venerdì 27 aprile 2007

Lina Kostenko


In questi giorni c'è l'anniversario del disastro di Chernobyl. Lina Kostenko ne è stata la più autorevole e critica osservatrice nell'ambito degli intellettuali ucraini, raccontando la vicenda nel romanzo Zona di alienazione e scrivendo la sceneggiatura del film Chernobyl: veglia funebre.


Ci sono poche poesie sue in rete. Ho scelto queste due, che ho cercato di tradurre dal francese, a volte ascoltando i consigli dell'amica Ivana Cenci e talaltra scegliendo altra via.





Steppes

Steppe verte, ni arbre, ni champ.
Steppe azur, ni nuages, ni pigeons.
Un soleil rouge,
lingot encore brûlant,
vogue avec lenteur entre elles.

Et toi, derrière lui
jusqu'au soir vagabondes
Es-tu las ? plonge, renversé dans l'herbe,
puis écoute, écoute,
jusqu'à n'en plus pouvoir
les fleurs de steppe qui, si doucement, respirent.


Steppe

Steppe verdi, né albero né campo
Steppe azzurre, né piccioni né nubi.
Un sole rosso,
lingotto ancor che brucia
voga lento in mezzo a loro.

E tu, dietro ad esso
fino a sera, giri a vuoto
non sei stanco? sosta, riverso nell’erba,
e poi ascolta, ascolta
fino a non poterne più
i fiori della steppa che, dolcemente
respirano.



Le rire

Le rire Dans la rue — je l'entends par la fenêtre —

Une femme éclate d'un rire forcé.

Peut-être est-elle triste, cette femme, mais elle

voudrait Avoir envie de rire.

Et je regarde les rivières des rues obscures

Les têtes des joyeuses lanternes,

Coiffées de petites casquettes de fer blanc,

Et sur le haut appui de ma fenêtre,

Des marronniers offrent des fleurs blanches...

Et je regarde et pense à mes poèmes.

S'ils ont du chagrin — qu'ils soient tristes.

Du moins, qu'ils ne rien pas d'un rire forcé,

Car les gens sincères ferment les fenêtres.


Il riso

Nella strada – lo sento dalla finestra -
Una donna e il suo riso improvviso.
Forse è triste, questa donna o, forse,
Ha solo voglia di ridere.
Io guardo i fiumi di strade scure
Le teste delle lanterne gioiose,
coperte di piccoli caschetti di latta,
e sopra il davanzale della mia finestra,
dei castagni offrono i loro bianchi fiori...
E io guardo e penso alle mie poesie.
Se sono tristi, che lo siano del tutto!
Perlomeno, che non ridano d'improvviso
Poiché la gente sincera chiude le finestre.

13 commenti:

  1. "il riso" è straordinaria. questo trasporto, poi, sulle sue poesie. e la gente che chiude le finestre, sorda, come al solito, al riso del genio. mamma mia gug, non fai che regalare artisti unici.

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  2. Il riso è straordinaria concordo!
    Però avevo inteso la chiusura delle finestre in altro modo.
    Che quando il dolore è grande non si sopporta il riso degli altri, e per non affliggerli con la propria tristezza si chiudono le finestre, lasciando il mondo fuori.

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  3. Stefano, ma la Kostenko scrive in francese direttamente o quelle che hai utilizzato erano già delle traduzioni da testi originali?

    fm

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  4. ci sono anch'io! belle, sia la prima che la seconda. la gente sincera non apre la bocca al riso improvviso, è stridente e fastidioso se non c'è niente da ridere così la vedo io. così le sue poesie. antonella

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  5. in effetti, alivento, faccio fatica a interpretarla. e per questo mi affascina.
    è lei, l'autrice, alla finestra (lo sento dalla finestra). sembra attratta dai contrasti (il riso improvviso di una donna che forse è triste). pure apprezza il bello che vede dalla finestra (i castagni in fiore). poi però pretende coerenza (se son tristi che lo siano del tutto!). e quindi sembra condannare quel riso, di donna (poesia) triste. al quale la gente sincera (lei stessa) chiude la finestra.
    un rebus!?
    va poi legata a Chernobyl? acc...

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  6. ciao amici: bello questo scambio sulle poesie. Le ho tratte da questo sito http://membres.lycos.fr/mazepa99/FRA/OUP-FRA/KOST-L.HTM

    dunque sono poesie scritte in russo e tradotte in francese. Ne consegue che la versione italiana perde tutta la musica originaria. Peccato!

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  7. Chernobyl infatti sembra sottotraccia, ritorna come motivo "arcadico" appartenente più alla memoria che alla realtà (nella prima). Eppure quel sole rosso rimanda a qualcosa di innaturale...

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  8. Leggo anch'io un desiderio, un'esortazione alla coerenza. Forse la poesia è un inno alla coerenza. Che non ci sia riso nell'aria quando vicino c'è tristezza. Che le poesie tristi tali siano fino in fondo. Che non scoppino a ridere all'improvviso e inopportunamente. C'è anche dentro un senso di compostezza e dignità, la bellezza consolante della natura. Nella prima parte con poche immagini/suoni e grande attenzione al particolare si delinea un ambiente: riso, fiori, lanterne.
    Nella seconda parte si rende traccia di senso, pensiero, consegna di significato morale.
    Infine è lei la poetessa stessa che nell'ultimo verso, oltre la poesia, chiude la finestra.

    Giorgio, è bello, il fatto che una poesia si presti a molteplici interpretazioni, racchiuda in sè un piccolo mondo. E questa della Kostenko è così.
    Appunto perciò bellissima.

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  9. qui nel vicentino (anche a Schio), durante l'estate, alcune famiglie ospitano bambini ucraini contaminati dalla centrale. Recentemente è unscito un libretto che tiene inseme dati sull'esplosione e qualche verso della Kostenko. ve li riporto:

    "il terribile violinista sollevò il suo archetto / Suonerà il requiem dei fiumi. // Chi colpì la Terra allo sterno? / Chi causò le convulsioni degli elementi?// Sento l'ouverture dell'Apocalisse"

    "Vola la Terra, petalo bruciato. / Il Re diceva: 'Après nous le déluge!'. // Ma dopo di noi resterà almeno un vuoto?!"

    gugl

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  10. c'è un velo di desolazione che penetra e rattrista ..
    Anche quella finestra che sembra un accenno alla speranza, poi si rattrista subito ...

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  11. sai, il "guardare dalla finestra" può essere lancinante come la sera del dì di festa, oppure semplicemente fatto per curiosare. O ancora, si guarda serenamente un mondo che, sotto, vive. E poi c'è "la finestra sul cortile" di Hitchcock. E quella di Kostenko. E la nostra, anche. :-)

    gugl

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  12. Il serait souhaitable que vous indiquiez les traductrices :

    "Steppes" - traduit de l'oukraïnien en français par Marie-France Jacamon
    "Le rire" - traduit de l'oukraïnien en français par Marguerite Mathieu

    D'avance merci

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