venerdì 21 luglio 2006

Hölderlin


una poesia di Hölderlin tradotta da Cristina Campo o un'amabile poesia nata fra l'erba del prato?






Poco sapere, ma di gioia molto
ai mortali è concesso.

O bel sole, perché me non appaga
- tu, fiore dei miei fiori - nominarti
in un giorno di maggio? So io forse
cosa più alta?

Oh fossi piuttosto un fanciullo!
e come gli usignoli, in canti senza affanno,
la mia gioia cantassi!

23 commenti:

  1. Che dire di una poesia così bella?
    Poco, solo rileggerla molte volte...

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  2. sembra che la storia e le sue macerie non siano passate di là, e invece...

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  3. ho scritto una poesia ieri sera è dentro c'è l'erba del prato :)

    che coincidenze!

    secondo me questa è di Horderlin,

    poveri occhi spiritati in marmo e buchi di una statua.

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  4. sì sì è proprio di hoelderlin: brava:-)))

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  5. Holderlin funziona stupendamente anche in traduzione. E' un miracolo (per Alessandro Ramberti non lo sarebbe, ma per me, che sono sempre scettico sulle tarduzioni, lo è).

    Grazie, Stefano.
    Lo sai che è uno dei poeti che più adoro :)

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  6. Non c'entra nulla, ma ve lo racconto lo stesso, ragazzi, per curiosita'....sono stata stamattina prestissimo a Londra a portare ad una agenzia di Shipping la mia macchina vecchia Renault Laguna per farla imbarcare e spedire via mare ...faceva un caldo atroce, nuovamente, paradossale.


    La gente si scioglieva per le strade, camminavano nudi, uomini e donne, bambini, adulti e vecchi...boccheggiando. Animali non se ne vedevano in giro in citta'.

    Sull'autostrada a destra e a sinistra colline di paglia arsa, impressionante (e le verdi colline inglese dove sono andate a finire? arse!) qualche mucca distesa sotto un isolato alberello....si prendeva quel poco di bene negato al resto della mandria assetata e spossata sotto il sole implacabile Temperature oltre i 38 gradi! ....Uno scenario apocalittico...ed vi chiedo: ma ragazzi, fa' che fa piu' fresco in Italia? erminia.

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  7. ma dài, cosa vuoi che siano 38 gradi, il mese scorso siamo andati a siracusa e a francofonte il termometro segnava 45 gradi! avete presente 45 gradi! no?! sono tanti. però che arance a francofonte! a.

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  8. sì, pensa a te a francoforte, invece, che arance possano esserci!

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  9. piccole e rizzignate :-)) è tutto proporzionato al caldo! a francofonte se in auto non hai il condizionatore ci devi passare a 200 km all'ora altrimenti ci resti secco! cioè puoi scegliere come morire :-))) a.

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  10. ma qui e' caldo umido...impossibile! nemmeno di niotte si sta bene...pazzesco...e.

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  11. ho un amico inglese qui ospite oggi. appena tornato da londra. in effetti ha detto che il caldo là è differente dal nostro. i lcaldo umido fa percepire un +5/6 gradi rispetto alla temperatura indicata.

    meglio chiuderci tutti dentr ouna torre fresca, magari in germania:-)

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  12. avete ragione, il caldo umido è davvero insopportabile, noi siciliani ne sappiamo qualcosa visto che da noi spesso abbiamo lo scirocco, tant'è che quando ci sentiamo senza forze e molto stanchi e senza voglia di fare niente diciamo che ci sentiamo sciroccati, però forse lo dicono in tutta italia, non so. :-))a.

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  13. sì, sciroccati si dice in tutta Italia (o almeno a Roma...)

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  14. lo scirocco notoriamente fa male al cervello...un mio amico inglese ha scritto una raccolta di poesie chiamata The Sirocco Room, (La stanza dello Scirocco)con OUP, 1991. Stanza dello scirocco siciliana pari alla torre che Stefano vorrebbe trovare in Germania. Ma stefano, in germania sta facendo molto caldo...mi sa che ce ne dobbiamo tutti andare a rinfrescarci le idee nella mia fortezza della solitudine sui ghiacciai perenni.e.

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  15. c'è pure un film che si chiama la stanza dello scirocco, nel cast
    Giancarlo Giannini e Tiziana Lodato. Girato qui da noi.

