
Dialogo con l'eternità, con l'abbraccio che il finito e l'infinito si danno, consentendo il mondo, Iridescenze, un diverso possibile sguardo (Aliante Edizioni 2007) è un'opera che coniuga l'ermetica sensibilità verso l'abisso con l'esperienza del finito propria dell'haiku, ma anche la bellezza essenziale amata da entrambe le culture. Matteo Bonsante costruisce un'immagine per dire tutto questo, che capovolge il peso del cielo-coperchio baudelairiano: è il cielo che ci guarda e ci chiama, un cielo ateologico che "biondeggia" su di noi, fatti della sua stessa sostanza. Per questo, alto e basso si confondono, s'invertono, e il crollo sale "come in eclisse", in un gioco amoroso, in un rotolamento erotico dei due termini che si co-appartengono, scartando l'oblio lungo la deriva infinita dello spaziotempo.
Come nel libro precedente, che raccoglie 50 anni di scrittura (Poesie 1954 - 2004, Aliante Edizioni), l'autore continua a riflettere sull'impossibilità del niente e sulla forza vivificante del nulla eterno, eleggendo - come scrivevo recensendolo - "il “cosmo” a metafora viva di un altrove già sempre operoso nel ventre delle cose".
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Nell'eco folta di buio della cisterna
ho scorto una pozza d'acqua.
- E un'aura arcana e plumbea, come l'eterno.
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E son pur terre anche nostre
queste;
- l'angolo della strada
è nostro,
- la Tosca che si offre
dolente dalla persiana
e colma del suo fluente canto
tutta la strada,
- questo mio seguirla nella
Roma dei papi e degli sbirri,
- e il sole che s'inebria
dei gerani nel mio cuore,
ecco, queste sono terre
anche nostre,
e tu puoi ben affacciarti e guardarci
così come siamo effimeri
e perenni, come tu stessa sei, eternità,
e contemplarci.
*
Essere vorrei vaso e brace
e riempirmi dell'allegria dei venti,
e di tutte le cose che verso l'alto
scorrono.
*
L'eternità / è come l'estate,
si posa dappertutto e come il grano
biondeggia.
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Il grande ulivo, e la curvatura della terra.
Il cielo crollato in alto, come in eclisse.
E si resta in bilico su un più vasto soffio:
aporie, galassie, disgiunzioni, nottole.
- Affaccio e vertigine dell'eterno.
*
Il mio altrove è proprio qui, adesso.
Nell'attimo che vira in simmetria
d'amore con l'eterno.
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Il tuo segno, eternità, è fitto in me
come l'insetto nell'ambra,
negli alberi i cerchi, il fuoco nelle stelle.
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Entreremo nella tua nuova alba
col fruscio del fascio dei papaveri
e delle piogge.
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Disadorna verità è l'emersione del mondo.
- In un vagito senza rive.
*
Dalla finestra il mare.
Oltre il mare, ancora il mare.
Che si perde nel cielo del cuore e s'agita
e s'illumina
fino a diventare folgore.
Che s'inabissa, brontolando, tra le nuvole
che segretamente varcano la linea leggera e
sospesa dell'eterno.
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Ti colgo in transumanza nelle notti
di luna e di silenzi,
tra belati e campanacci d'oro.
- E io col vincastro
.........................tuo guardiano
*
La mia anima non teme
di frangersi nel cielo - tua scintilla.
Come l'onda non teme gli scogli,
perché è il mare.
*
Brilli e rintocchi in queste
silfidi forme.
Ignara, porgi nel vento
le chiare chiome e il manto
della dea bellezza.
*
La carne ecco la carne,
è il termine fondo
della tua alta brama.
In me riluce e preme
e s'incendia e s'espande.
E stride e geme e canta.
Come un'ostia vanto.
Un'ostia umana.
Matteo Bonsante è nato a Polignano a Mare nel 1935. Vive dal 1976 a Bari, dove ha insegnato nella scuola secondaria superiore. Ha pubblicato:
Bilico, poesie, Forum/Quinta Generazione, Forlì 1986
Ziqqurat, poesie, Centro Stampa 2P, Firenze 1996
Sigizie, poesie, Adriatica Editrice, Bari 1998
Poesie 1954 - 2004 (Bilico, Ziqqurat, Sigizie e le raccolte inedite: Esperidi,
Nugelle, Prime poesie), Aliante Edizioni, Polignano a Mare (Bari) 2004
Iridescenze, un diverso possibile sguardo, Aliante Edizioni 2007
Una linea di fuga, romanzo breve, Adriatica Editrice, Bari 2001
Sperduto, romanzo breve, stampa in proprio, Polignano a Mare (Bari) 2003
Caldarroste, atto unico, Lo Faro Editore, Roma 1981
Dietro la porta, dramma in due atti, Tusculum Frascati 1984
Per solo donna, atto unico, Aliante Edizioni, Polignano a Mare (Bari) 2004







