giovedì 16 novembre 2006

Cercasi autori


Nel vol. 2 della Storia della letteratura italiana contemporanea (Editori Riuniti 2000), a p.936, Giuliano Manacorda elenca alcuni poeti di sicuro interesse. A fianco dei nomi ancora sulla breccia (Cavalli, Insana, Lamarque, Bettarini, Del Serra, Sicari e Frabotta) o comunque che ancora resistono all'oblio, come Daria Menicati e Anna Malfaiera (è un caso che siano tutte femmine?), troviamo autori di cui non sappiamo quasi più nulla. Anche la rete, in questo senso, non ci aiuta. Li elenco, con le brevi note rintracciate sul web, nella speranza di poterli conoscere meglio: benvenga, dunque, chi ha poesie loro da farci leggere.
Jania Sarno: musicologa, etnomusicologa e scrittrice – è nata nel 1958 a Roma, vive a Verona e insegna Storia della Musica ed Estetica musicale presso il Conservatorio di Trento. Ha pubblicato tre libri di poesia: Malopasso (Edizioni del Leone, 1993), Troglòdi e altri (con un saggio introduttivo di Francesco Muzzioli, La poesia nella crisi della tradizione; Roma, Fermenti, 1995, premio ‘Libero de Libero’/sezione inediti 1992) e Residenza infìda (con risvolto di copertina di Giuliano Manacorda; Minturno, Caramanica Editore, 1999). Si è dedicata anche alla traduzione letteraria, curando il volume di Yves Bonnefoy Lo sguardo per iscritto (Firenze, Le Lettere, 2000)

Lea Canducci nata a Cesena, vive a Roma, dove svolge l’attività di scrittrice e di psicologa. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia e un saggio su Leopardi. Nel 1982 ricevette il premio di “benemerenza civica” con la seguente motivazione: “Figlia di un valoroso militante antifascista, partecipò, ancora adolescente, a rischiose attività clandestine, seguendo l’esempio paterno. Superò con grande forza d’animo la tragedia della perdita del padre deportato in un campo di sterminio nazista, dedicandosi, dopo la Liberazione, ad una intensa attività socio-culturale. Illustre psicologa e poetessa, ha trasmesso nelle sue opere e nel suo lavoro i perenni valori di libertà e di giustizia sociale su cui si fonda la Repubblica”.

Renzo Ricchi (1936) vive e lavora a Firenze. Consulente editoriale, giornalista. Attualmente è critico letterario della rivista «Nuova Antologia»; cura una rubrica sui poeti italiani contemporanei per la rivista della New York State University at Stony Brook «Gradiva» e collabora con "YIP-Yale Italian Poetry" (Yale University) e con la «Rivista di Studi Italiani» della University of Toronto, nella quale sono apparse fra l'altro diverse sue opere tradotte in lingua inglese. I suoi testi teatrali sono stati pubblicati in volume in Teatro (Ponte alle Grazie, 1993), e La coscienza in scena (Edizioni Polistampa, 1996). Scelte antologiche dalle sue poesie sono state tradotte e pubblicate in Turchia, Jugoslavia, Grecia, Giappone, Slovacchia, Irlanda, Stati Uniti e Ucraina.

Rodolfo di Biasio, poeta e critico letterario di “America oggi”, è nato a Ventosa (Latina), ma risiede a Formia. Nel 1969, assieme a Arnaldo Zambardi e a Alessandro Petruccelli rifonda la rivista “L'Argine Letterario”. Nel Comitato Direttivo ci sono anche Barberi Squarotti, Emerico Giachery, Giuliano Manacorda e Walter Mauro.

27 commenti:

  1. questo della ricerca dei nomi sarebbe un lavoro onesto e generoso da fare. Ma non nel senso di una mappatura o di una riesumazione, quanto, piuttosto di un esercizio salutare del rimpicciolimento dell'orizzonte dello sguardo. Per guardar da vicino bisogna avvicinare o avvicinarsi

    sebastiano

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  2. quanti destini nelle antologie! io mi emoziono a seguirne le tracce. Così come seguo davvero "chi l'ha visto": altri destini, altrettanto da rispettare.

    ciao Sebastiano.

