però il numero si aggira sulla decina. Troppi?

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  16. Come accennavo su facebook, l'autore che di recente piu' mi ha colpito e' Marco Giovenale. Baso il mio giudizio solo su "criterio dei vetri" e "shelter". C'e', nei momenti piu' alti, una visionarieta' analitica e crudele, ma anche un fondo tragico-storico. Insomma, dietro alle dislocazioni forse eccessive della lingua c'e' un discorso di peso, ineluttabile e necessario. Detto questo, il Giovenale teorico me lo sento molto meno vicino.

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  17. Come accennavo su facebook, l'autore che di recente piu' mi ha colpito e' Marco Giovenale. Baso il mio giudizio solo su "criterio dei vetri" e "shelter". C'e', nei momenti piu' alti, una visionarieta' analitica e crudele, ma anche un fondo tragico-storico. Insomma, dietro alle dislocazioni forse eccessive della lingua c'e' un discorso di peso, ineluttabile e necessario. Detto questo, il Giovenale teorico me lo sento molto meno vicino.

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  18. Dopo il chiarimento ("La domanda (giocosa) è più semplice: chi per te è il più bravo (al di là della storia della letteratura e del mercato). A me pare che sia davvero difficile fare dei nomi. Possiamo metterne sul piatto una ventina, ma sceglierne due o tre è davvero possibile?"), farei una rosa di nomi, che propongo di inserire nella più ampia rosa che sta venendo fuori dai commenti e infine, semplicemente, il più citato/citata sara proclamato da Stefano Guglielmin...così in un gioco quasi aritmetico. La mia rosa ha questi nomi: Daniela Raimondi, Maria Pia Quintavalla, Margherita Rimi, Anna Maria Farabbi, Pierluigi Cappello. Ma continuerei volentieri, arriverei facilmente alla ventina. Saluti cordiali/ Antonio Fiori

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  19. bella l'idea della rosa dei nomi!
    accanto a quello di cappello aggiugo quello di Anna Maria Farabbi (poesia della terra madre) e quello di Aki vetere, la cui poesia trovo molto stimolante.

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  20. la Gualtieri no? Però, il gioco è individuare quel poeta che è oggi la poesia italiana. Non dunque i 20 più bravi, ma i due o tre - (necessariamente anziani?) che l'Eurpoa invita, che gli altri ci invidiano.
    E tuttavia 8mi faccio la domanda e mi do la risposta): è possibile ragionare con questo verticalismo?

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  23. Assiri sorprende in questa lista, ma è un fatto. E non frequenta nemmeno tanto la rete, per essere sospettato di visibilità eccessiva.
    conta il curriculum nel determinare "il più grande"?

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  25. L'osservazione non era rivolta a te, gentile Loredana. Statisticamente, i poeti che frequentano la rete sono i più voltati in rete (è abbastanza logico)

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  27. Mi piace giocare e non riesco a non partecipare al gioco proposto da gugl. Così giochiamo al più bravo del reame. Se fossi costretta, basandomi mio malgrado sulle mie miserrime conoscenze di poesia e letteratura, a proporre un nome, uno solo e non una rosa, per l’assegnazione del nobel della letteratura a un poeta vivo e italiano, se non potessi assolutamente esimermi dal farlo, allora in tutta serietà e coscienza, nonostante questo pare sia solo un gioco, farei il nome di Pierluigi Cappello, basando la mia scelta non solo sulla sua serietà, sull’umiltà, sulla carriera, sul vissuto di Cappello; ma principalmente sulla semplicità ma profondità dei suoi versi, sulla loro musicalità, sulla delicatezza. E anche sul fatto che per lui sono stata disposta a spendere dei soldi miei per comprare un libro suo. Cosa che faccio solo se sono davvero convinta. Penso comunque che ci sia un appiattimento in alto, molti poeti bravi, ma tutti bravi allo stesso modo, voci indistinguibili. Probabilmente dovrei acquistare più libri e leggere di più, magari qualcuno ci sarà che si distingue, qualcuno ha già fatto il salto, è arrivato al versante più alto, ai posteri e ai critici l’ardua sentenza. Attualmente però mi piace lui e lui propongo Cappello per il premio poeta più bravo del reame! ciao antonella

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  28. e' un gioco, ma anche una domanda seria.

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  29. a chi dovemmo chiedere una risposta? All'università?

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  30. Cristina Annino, che dal 1969 non sbaglia un libro, scrive testi altissimi e stupefacenti, e per dirla con Franco Fortini: " Il procedimento e il ritmo e la perfetta logica dei suoi testi mi pare vincano per K.O. tecnico buona parte di quanto si legge intorno (ma Dio la scampi dagli entusiasmi dei critici)."

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  31. ma spiegami una cosa, a che serve questo gioco, a far salire la classifica?
    sai cosa ti dico ?
    i veri poeti non ne hanno bisogno!

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    1. ne hanno bisogno i lettori

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    2. ci sarebbe da distinguere anche tra i lettori:
      quelli che leggono superficialmente e quelli che leggono appassionatamente.
      ripeto, non decide il lettore su un bravo poeta merita di esserlo, e nenache i critici (ci vorrebbero quelli imparziali;-)ma il tempo....

      ricordati che il poeta non deve mirare al merito, guai!
      non sarebbe un poeta .

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    3. lo dico meglio: se vuoi essere un buon poeta devi leggere un ottimo poeta (e non perdere tempo che le mezze vie)

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  32. ripeto: Francesco Biamonti (1928- 2001)

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  33. Giovanni Ibello30/1/15 01:08

    Tomada, Guida, Insana, Anedda, Benedetti e poco altro.