    "LA STANZA DELLO SCIROCCO"
    Sinossi
    E' il 1936. Il marchese di Acquafurata, che da anni viveva a Parigi, fa ritorno in Sicilia. Sua cugina, morendo, lo ha lasciato erede del palazzo di famiglia a condizione che vi venga destinata la sede del locale partito fascista. Il marchese, noto per la sua militanza antifascista, è ricercato dalla polizia. Scoppia un incendio nel palazzo, il suo maggiordomo muore e lui, puntando sul fatto di non essere più molto conosciuto, ne prende il posto, facendo credere che a morire sia stato il marchese. Il notaio Spatafora, anch'egli antifascista, teme le conseguenze di questo gesto, il podestà vuole quanto prima aprire la sede, e così il marchese escogita un altro stratagemma: fa ritrovare un falso testamento, in cui si dice che il palazzo deve essere regalato ad una coppia di terremotati che avevano fatto domanda per una casa popolare. Nel palazzo si insediano così Vincenzo e Rosalia, giovani sposi, lui cavatore di pietre, lei bellissima e sensibile. Durante una visita al palazzo, il marchese riscopre grazie a Rosalia una particolare stanza del palazzo, la stanza dello scirocco, scavata nel tufo come rifugio durante le giornate in cui tirava appunto il vento di scirocco. Rosalia rimane colpita da quello che lei pensa essere il maggiordomo e, quando Vincenzo parte per la guerra d'Africa, riesce a dichiaragli la propria passione. Questa dichiarazione risveglia nel marchese sentimenti che avrebbe voluto accantonare per sempre ma che non può respingere. Scoperta dalla madre e dalla sorella, Rosalia viene allontanata dal palazzo. Il marchese, mettendo a rischio l'operazione in corso di fuga di un esiliato politico, chiede a Rosalia di tornare per fuggire insieme. Quando tutto sembra perduto, e l'esiliato è partito senza bisogno del motoscafo del marchese, questi sta per decidere di tornare in Francia. Da lontano, una voce lo chiama, è Rosalia che è riuscita a fuggire. Si abbracciano e, sul motoscafo, corrono verso la libertà. a.

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  16. allora tutti i siciliani hanno male al cervello? non mi risulta una cosa del genere. dici che è notorio? ci sono studi in proposito? io non ho male al cervello, i miei amici neppure. ci sentiamo sciroccati e senza forza ma il cervello non ci fa male. a.

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  17. Lo scirocco non fa male al cervello, anzi, stando fermi e apatici, lavora molto.
    La mia esperienza di sicilianitudine è che i siciliani sono molto intelligenti.
    Giusto anto?

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  18. ciao a tutti gli intervenuti. andremo nella casa della solitudine di erminia, che chiameremo, per l'occasione "casa di chiunque", come se fossimo in un romanzo di gertrud stein.

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  19. ali, 'nzomma... io intelligente giusto :-))) gugl se ci andiamo tutti che casa di solitudine è? a.

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  20. sì, stefano, una bella torre sul Neckar a Tubinga! Lì sicuramente si avrà male al cervello dopo un po' :D

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  21. voc, dovremo cambiare nome in scardanelli:-)

    anto, la solitudine è più pesante quando si è in tanti (specie se "tanti" è tutto dentro il cervello).

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  22. Spiego perché ho detto “notoriamente” per quanto riguarda le mie nozioni dsu lo scirocco e i suoi effetti sul cervello: riferivo esclusivamente quello che mi diceva l'autore del libro The Sirocco Room, quando lo scrisse: mi raccontò che ci si protegge dalla follia (ovvero dal male al cervello) andandosene nella stanza dello scirocco. Forse le sue informazioni erano leggendarie ed approssimative, o l'aveva solo sognato e ne aveva egli stesso delirato gli effetti, vivendo a Salerno, dove arriva lo scirocco...(le poesie incluse in quel libro le scrisse a Salerno) : fatto sta che all'epoca credetti che lo scirocco faccia impazzire (ovvero faccia del male al cervello) ...e mai mi sono esposta a quel vento, temendo che la mia già debole mente crollasse del tutto a causa delle sabbie, che secondo quell’autore, si infilano nel cervello attraverso occhi, bocca e narici). Anto, scusa se questo autore mi ha passato idee talmente sciroccate sullo scirocco.

    Solitudine: Non so se la solitudine sia un peso, un male o un rifugio. Fatto sta che c'è un proverbio o un ritornello che cantavano le suore, che recitava: "La solitudine si deve fuggire. / Si deve fuggire!/ Sol tra le compagne si può gioire!/ Sol tra le compagne si può gioire!"
    (erminia)

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  23. erminia la canzoncina che tu riporti la conosco anch'io :-)) anche a me la facevano cantare le suore giuseppine. Ma io odio questa canzoncina, all'asilo mi piaceva stare da sola :-)) ma quelle suore per forza per forza... a insistere che dovevo giocare con le compagnette stronze
    :-))) però è vero pure che si dice che soli non è buono neppure in paradiso. ci vuole tutto, un po' di solitudine e un po' di compagnia, d'altra parte le due cose sono dipendenti. se c'è il bianco allora c'è il suo opposto. se non esiste l'uno non ci può essere l'altro. Riguardo lo scirocco, è chiaro che scherzavo e mi piace riportare questo pezzo che ho trovato in rete:
    Disturbi causati dallo Scirocco.

    Quando soffia lo scirocco i sintomi più comuni sono: sensazione di grande astenia e debolezza neuromuscolare, mente appannata, grande voglia di non far niente, cerchio alla testa e depressione dell'umore, con perdita delle facoltà di attenzione, concentrazione e memoria, a volte fino a livelli che necessitano di una terapia adeguata.


    quindi bene non fa, ma proprio impazzire credo sia un'invenzione letteraria. insomma se uno è già pazzo allora s'aggrava e si butta dal ponte, come capita spesso qui da noi che di ponti in centro città ne abbiamo tre. ci hanno messo delle reti ma lo stesso in agosto qualcuno scavalca. a.

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