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  3. le antologie, gli annuari o quel che sono... oddio, io non ci capisco più nulla :(

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  4. sebastiano16/11/06 18:37

    Anch'io mi emoziono. Sono sempre stato attirato dalle tracce, dalle cose che si vedono e non si vedono, dalla storia antica e dalla preistoria. In Radici delle isole c'è una ribrica non ancora attivata "isole scomparse". Vorrei proprio parlare di questi peoti scomparsi, trasparenti. La collaborazione è aperta a tutti perché credo che ognuno abbia i suoi cari defunti...in senso letterario s'intende.
    Sebastiano

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  5. sebastiano16/11/06 18:38

    "Peoti" non è male!
    Sebastiano

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  6. Ultimamente sto rimuginando su in'idea folle curare un'antologia che non indichi strade, canoni, mappature, situazioni generazionali, locali, epocali, ideologiche ecc. ma semplicemente un'antoogia di poeti, in stretto ordine alfabetico, che secondo me meritano e che la grande editoria snobba.
    Potrei convincere la lietocole a investirci sopra, non so come andrebbe a finire comunque tentare...
    Ovvio che molti di voi sarebbero in prima scelta e non perché vi ritengo amici ma siete miei amici perché vi ho scoperti come poeti di sicuro valore.
    Che ne dite? Ci provo?
    pepe

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  7. Pepe, ultimamente sto pensando che ho dimenticato di dirti una cosa: perchè non metti le tue opere a disposizione per la lettura sul blog di Red?
    Lo so non c'entra niente con quello che hai detto sopra ma volevo farti questa richiesta e sono certa che qui ritornerai.

    Non ho commentato il post inizialmente perchè volevo capirne lo spirito, nel senso che normalmente questo tipo di articoli sui giornali sono scritti per dire spariti, dimenticati, senza infamia e senza lode, e dunque non aventi valore, successo, altrimenti detti perdenti, leggo che invece l'animus è tutt'altro e nobile alquanto. Si può dire nobile oggi, non è fuori moda?

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  8. Ali ti ringrazio per l'invito ma credo di essere apparso anche troppo ultimamente e quindi ora devo espiare e stare nell'oscuro il più possibile e studiare, leggere, approfondire.
    Sto cercando di portare a termine la mia terza raccolta con grande fatica.
    Vorrei dopo questa rimettere tutto in gioco e cambiare rotta se non radicalmente almeno con un certo spostamento di lato. Credo che ormai sia urgente e necassario.
    Cmq vorrei sapere che ne pensate della mia proposta.
    pepe

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  9. caro Gabriele, la lietocolle ha da poco pubblicato quell'antologia curata da Dentali e Salvi: non credo che voglia tornarci sopra. Però l'idea mi piace (visto che avresti intenzione di mettere anche me dentro :-). una cosa simile l'ha fatta book, ordinando per anno. Anche Antonio Porta lo aveva fatto, alla fine degli anni settanta.

    ali, tu puoi dire qualsiasi cosa. Ad ogni modo, gli autori che nomino sono ancora 'perfettamente funzionanti', magari su piani o continenti differenti.

    Sebastiano, anch'io vorrei fare una cosa del genere: vedrai che li facciamo resuscitare :-)

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  10. sebastiano16/11/06 21:41

    ci avevo provato col primo blog, qualche anno fa, su virgilio. L'operazione era affascinante e ne veniva fuori una mappatura quasi naturale. Poi ad un certo punto mi venne il magone, perché affioravano nomi come da un abisso - mi interessavano i siciliani,qualche notizia utile veniva da internet, ma non per tutti. Alla base c'era la considerazione che la storia della letteratura non si costruisce solamente per un criterio di bravura. Quante storie della letteratura, sorpattutto a partire dalgi anni settanta, si potrebbero costruire in alternativa! Comunque io credo che il male di questi tempi sia la mancanza degli annuari. E cioè una specie di rassegna delle cose pubblicate durante l'anno. L'antologia dovrebbe venire dopo, costruita su un campionario pubblico, visibile, rispetto al quale ci si possa confrontare tutti. La gente s'incazza perché spesso i nomi spuntano dal nulla, ed ecco che le operazioni, anche quelle più oneste, vengono prese per il bavero. La funzione dell'antologia è anche un'altra: sentirsi di un gruppo, sentirsi appartenere. Non è una funzione secondaria.

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  11. concordo pienamente, Sebastiano. Infatti, se guardi i nomi che ho messo in questo post, qusi tutti avevano contatti con Manacorda. Capita poi che un critico abbia per le mani un autore nuovo e se ne innamori. ma la cosa è assai pericolosa se egli, prima, non ha confrontato questo autore con i 100 che gli stanno intorno.