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  34. Marco Saya30/1/15 18:28

    Anna Maria Carpi la mia preferita

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  35. attendiamo un post con le poesie (la tua scelta) dei citati...
    philippwinter

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  36. Molti dei poeti citati sono già si blanc. Vedrò di completare la lista (ma con calma :-)

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  37. comunque, nel bene e nel male, la domanda pare appassionare.. :)

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    1. e mi rendo conto, leggendo i nomi citati, quanto la risposta sia soggettiva e plasmata da parametri molto diversi tra loro..

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  38. E scusate la mia ignoranza ma Francesco Biamonti ha scritto prevalentemente romanzi, o no?

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  39. Valerio Magrelli [senza che, senza forse, e senza ma]

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    1. questo Homais della poesia italiana...

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  40. Rispondo al quesito, anche se non amo le classifiche, però dicevamo che è un gioco, dunque faccio due nomi, uno femminile e l'altro maschile, per par condicio: Cristina Annino e Alfonso Guida.

    La prima, semplicemente perché è la poetessa (si può dire ancora poetessa, vero?) che più mi sembra meglio incarnare una concezione di poesia totale, che spesso manca alla base di molti autori e autrici di oggigiorno. La sua poesia è allo stesso tempo autoritaria e ferma, ma anche aperta all'altro e al mondo. Una poesia che da personale si fa universale con una facilità, ma allo stesso tempo con una destrezza, che fa specie.

    Il secondo invece per la forza propulsiva e per la scarica della suggestione che tra emozione e lirismo realizza, innescando una vera opera di "ricerca" senza per forza dover risultare "sperimentale" o troppo algido.

    Credo che questi nomi siano in assoluto i miei preferiti, tra i due sessi.


    (Poi, subito dopo vengono altri, come Guido Ceronetti, Ianus Pravo, Ida Travi, Augusto Blotto, AnnaMaria De Pietro che per svariati e diversi motivi seguo. Mi fermo alla cinquina perché non vorrei fare torti ad altri che comunque stimo, magari per singole opere o poesie).

    P.s.

    Mi estendo anche a livello internazionale, esagerando: anche se è morto da poco meno di un anno, direi il poeta spagnolo Leopoldo María Panero. Altrimenti, per dirne uno vivo, potrei banalmente dire Yves Bonnefoy (è ancora vivo? fino ad oggi, che io sappia...) Ma non vorrei davvero sfociare nel troppo che stroppia!

    Un caro saluto,


    Antonio Bux

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  41. Ho sbagliato a fare troppi nomi, anche perché poi me ne sono venuti in mente altri, tipo Benedetti, Frasca, Pusterla...dunque, volendo fare solo due nomi ribadisco quelli di Annino per le donne e Guida per gli uomini. Amen :-)

    Ancora un saluto


    Bux

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  42. Io adoro la poesia di Luca Sardella (sì, proprio lui, il botanico della tv) che - in pochi lo sanno - è anche straordinario poeta sperimentale (da ricordare la collaborazione con Pasquale Panella alla stesura dei testi di Hegel, ultimo disco di Lucio Battisti)... Se dovessi consigliare una silloge su tutte, mi butterei su MUT(U)AZIONE ANSANTE, una sorta di lungo testo magmatico e spiraliforme dove l'invenzione linguistica s'intreccia a una visione metafisica che a tratti riecheggia Blake e Yeats. Non male per un presentatore-giardiniere, eh? :)

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    1. non l'ho letto, ma difficilmente un poeta con un libro soltanto sorpassa i suoi contemporanei ,a meno che non si chiami Leopardi, rimbaud o Montale! L'autore sarà però da indagare. Grazie per la segnalazione.

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  43. Mi sorprende che nessuno nomini Giampiero Neri...

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  44. Loredana Semantica2/2/15 15:24

    Noi siamo dentro questo secolo e, ringraziando il cielo, la natura, i geni o chi volete voi, ancora vivi, occorre allontanarsi dal mondo, come i satelliti nello spazio si allontanano dalla terra, per vedere il mare più ampio, la pianura più estesa, i picchi soltanto sfuggono alla percezione dall'alto, ecco io penso che sia lo stesso per il più grande poeta, il tempo (che nel contempo ci stronca) è come la distanza e noi possiamo solo conribuire a selezionare la rosa, ampliando la pianura, portando acqua al mare, incidendo maggiormente i solchi sulla superficie. Ecco perché il gioco dello specchio è così difficile, perchè, tra l'altro, è così limitata la nostra conoscenza, che ciascuno valuta per lo specchio dove si specchia, e lo specchio è una specie di lente d'ingrandimento, cioè l'esatto opposto dell'aeronave spaziale. Fatta questa premessa dovessi dire i poeti che mi sono più cari farei i nomi di Stefano Guglielmin e Giacomo Cerrai, Antonella Pizzo, quelli che mi sembrano più quotati, Milo De Angelis, Davide Rondoni, Marco Giovenale quelli che mi piacciono rose e non rose delle loro cose Annamaria Gualtieri, Patrizia Cavalli, Daniela Raimondi. Ora, fatti un po' nomi per partecipare al dibattito, con la testa di poeta che ho, sono certa che il più grande, il più caro, il mio preferito (quello che l'Europa ci *invidia* poi!) mi sia sfuggito. Cari saluti.

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  45. se c'è spazio solo per un nome, io dico Milo De Angelis. Ciao, GTZ

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  46. alla fine ho avuto ragione io!
    sono proprio contenta :-)

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  47. Sono tornata a leggere poesia, dopo venti anni di esilio, con Massimiliano Damaggio. Poiché è un gioco non chiedo venia e lo scelgo, visceralmente, punto e basta.

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  48. Iolanda Insana e le sue coltellate di bellezza.
    La melassa lasciamola alle formicole...

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