mercoledì 31 maggio 2006

dalmazia


carissimi amici, domani allungo il week end fino al bel mare dalmata. Ci risentiremo lunedì. Vi lascio la foto della spiaggia che mi attende e qualche parola di Ungaretti, dal quale bisogna inevitabilmente partire.

"tecnica, sensazioni, logica, sogno o fantasia e sentimento: tutte queste cose per noi non hanno senso se similmente non vivono... in una parola che canti" (la "Gazzetta del Popolo", 1930)

martedì 30 maggio 2006

poesia cosmica


prima di passare di nuovo alla poesia degli uomini, voglio dare un esempio di poesia visiva del Creatore. Spero metta tutti d'accordo:-) .

l'ho intitolata "l'occhio di Dio"

lunedì 29 maggio 2006

monastero



l'interno di un monastero. e un monaco affacciato. la poesia sta nel ritmo suadente eppure rigoroso delle linee, nei colori forti, nell'assenza di turisti, negli odori: incenso e zenzero, curry; e poi ci sono i canti mantrici, con quei colpi improvvisi di trombetta e piatto secco che fanno rivoltare Miles Davis da dentro la sua ferrari post-terrestre.

domenica 28 maggio 2006

viaggio in Bhutan



ho voglia di cambiare aria, per esempio di tornare qui, a 3000 metri di altezza, a guardare da lontano l'inavvicinabile monastero Taktshang, in Bhutan. Nei prossimi giorni, vi accompagno tutti per questi posti, vi va?

venerdì 26 maggio 2006

poesia-oggetto


dalla poetica degli oggetti, alla poesia-oggetto. Questa è di Stelio Maria Martini.

giovedì 25 maggio 2006

zeroglyphics


Zeroglyphics di Adriano Spatola uscì nel 1966, per la The Red Hill Press di Los Angeles. I caratteri sacri degli antichi, la loro capacità di decifrare i segni del divino nel presente, viene meno. Nella civiltà della comunicazione di massa, il segno ha infatti un valore metafisico uguale a zero, essendo soltanto superficie, residuo di una forma ch'era stata sostanza, da cui ricavare altri, infiniti, residui. Residui di residui, scarti degli scarti: zeroglifici, appunto.

mercoledì 24 maggio 2006

Terra del fuoco


Quando le parole sono attraversate dalla natura, rivelano la loro origine materica. Dopo lo Tsunami, anche loro si sono accartocciate, ma sono rimaste belle da guardare. Rottami per la comunità dei consumi, piene invece di grazia per chi ha l'occhio che cerca il vero. Quest'opera, composta probabilmente agli inizi degli anni novanta, s'intitola "Terra del Fuoco" ed è di Giorgio Guglielmino

martedì 23 maggio 2006

bis

nel precedente post non c'è lo spazio per i commenti. provo con questo, così creo l'ospizio che serve:-)

musica



Questa è una partitura di Arrigo Lora-Totino, uscita nel 1986. Va eseguita con la voce ed è come scavalcare una dolce collina di mattino presto. Il passo, in principio, è pesante, poi il fiato s'avvia e la musica comincia. Naturalmente si suona il jazz. Lo swing è un passo che muove su terreno accidentato, e fa da contraltare al canto dell'allodola; giunti in cima, si raddoppia il tempo, quasi si corre assecondando la discesa. Alla fine la metamorfosi è compiuta: la voce tace, gode l'orecchio del silenzio che segue.

lunedì 22 maggio 2006

ironia


naturalmente non sono riuscito a scannerizzare un bel niente. però qualche immagine l'ho recuperata sul web. questa, per esempio, di Paolo Albani ("mètre à penser", 2001 Frammenti di metro con scrittura 40x30 cm.). L'ironia ha un grande spazio nella poesia visiva. Consente di prendere le distanze dalla solenne pesantezza/pedanteria della tradizione, di togliere l'aureola ai poeti salvatori e a quelli convinti che la saggezza stia ingabbiata nel metro. L'operazione di Albani (Marina di Massa 1946) richiama il Dio cancellatore di Emilio Isgrò, mentre l'uso del francese (che qui s'intravede) ricorda le sperimenazioni di Emilio Villa.

Credo che l'ironia sia un pensiero che nasce dall'impossibilità dell'incontro, che sia il dono offerto nella penuria, l'atto d'amore di chi ha perduto la fiducia nel costruire. Credo sia la malattia del saggio allorché nessuno lo riconosce come tale.

domenica 21 maggio 2006

la poesia visiva 1



Nei primi anni Sessanta, parallelamente alle attività dei Novissimi e del Gruppo 63 gli operatori del Gruppo 70 di Firenze provvidero alla diffusione della poesia visiva, corrente poetica sperimentale tipicamente italiana: con Lamberto Pignotti, il suo più attivo teorizzatore, collaborarono Eugenio Miccini. Luciano Ori, Lucia Marcucci, Michele Perfetti e, successivamente, per periodi più o meno lunghi, Achille Bonito Oliva e altri.La poesia visiva è interessata soprattutto ai rapporti con la cultura e la comunicazione di massa, di cui, secondo Pignotti, intende sostituire "la prevalente informazione di tipo pragmatico con una comunicazione di tipo estetico", in un'operazione di recupero dell'ingente materiale significativo dilapidato dai mass media, che investa in pieno l'area dei contenuti.Come ha precisato Miccini, la poesia visiva è una forma di semiosi logico-iconica, in cui la parola e l'immagine intrattengono rapporti simbolico-referenziali.Alla base del collage sussiste una semiosi eterogenea, la codificazione di un sistema semiotico complesso; gli elementi costitutivi concorrono alla produzione, attivata da un intreccio di codici, di unità di nebulose testuali. Mentre i media utilizzano "nessi condizionati per indurre i materiali a una disposizione di tipo lineare, il poeta visivo intende invece dare adito a un condotto comunicativo ipostatico rispetto ai valori ideolessicali degli ingredienti, e deviante rispetto alle suture della loro coesione"(Ballerini).La poesia visiva pone in frizione l'espressione (reazione del soggetto alla propria perdita di identità) e l'informazione mediatica (deprivazione di senso del linguaggio visivo e verbale) in funzione di una nuova comunicazione, che attivi la criticità del fruitore nei confronti dell'usura semantica delle comunicazioni di massa e dell'automatismo linguistico, utilizzando procedimenti analoghi a quelli della pop art o del concettualismo.

rimbaud

l'infinito rotola bianco dalla nuca alle reni
il mare ingemma fulvo le tue mamme vermiglie

blanc de ta nuque/ à tes mammes vermeilles

sabato 20 maggio 2006

Primo post di Blanc



(disegno di Elia Guglielmin)