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  12. Non capisco una frase del tuo post: quella in cui ti domandi se è un caso o no che le autrici siano molte donne. Me la spieghi?

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  13. io credo che la grande novità poetica del secondo novecento sia l'entrata in massa (di qualità) della poesia scritta da donne (le ragioni sono storiche, ovviamente).Questa novità non mi pare sia stata sufficientemente accolta dalla critca maschile (che è quella che detiene il potere culturale nelle università)

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  14. ehi che coincidenza...

    mettiamo su un'agenzia investigativa?

    tantomisai

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  15. tantomisai, non mi ricordo più l'indirizzo del tuo sito. help me :-)

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  16. Non ho capito Pepe se chiedevi un mio parere, e, se me lo hai chiesto, in che veste: di lettrice? Allora ti rispondo che si, una sorta di catalogo del "poetume" attualmente in circolazione ordinato in ordine alfabetico sarebbe un buon catalogare, esporre le poetiche, ricordare. In altro senso, di autrice? allora ti rispondo che non riesco ad immaginarmi pubblicata/spubblicata col nick Alivento, restando anonima nella mia identità reale, tuttavia, volendo, non è cosa impossibile, di bello c'è che sarei in principio d'ali.

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  17. Chiedevo a tutti in primis come lettori. Ripeto la mia idea non è quella di catalogare poetiche, canoni, generazioni, modelli, stili, classifiche e chi più ne ha più ne metta, semplicemente mi piacerebbe mettere in risalto, sullo stesso piano e per questo in stretto ordine alfabetico per non scontentare nessuno, tutti quei poeti snobbati se non dimenticati dalla grande editoria che secondo me invece meriterebbero molta più attenzione. Vedi poeti come Stefano Guglielmin, Francesco Marotta, Gian Mario Lucini, Assunta Finiguerra, Erminia Passananti ecc.
    Anzi se avete suggerimenti saranno bene accolti.
    pepe

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  18. sapremo mai, carissima, la tua vera identità? :-)

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  19. caro Gabriele ultimamente mi pare che mi si dia molta attenzione: la cosa mi lusinga, mi imbarazza, mi preoccupa...

    naturalmente lo so che sei un buona fede. spero di non deluderti.

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  20. caspita Tantomisai, mi freghi sempre :-))))

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  21. va bene pepe, penso che lo comprerò, anche se devo dire che non ho molta fortuna con i miei acquisti di poesia

    Stefano, ti ricordi il discorso dei campioni? qualche volta ti farò quello dei gregari

    per quanto riguarda l'identità mi sembra che quella virtuale abbia acquistato una consistenza notevole, non basta?

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  22. Stefano quello vale tra gli innamorati

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  23. non facciamo illazioni:-)))

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  24. che strano, Stefano, ero convinto di aver pescato un refuso ma invece, forse ne ho pescato un altro.
    Ventosa è una località della provincia di latina, una frazione di san cosma e damiano ed io non la conoscevo.Rodolfo di biasio, autore conterraneo a quanto sembra sembra nato a Verona però e non a Ventosa.basta vedere qui:http://www.unesco.it/poesia/babele/poesia/poesia_autori/dibiasio.htm
    Questa una sua poesia

    Pare, ho scritto
    con l'amaro dentro
    ed è sorso di cicuta
    Avverto di aver disimparato la sua voce:

    vuole altri ascolti
    la voce di questo mare
    vuole i silenzi dell'anima
    anche quando come stasera
    si fa rombo sulla scogliera,
    vuole solitudini
    che più non abbiamo
    e che forse toccherà ritrovare
    al marinaio delle stelle


    bè l'idea di pepe è sacrosanta e gistiziatrice, non saprei se sarebbe una novità, oltre Porta.
    Ciao, R.

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  25. eh si, lìora tarda mi fa sbarellare, giustiziera intendevo dire ovviamente.

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  26. i ho trovato i seguenti dati:
    Amazon:
    Rodolfo Di Biasio was born in Ventosa, Italy, in 1937. He has published five books of poetry, and three books of narrative


    Treccani
    Rodolfo Di Biasio, poeta di Ventosa (Latina), da tempo residente a Formia.

    ciao e
    grazie per la poesia.

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