sabato 19 settembre 2009

Journal of Italian Translation


E' scaricabile in Pdf il volume III, n.2 (autunno 2008) del Journal of Italian Translation diretto da Luigi Bonaffini ed edito a New York. Rivista semestrale che esiste dal 2006, ha il merito di tradurre non soltanto poeti italiani contemporanei, sia in lingua e sia in dialetto, ma anche di proporre testi del canone consolidato. Per esempio, in questo numero si possono leggere Dante, Guinizzelli, Cavalcanti, Cecco Angiolieri e  Michelangelo Buonarroti, del quale riporto un paio di testi. Interessante anche due proposte di traduzione in merito a L'onda di Gabrele D'Annunzio. Ringrazio il prof. Bonaffini per aver inserito alcune mie poesie tratte da La distanza immedicata.



5


I’ ho già fatto un gozzo in questo stento,
coma fa l’acqua a’ gatti in Lombardia
o ver d’altro paese che si sia,
c’a forza ‘l ventre appicca sotto ‘l mento.
La barba al cielo, e la memoria sento
in sullo scrigno, e ‘l petto fo d’arpia,
e ‘l pennel sopra ‘l viso tuttavia
mel fa, gocciando, un ricco pavimento.
E’ lombi entrati mi son nella peccia,
e fo del cul per contrapeso groppa,
e ‘ passi senza gli occhi muovo invano.
Dinanzi mi s’allunga la corteccia,
e per piegarsi adietro si ragroppa,
e tendomi com’arco sorïano.
Però fallace e strano
surge il iudizio che la mente porta,
ché mal si tra’ per cerbottana torta.
La mia pittura morta
difendi orma’, Giovanni, e ‘l mio onore,
non sendo in loco bon, né io pittore.



5


I’ve developed a goitre in this chagrin,
as if I had, like cats in Lombardy,
drunk dirty water in large quantity
which makes the stomach bulge up to the chin.
Beard to the stars, and a nape that I pin
upon the back, a harpy’s breast—that’s me;
and, dripping still, the brush, as you can see,
has made my face a floor stained out and in.
Into the belly have entered my hips,
and with the seat I counterpoise the hunch,
and, as I cannot look, in vain I go.
In front, my skin is taut and almost flips,
but in the back the wrinkles make a bunch,
and I am bent like an Assyrian bow.
That is why, bent and smirched
even my thought emerges from my head:
shooting a crooked harquebus is bad.
Defend my painting dead,
Giovanni, and my honor which grows fainter:
this place is bad; besides, I am no painter.


102


O notte, o dolce tempo, benché nero,
con pace ogn’ opra sempr’ al fin assalta;
ben vede e ben intende chi t’esalta,
e chi t’onor’ ha l’intelletto intero.
Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero;
ché l’umid’ ombra ogni quiet’ appalta,
e dall’infima parte alla più alta
in sogno spesso porti, ov’ire spero.
O ombra del morir, per cui si ferma
ogni miseria a l’alma, al cor nemica,
ultimo delli afflitti e buon rimedio;
tu rendi sana nostra carn’ inferma,
rasciughi i pianti e posi ogni fatica,
e furi a chi ben vive ogn’ira e tedio.



102


O night, O time of sweetness, although black,
you give at last to all man’s actions peace.
Who sings your praises, well he knows and sees,
and he who greets you feels no inner lack.
You cut and break all weary thoughts, which back
to us are sent by humid shade and breeze,
and from the lowest pit you lift with ease
of dream my longings to the highest peak,
and where I crave to go. O shadow of death,
halting all aches that rend both soul and heart,
O last and gentle solace of man’s woes,
you heal our ailing flesh, restore our breath,
dry out our tears, lay all our toils apart,
and from the just you steal despair away.


trad.Joseph Tusiani

7 commenti:

  1. marghe ealla20/9/09 22:05

    scaricato.
    grazie per il link.

    e grazie per l'ottima la scelta di queste due poesie di Michelangelo. la prima poi!

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  2. la prima in effetti dà il temperamento sanguigno dell'autore.

    ciao!
    gugl

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  3. ottimissima rivista!!
    grazie

    un abbraccio

    alessandro ghignoli

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  4. ciao Ale.

    gugl

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  5. Bellissima iniziativa!

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