giovedì 29 giugno 2006

soglia

Il sapere nomadico coincide con il circolo tracciato dal passo degli uomini e dal pascolo degli animali; ed ogni nomade sa che il cielo che respira dalla sommità della sua tenda unisce la casa, la terra, gli animali, gli uomini e Dio. Ogni suo gesto compiuto per ringraziarlo, traccia una più robusta alleanza con la terra, il cielo, gli animali e gli altri uomini. Così nei nomadi buddhisti tibetani. E così nella letteratura che si fa annuncio della propria soglia.

20 commenti:

  1. Questi buddisti ne sanno davvero tanto della vita...

    RispondiElimina
  2. ne sanno quanto noi. solo che ce lo siamo dimenticati.

    ciao bella

    RispondiElimina
  3. e questo, ovviamente, è uno scritto nomade...

    RispondiElimina
  4. già, un suo frammento perso...

    RispondiElimina
  5. Ste', che ne pensi della famosa domanda se sia meglio incidere la propria scrittura nella roccia oppure sulla sabbia, come fanno i nomadi del deserto? anche lì si tratta di soglia...

    RispondiElimina
  6. Stefano, come promesso, sono venuta a trovarti con lo spirito tu dici animi questo blog: dunque, lo metto in pratica, subito: tesoro, questa foto mi induce a pensare che l'unico posto al mondo dove si possa vivere in pace sia il Tibet. Ah, conosci Ennio Abate? Non si è occupato anche lui di letteratura nomadica? Mille baci.erminia

    RispondiElimina
  7. Fabry, credo che l'uomo desideri la roccia, ma sia costretto ad accettare la sabbia.


    cara Erminia, vedo che eei entrata subito nello sprito del gioco (come l'italia finora).
    il tibet come sai ha i suoi problemi. del resto anche noi abbiamo i nostri. abate l'ho incontrato: è un uomo tosto, un materialista convinto. non so se ami lo spiritualismo orientale, dici di sì?

    RispondiElimina
  8. buona notte a tutti, budini e non :-)a.

    RispondiElimina
  9. meglio un budino oggi che un buddace domani:-)

    RispondiElimina
  10. meglio un budino oggi che un buddace mai :-)

    RispondiElimina
  11. il budino non diventerà mai un buddace, il buddace non è un budino mancato, il budino è il budino, il buddace buddace :-))))

    RispondiElimina
  12. ehi, ma chi è dice 'ste cazzate alle cinque emmezza di mattina? :-)

    RispondiElimina
  13. io antos! la cazzatrice :-)

    RispondiElimina
  14. antos, con l'insonnia :-)))))

    RispondiElimina
  15. beh, allora sei perdonata:-)

    RispondiElimina
  16. stefano, hai visto il docomuentario: La storia del cammello che piange? tutto ambientato nel deserto di Gobi in Mongolia. Un film bellissimo.

    RispondiElimina
  17. visto, visto. il regista è anche italiano (ma la sua aiutante no:-)

    sì, mi è piaciuto: per questo mi parlavi del gobi qualche tempo fa?

    RispondiElimina
  18. no, il Gobi è una mania da tempo, da quando ascoltavo i CSI, ma anche prima! :)))

    RispondiElimina
  19. qui da noi ci sono i "due gobeti"

    RispondiElimina